Nei “dintorni” dell’insediamento paleolitico di Isernia La Pineta
A cura di Carlo Peretto
Redazione: Enrica Ghirelli
Nei “dintorni” dell’insediamento paleolitico di Isernia La Pineta
A cura di Carlo Peretto
Redazione: Enrica Ghirelli
Introduzione
Nei “dintorni” dell’insediamento paleolitico di Isernia La Pineta vuol essere uno strumento per far conoscere, valorizzare e soprattutto divulgare l’entità e la portata del lavoro svolto, oltre i contenuti culturali emersi con la ricerca scientifica, supportata, a partire dal 1979, dall’esplorazione sistematica dell’insediamento umano e da un’articolata convergenza interdisciplinare in grado di approfondire le conoscenze di un gruppo umano di 600.000 anni fa. Gli eventi culturali, geologici e paleoambientali sono stati ricostruiti nel dettaglio in centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate. Monografie sui reperti litici, sulle faune e sull’organizzazione dei suoli di abitato hanno segnato il progresso delle conoscenze che oggi sono note e riconosciute come punto di riferimento per altri contesti paleolitici.
Con questo sito, invece, abbiamo voluto “disegnare” un percorso conoscitivo che segue il “contorno” della ricerca. Si tratta di far emergere le innumerevoli iniziative con motivata ricaduta sul territorio di pertinenza, spesso a valenza nazionale e internazionale, eventi e “storie” che vengono dimenticate col trascorrere del tempo, oppure entrano, ma solo di rado, nelle profondità di archivi lasciati, sovente, al loro destino. Fanno eccezione i rari benevoli “collezionisti” di “fatti” e “vicende” che evitano la perdita grave di una “memoria” e attualizzano vecchie circostanze, anche se, come si vedrà, non sempre positive e gradevoli.
Con la consapevolezza della difficoltà nel dare la giusta visibilità agli eventi intercorsi in più di 40 anni, si è cercato di volta in volta di proporre le immagini, i documenti e i protagonisti, limitando per quanto possibile commenti e considerazioni, lasciando al lettore la scelta di immergersi in una storia complessa, talvolta difficile, ma anche gradevole, di anni di lavoro.
Si ringraziano quanti hanno operato e aiutato.
La prima parte di questo sito anticipa e allo stesso tempo offre una risposta del perché degli sviluppi a La Pineta a partire dalla sua scoperta del 1978. Queste riflessioni di ordine generale sono di seguito espresse nei capoversi da A ad H:
B. Riflessioni
D. Dallo scavo al Museo: il caso di Isernia La Pineta
E. Correvano gli anni '70, ed anche prima...
G. Correva l’anno 1978: …, e fu l’inizio di La Pineta di Isernia …
H. Un mondo che cambia, anche no
A seguire, con lo scopo di facilitare la comprensione degli “eventi”, succedutisi per più di 40 anni di attività e di iniziative, gli argomenti sono stati raggruppati in 18 CAPITOLI.
All’interno di ogni capitolo si è provveduto nel sequenziare le iniziative sul piano cronologico, anno dopo anno, a partire dal 1979, dando ampio spazio a documenti e immagini, piuttosto che dilungarci in commenti e descrizioni, troppo spesso del tutto noiose. Ci limitiamo, comunque, a rapide narrazioni utili per una visione unitaria del contesto nel quale si è operato e nel quale le vicende trovano riferimenti. Evitiamo, per quanto possibile, l’insieme dei documenti strettamente connessi con la ricerca scientifica che trova ragion d’essere in resoconti, pubblicazioni e svariate bibliografie di facile reperimento. Pubblicazioni e articoli scientifici a firma di ricercatori, italiani o stranieri, che abbiano svolto indagini a La Pineta di Isernia, possono essere, per così dire, “indagati” estrapolando ogni informazione tramite ricerche in rete, oltre ai relativi Curriculum Vitae consultabili nel sito istituzionale di appartenenza.
Si descrivono le attività di scavo svolte nel corso di quasi 45 anni. “Parlano” le immagini più che le parole, con la consapevolezza che l’immediatezza visiva sia la principale caratteristica per l’apprendimento nel mondo dei viventi, noi compresi.
