Apriamo i lavori con un'inchiesta rivolta alla comunità quotidianamente riunita presso gli spazi dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, o meglio ancora dello Stretto.
Lo facciamo perché avvertiamo l'urgenza di conoscere e di conoscerci, anzi riconoscerci l'uno nell'altro, l'una nell'altra, l'uno nell'altra, l'una nell'altro. Abbiamo dunque pensato di partire da una serie di domande comuni rivolte a studenti e docenti, personale amministrativo e collaboratori della nostra accademia al solo fine di lasciare che le nostre voci possano essere raccolte e ascoltate, magari anche riascoltate, e che questa inchiesta possa rappresentare un ulteriore punto di ripartenza per la storia di questa istituzione.
Abbiamo in programma numerose iniziative eppure abbiamo deciso di lasciarci guidare dalla vostra esperienza nella nostra accademia per dare inizio formalmente ai lavori nella convinzione che queste testimonianze rappresentino un bene comune: sarà importante riscoprirsi nella voce di qualche sconosciuto, come potrebbe accadere ascoltando qualche passaggio della nostra inchiesta: ce lo auguriamo vivamente.
Si chiama ARTùPERTù perché intendiamo confrontarci faccia a faccia, stare l'uno di fronte all'altro, ascoltare ed essere ascoltati.