Lettera, inviata al Sindaco di Tivoli, per l'istituzione di una commissione tecnica per il monitoraggio e la misurazione periodica dell'entità delle emissioni delle frequenze di tutte le antenne installate sul territorio comunale.
Lettera, inviata al Sindaco di Tivoli, per l'istituzione di una commissione tecnica per il monitoraggio e la misurazione periodica dell'entità delle emissioni delle frequenze di tutte le antenne installate sul territorio comunale.
TUTELIAMO LA NOSTRA SALUTE: facciamo sentire la nostra voce contro l'ennesimo abuso delle multinazionali, l'installazione di un'antenna per la telefonia mobile in una zona residenziale ai margini del nostro patrimonio storico culturale: firmiamo la petizione al link qui sotto:
Studio del comitato per il futuro della scienza e della tecnologia.
Servizio ricerca del Parlamento Europeo
Uno studio effettuato nel Giugno 2021, che evidenzia lo stato, in quel momento, delle conoscenze sui rischi cancerogeni e per la riproduzione/lo sviluppo correlati al 5Gquali emersi da studi epidemiologici e studi sperimentali dal vivo
ntenne 5G e rischi per la salute:
L'installazione di un'antenna 5G vicino a una zona residenziale è un tema che ha suscitato molte discussioni, spesso alimentate da preoccupazioni sulla salute.
Sulla base delle evidenze scientifiche attuali sappiamo che le antenne 5G emettono radiazioni elettromagnetiche come quelle del Wi-Fi, delle reti 4G e delle onde radio.
Queste non hanno sufficiente energia per danneggiare direttamente il DNA o per causare mutazioni, a differenza ad es. delle radiazioni ionizzanti (come raggi X o raggi gamma).
Le frequenze utilizzate dal 5G non penetrano in profondità nell'organismo umano: tendono invece a restare in gran parte in superficie, principalmente nella pelle e negli strati superficiali dei tessuti.
Il 5G utilizza bande di frequenza diverse:
Bande basse (<1 GHz): simili a quelle del 4G, penetrano bene negli edifici e anche relativamente nei tessuti corporei. Potrebbero essere collegate ad un maggior rischio per la salute. Gli studi disponibili non sono conclusivi.
Bande medie (1–6 GHz): rappresentano il compromesso tra copertura e velocità. Penetrazione nei tessuti ancora modesta, simile al Wi-Fi.
Onde millimetriche (mmWave) (>24 GHz): usate per applicazioni 5G avanzate in alcune zone. Queste hanno una capacità molto limitata di penetrare materiali, incluso il corpo umano. La maggior parte dell’energia viene assorbita dallo strato superficiale della pelle (epidermide e derma), senza raggiungere organi interni, muscoli profondi o il cervello.
Le potenze usate per il 5G restano comunque ben al di sotto dei limiti considerati dannosi per i tessuti biologici.
Le principali organizzazioni scientifiche e sanitarie, tra cui: OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e Istituto Superiore di Sanità (ISS) concordano che non ci sono prove scientifiche conclusive che l'esposizione ai livelli di radiazioni delle antenne 5G provochi danni alla salute, se vengono rispettati i limiti di esposizione previsti dalla legge.
Un rischio teorico per la popolazione potrebbe verificarsi se i livelli di esposizione superassero i limiti di sicurezza.
L'Italia adotta limiti più bassi rispetto a quelli raccomandati a livello internazionale: 15 V/m per esposizione continua in luoghi abitati (molto più cautelativi rispetto ai 61 V/m suggeriti ad es. dall’ICNIRP).
Conclusioni e raccomandazioni:
Sebbene ci siano alcune indicazioni di possibili effetti avversi sulla salute per le frequenze più basse (<1GH), le evidenze (soprattutto per le frequenze più alte) sono insufficienti. È necessaria ulteriore ricerca per comprendere meglio i rischi a lungo termine e stabilire limiti di esposizione più sicuri. Si raccomanda di adottare valori precauzionali per l'esposizione e di promuovere tecnologie alternative come la fibra ottica.