Fin dai primi momenti si prese atto dell’importanza del ritrovamento, pertanto fu quasi naturale, fin dall’inizio, procedere prospettando una serie articolata di iniziative e passare all’atto pratico della loro realizzazione per conseguire le migliori condizioni per lo scavo, lo studio e la valorizzazione dell’insediamento umano. Se oggi possiamo usufruire di un parco archeologico con annessi Padiglione degli scavi e Museo nazionale del Paleolitico, ciò si deve alla caparbietà con la quale i vari progetti sono stati perseguiti.
Le deliberazioni di Istituzioni locali e nazionali sono la prova della volontà nel sostenere le iniziative per lo sviluppo delle attività intraprese a seguito della scoperta dell’insediamento preistorico. È impossibile elencarle tutte, ma tra queste di grande importanza sono state le decisioni assunte dalla Provincia di Isernia che, soprattutto con la volontà politica di Domenico Pellegrino, hanno permesso di porre concretamente, fin dall’inizio, le basi per il successo dei vari programmi elaborati nel corso degli anni. Basti ricordare l’acquisto dell’area e la sua recinzione, il restauro delle casette coloniche, l’impegno per la realizzazione del Museo e la realizzazione del Centro Europeo di Ricerche Preistoriche. Non dissimile è l’importanza delle Istituzione preposte allo scavo, al restauro e alla valorizzazione con una collaborazione concertata da Soprintendenza del Molise e Università di Ferrara e, a seguire, della Direzione regionale Musei Molise. Nel tracciare l’insieme notevole degli impegni assunti da molte Amministrazioni, consapevoli del rischio di non dare il giusto risalto ad alcune di esse, si passa alla presentazione di quelle recuperate nel corso degli anni, in grado di offrire uno spaccato dell’impegno assunto fin dall’inizio delle attività di esplorazione dell’insediamento preistorico.
Non furono molte le convenzioni sottoscritte, seppure fondamentali per lo sviluppo di progetti e iniziative. In particolare quelle tra Università di Ferrara, Soprintendenza archeologica e Provincia di Isernia, approvate separatamente, sono le più significative e durature nel corso degli anni. Non sempre l’iter di approvazione è stato rapido, tuttavia il risultato finale ha contribuito al successo delle numerose attività svolte.
Il numero delle conferenze è rilevante e nella maggioranza i temi trattati riguardano l’evoluzione umana biologica e culturale, l’origine del popolamento umano in Europa e nella nostra penisola ed in particolare gli insediamenti di La Pineta, Guado San Nicola, Grotta Reali e Ca’ Belvedere di Monte Poggiolo. Non mancano conferenze su puntuali problematiche e su aspetti limitati ad alcuni territori italiani.
La presentazione che segue non è esaustiva, ma offre una indicazione dell’attività di divulgazione svolta in modo continuativo nel corso degli anni. Ad esempio mancano i riferimenti alla conferenza tenuta a Pescocostanzo dove alla presentazione dell’insediamento di Isernia, a cura di Carlo Peretto, ha fatto seguito il dono della presentosa in oro a Marilena Leis: come dire, c’è sempre qualcuno che ne approfitta del lavoro degli altri!
Si potrà verificare come le modalità per la presentazione pubblica delle iniziative cambino col progredire delle tecnologie, passando da manifesti di grande formato alle più ridotte locandine, dalla carta stampata alla comunicazione telematica che non lascia traccia, soprattutto a partire dagli anni 2000.
Lo scavo dell’insediamento di La Pineta e i risultati della ricerca scientifica interdisciplinare sono stati un richiamo di assoluto valore nel contesto nazionale e internazionale in riferimento alle problematiche della nostra storia profonda. Un certo numero di iniziative congressuali sono state organizzate anche ad Isernia, col contributo di studiosi di tutto il mondo.
Non meno importanti sono state le discussioni pubbliche rivolte alla valorizzazione e alla fruizione del giacimento di La Pineta, soprattutto per gli sviluppi museali e la riproposizione degli antichi ambienti naturali e culturali di realtà paleolitiche.
In questo ambito si collocano anche le altre significative testimonianze preistoriche isernine, quali Guado San Nicola e Grotta Reali.
