nel salone parrocchiale
La domenica alle 10:30 partecipiamo insieme alla Santa Messa
Se aderire all'AC significa scegliere di vivere da laici la propria chiamata alla santità, partecipando attivamente alla vita dell'associazione quale piena esperienza di Chiesa (l'adesione all’AC è possibile in ogni momento dell’anno), è anche vero che promuovere l’AC non è questione di marketing. E’ il voler condividere con il maggior numero di persone possibile un’esperienza di Chiesa forte, viva e responsabile. E’ il voler rendere di qualità la presenza dei laici al fianco dei pastori per l’annuncio del Vangelo.
Ecco, infatti, cosa ci dice lo statuto in alcuni suoi fondamentali articoli (ma tanti altri meriteranno attenzione):
(STATUTO dell'AC art. 1) "L'Azione Cattolica Italiana è un'associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa."
(STATUTO dell'AC art. 15.1) "L'appartenenza all'Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l'animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana."
Noi abbiamo sempre la possibilità di riunirci e ritrovarci, anche con il nostro parroco, per condividere momenti di dialogo e di preghiera, possiamo e dobbiamo sempre vivere i Sacramenti e la presenza alla Messa con gioia e partecipazione, ma farlo come Azione Cattolica, deve farci automaticamente sentire parte di una rete aggiuntiva vasta, con organismi e persone che svolgono ruoli ben definiti, che prevedono obiettivi specifici.
Alcuni brevi resoconti di riunioni tenutesi a livello nazionale negli anni passati:
UNA PROPOSTA “ADULTA”
Le persone, la comunità, costituiscono il fine ed il senso della nostra associazione. Riuscire quindi a mettere insieme le persone, valorizzarle, servire l’uomo in tutte le sue condizioni e istanze, anche le più profonde, significa “rendere gloria a Dio”. È proprio questo il primo obiettivo che intendiamo porci, esso rappresenta ed orienta la nostra responsabilità ed il nostro servizio.
Fare rete, essere in rete:
Nel linguaggio comune l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di fare rete e di essere in rete. Però, più che ricorrere a questa metafora, mutuata dal linguaggio informatico, ci piace richiamare l’immagine usata da papa Benedetto: la rete dei pescatori. La Chiesa infatti deve riparare questa rete per essere realmente capace di raggiungere gli uomini e le donne del nostro tempo. L’impegno quindi è quello di fare nostro questo lavoro di riparazione, non per proselitismo, ma per creare una rete, quella della Chiesa, che deve annunciare il Vangelo e testimoniarlo nella quotidianità della storia. Questo “fare rete” lo desideriamo fare “da adulti” con tutto ciò che comporta: istanze, resistenze, concretezze. Infatti sappiamo quanto abbiamo dovuto e dobbiamo “faticare“ per portare la vita concreta nell’ associazione, quanto siamo stati protagonisti consapevoli di questa stagione di rinnovamento, iniziata con il Concilio, che vogliamo continui con immutata passione e costante impegno. Non è un caso che come adulti abbiamo sentito prima degli altri la necessità di ristrutturare la casa associativa, perché potesse accogliere tante altre persone che, come noi, vogliono seguire il Signore e servire la Chiesa.
UNA SFIDA PER GLI ADULTI
Si avverte l’esigenza di una ricerca sempre più forte del rapporto tra AC, chiesa locale e territorio e gli adulti su questo possono fare molto, perché se noi ci caratterizziamo per essere pienamente a servizio della chiesa locale se la chiesa locale è sostanzialmente il popolo di Dio radunato intorno al vescovo in un determinato luogo, questo luogo per noi significa qualcosa.
Proprio per questo desidereremmo iniziare a raccontare tutte le esperienze che facciamo localmente relativamente a famiglia e le varie età della vita, per poi continuare a fare altri racconti di esperienzadi lettura della realtà.
Il lavoro del triennio secondo quest’ottica di fedeltà alla vita quotidiana, che ci porta a scoprire delle perle preziose da valorizzare e tirare fuori dalla nostra esperienza, ci porta a scommettere che non è così semplice avere questo sguardo d’insieme su una proposta, che da un lato è unitaria e dall’altra è così articolata. La nostra consapevolezza vuole quindi essere quella raccontata da Martin Buber: «Fu chiesto a Rabbi Levi Isacco: “Perché in tutti i trattati del Talmud babilonese manca la prima pagina e ognuna comincia con la seconda?” Egli rispose: “Per quanto un uomo abbia sempre studiato, deve sempre ricordarsi che non è ancora arrivato alla prima pagina”».
CIÒ CHE ABBIAMO ACQUISITO
Chi è l’adulto oggi
– In divenire (essere e diventare)
– Nella frammentazione delle esperienze e delle appartenenze
– Inserito in una famiglia, con delle responsabilità a livello civile e sociale
– In rapporto con il lavoro e le sue implicanze
– Consapevole della vocazione battesimale (comune chiamata alla santità) e dell’appartenenza ecclesiale
– In ricerca di una sintesi tra fede e vita, tra annuncio del Vangelo, cultura e storia
FACCIAMOLO DIVENTARE PATRIMONIO COMUNE
Lo stile di fondo: essere lampada (che sempre va alimentata), sale e lievito (missionarietà)
Scelte:
1. Attenzione e valorizzazione della condizione adulta oggi
2. Il Concilio come insegnamento dell’essere nella Chiesa e nel mondo (Lumen Gentium, Apostolicam Actuositatem, Gaudium et Spes )
3. Riferimento a figure di santità laicale
Obiettivi:
1. Declinare in forme storiche concrete la vocazione del laico e la sua missione nella Chiesa e nel mondo alla luce del Concilio Vaticano II (cfr programma triennale)
2. Promuovere/incentivare una partecipazione attiva e propositiva al cammino preparatorio al Convegno Ecclesiale di Verona (cfr programma triennale)
3. Vivere il mandato di Loreto:
– contemplazione
– comunione
– missione (cfr programma triennale)