A fine aprile 2024, sostanzialmente sotto il più completo silenzio della grande informazione – sono entrati in vigore i nuovi limiti elettromagnetici, che in Italia erano in vigore da 21 anni, ancorati ad un DPCM del 2003, a seguito alla Legge Quadro sull’ inquinamento elettromagnetico (L. 36/2001), che aveva fissato a 6 V/m la soglia relativa a:
il valore di attenzione per esposizioni in luoghi adibiti a permanenza umana per almeno 4 ore giornaliere (abitazioni, scuole, ospedali, luoghi di lavoro, parchi gioco, ecc..),
l’obiettivo di qualità all’aperto e luoghi intensamente frequentati.
Un limite giudicato cautelativo e frutto di un compromesso scientifico, tra le esigenze di sviluppo delle telecomunicazioni e di minimizzazione del rischio di esposizione.
La legge sulla Concorrenza, approvata il 30 dicembre scorso, ha definito il nuovo tetto da non superare, entrato in vigore a fine aprile: 15 V/m, due volte e mezzo il valore precedente.
L’ innalzamento non riguarda il limite massimo di esposizione che si mantiene a 20 V/m.
Secondo molti. non esiste alcuna ragione tecnica per aumentare le soglie ambientali dei campi elettromagnetici per la popolazione, ma è stata compiuta una scelta per ridurre l’impatto economico degli operatori, sui quali ricadrebbero i costi di una “reingegnerizzazione” (adeguamento) degli impianti, in vista della implementazione della tecnologia 5G, qualora non fossero stati ritoccati i valori soglia.
Una scelta che viola il “principio di precauzione” a tutela della salute delle persone – sancito dalla legge quadro n. 36/2001 – e contro la quale si sono battute numerose associazioni ambientaliste e per la salute, ma anche vari scienziati esperti in materia.
Valgano per tutti le considerazioni formulate dal’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE): “Come medici e scienziati vogliamo sollecitare il Governo in tutte le sedi istituzionali opportune e nella conferenza Stato-Regioni a mantenere i valori di attenzione per i campi elettromagnetici attualmente in vigore, ovvero 6 V/m, e nel contempo chiediamo che la modalità di misurazione di tale valore, che attualmente avviene come media su 24 ore, torni ad essere svolta come media nei 6 minuti nelle ore di maggiore traffico telefonico [una modifica introdotta da qualche anno e che già aveva in qualche modo “attenuato” la soglia di 6 V/m con un artificio tecnico – ndr] tra l’altro, in un recente rapporto del Comitato per il futuro della scienza e della tecnologia (EPRS), Servizio Ricerca del Parlamento europeo, Unità Prospettiva scientifica (STOA PE 690.012- Giugno 2021), che costituisce al momento l’unica revisione sistematica istituzionale e internazionale disponibile, si legge che i campi elettromagnetici generati dalle radiofrequenze sono probabilmente cancerogeni e probabilmente provocano effetti avversi sulla riproduzione e lo sviluppo umano”
Si può concludere che, sulla base delle evidenze attuali, se non verranno innalzati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici attualmente in uso in Italia (6 v/m al tempo della relazione e portate nell'Aprile 2024 a 15V/m), Tali esposizioni andrebbero però effettuate come misurazioni puntiformi e non calcolate sulle 24 ore come avviene ora.
Le considerazioni soprascritte sono tratte dalla relazione presentata alla commisisone europea dalla dr.ssa Fiorella Belpoggi, referente ISDE per le radiofrequenze "Impatto del 5G sulla salute ".
Paterno incontra il Sindaco di Tivoli:
Un incontro voluto dall'Associazione per evidenziare al primo cittadino alcuni punti critici del nostro quartiere, puntando a diminuire i rischi sulla sicurezza stradale. E' un primo appuntamento che si spera sia l'inizio di una collaborazione continuativa con l'amministrazione comunale.