In sintesi
Le grandi teorie otto-novecentesche, il marxismo, lo storicismo, lo strutturalismo, puntavano a una piena intelligibilità del mondo storico-sociale. Nel campo della ricerca storica, in particolare, i decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale hanno visto uno straordinario sviluppo della ricerca storica. Approcci, domande, oggetti, fonti sono stati rinnovati; nuovi paradigmi si sono imposti con forza. Eppure, tra II e III millennio, la storia è entrata in uno spazio di «forte turbolenza» (per usare la felice espressione di Sabina Loriga e Jacques Revel). Da più parti si contestano sia i metodi impiegati, sia i risultati ottenuti. Per evitare il rischio di anarchia epistemologica, incapace di mettere a fuoco l’analisi, o pronta a scivolare nell'aneddotico, serve tornare a ragionare sui concetti fondamentali della disciplina. Se ne individuano tre, al centro di attenzioni, di critiche, talvolta di accese polemiche: Stato, territorio, identità.
Il primo obiettivo è un’analisi interdisciplinare dei tre concetti centrali citati, chiarendone la valenza epistemologica, e distinguendo fra le specificità dell’età moderna e quelle dell’età contemporanea. Alcune linee di studio sono già state tracciate. Lo Stato, come categoria storiografica, dall’ultimo quarto del Novecento a tutto il primo decennio del XXI secolo è apparso sul punto di eclissarsi completamente, superato da un lato dalla crescente globalizzazione, dall’altro dal rafforzamento dei poteri non-nazionali, in economia, nella finanza e ovviamente nella politica. La storiografia lo ha considerato spesso un feticcio poco utile, qualcosa di “immaginario”, se si accoglie la felice espressione dello storico del diritto Pietro Costa. Anche l’identità, altro tema affrontato, è stata a lungo ritenuta ormai “liquida”, per citare Zygmunt Bauman: cioè spogliata delle sue dimensioni collettive e delle sue costruzioni storiche. Ma queste letture restano valide? Non sembra. I drammatici eventi del 2022-2023 hanno riproposto con forza il tema dell’aggressività insita nella forma-Stato e la caratura violenta delle auto-proiezioni identitarie. Si può tornare a discutere di Stato-agente e di identità-movente. Il territorio, il terzo concetto chiave individuato, sembra valere da concreta cerniera fra i due termini già individuati: come oggettivazione delle azioni statali e allo stesso tempo proiezione delle forme identitarie sviluppate dagli attori umani che lo abitano.
Il secondo obiettivo che ci poniamo consiste, appunto, nel focalizzare la relazione/interrelazione/conflittualità tra i concetti chiave identificati. L’ottocentesca immagine di un territorio che è solo un elemento dello Stato non è più sostenibile. I rapporti fra i tre concetti, allora, vanno ripensati alla luce delle identità collettive: costrutti artificiali, ma non per questo meno capaci di innescare azione politica, culturale, sociale. La lettura storica di queste relazioni, in ambito europeo e segnatamente italiano, aiuterà a mettere a fuoco l’ampio spettro delle questioni sul tavolo.
Il terzo obiettivo intende mettere alla prova le riflessioni sui tre concetti chiave testé indicati, analizzando dinamiche che hanno portato a variazioni concrete delle territorialità statuali. Come si avrà modo di far emergere grazie a casi studio rappresentativi (i Balcani, l’Europa orientale), la conformazione dell’articolazione spaziale dei territori è stata costantemente influenzata dall’azione umana, sia verticalmente nella società e ovviamente a livello politico. Gli stessi attori sul territorio ne hanno fatto delle narrazioni, solide e durature.
Attività realizzative
Per la documentazione e lo studio viene prevista innanzi tutto la costruzione di una banca dati bibliografica su Stato, territorio e identità (acronimo StaTId), concentrata sugli approcci storico-geografici, ma senza escludere a priori la segnalazione dei risultati delle altre scienze umane e sociali. Il sito che la ospita viene immaginato come uno spazio aperto ad approfondimenti e aperture.
Quindi, seguiranno attività seminariali. A parte le occasioni interne al gruppo di ricerca strutturato nell’Ateneo, viene prevista la realizzazione di un convegno per ripercorrere la traiettoria dei concetti citati e per verificare la portata euristica delle ricerche che li considerano centrali.
Un volume raccoglierà i lavori scaturiti da questa stagione di studio: in particolare, in questa categoria verranno compresi sia quelli costruiti come approfondimento di relazioni a seminari e convegni, sia i saggi originali e inediti.