Le attività di scavo e le ricerche condotte a La Pineta rappresentano il riferimento per l’allestimento di esposizioni temporanee non solo nazionali. Le mostre temporanee hanno rappresentato un buon viatico per la realizzazione del Museo nazionale del Paleolitico, volontà condivisa dalle Istituzioni locali, in primis la Provincia di Isernia, e dal Ministero dei Beni culturali (denominazione indicativa perché ridefinita quasi sempre ad ogni cambio di Governo) tramite la Soprintendenza archeologica (anche questa denominazione generica perché cambiata spesso nel corso degli anni) a cui ha fatto seguito l’impegno della Direzione Musei del Molise.
A partire dal 1979 un gran numero di manifestazioni sono state organizzate e presentate al grande pubblico con modalità che cambiano nel corso degli anni. Dai manifesti di grande dimensione, con i quali si tappezzavano le città con marche da bollo e che venivano inviati a colleghi e conoscenti con preghiera di affissione, si passa a dimensioni più ridotte (locandine) e di seguito, soprattutto a partire dagli anni 2000, all’uso di internet per trasmettere messaggi e immagini dell’iniziativa programmata, raggiungendo il maggior numero di possibili interessati in tutto il mondo. La globalizzazione delle informazioni si fa così pressante e di grande successo.
L’uso della tipografia si attenua negli anni fino ad avere un ruolo del tutto marginale nella filiera della diffusione delle iniziative congressuali e non. La rete oggi la fa da padrone, tuttavia con un tallone d’Achille inesorabile rappresentato dalla difficoltà della conservazione dei documenti, a meno che non si proceda alla stampa di locandine e altro, generalmente con un formato A4, più raramente A3.
Possiamo affermare che è facile mantenere memoria delle iniziative con la stampa di una volta, soprattutto se qualcuno ha provveduto a ripiegarli e riporli uno sull’altro in un armadio o un cassetto, seppure in disordine, in attesa di riportali in vita ordinandoli e digitalizzandoli.
Numerose sono le pubblicazioni scientifiche e non riguardanti l’insediamento preistorico. In questo capitolo si riportano i libri a contenuto scientifico e divulgativo, tralasciando invece gli articoli pubblicati su riviste scientifiche nazionali e internazionali, fatta eccezione per alcune di quelle che hanno avuto, più di altre, particolare risonanza mondiale.
Si fa cenno anche alle pubblicazioni di Convegni nazionali e internazionali che riportano testi relativi al sito di La Pineta.
Si è posta attenzione, inoltre, alla produzione prettamente locale, anche se esula dal contesto scientifico, riconducibile nella quasi totalità dei casi ad un ampio immaginario collettivo.
Le lettere sono decisamente frequenti negli anni passati, sempre meno dalla diffusione del computer e soprattutto con l’utilizzo della mail ed altri sistemi di comunicazione. Analogamente i telegrammi hanno risentito della trasformazione delle modalità con le quali richiedere, informare, programmare e quanto altro per incontri, riunioni, ecc.
Anche le modalità di scrittura delle lettere cartacee cambia nel corso degli anni, da quelle a penna stilografica e a biro, per essere poi soprattutto a biro in epoche più recenti. Non dimentichiamo l’uso della così detta macchina da scrivere che prevedeva l’impiego della carta carbone per produrre più copie, sempre sbiadite. Terribile era sbagliare una battuta dovendo riscrivere la pagina intera, oppure cancellare con quella gomma esagonale dura e di colore grigio sperando di non bucare il foglio ed ancora usare il “bianchetto” per ribattere la vocale o la consonante giusta.
Scrivere una busta con nome, cognome, indirizzo, CAP, città e a affrancare era la norma; di seguito chiudere comprimendo il bordo con la striscia di colla dopo averlo bagnato leggermente e più spesso “leccato” per far prima. Ed infine affrancare e imbucare sapendo di dover aspettare almeno una settimana, talvolta molto di più, per la risposta. La carta, però, ha un vantaggio rispetto alla comunicazione informatizzata, si conserva negli anni anche se sbiadisce, ingiallisce, ma rimane. Si vedrà anche nella sequenza che segue come negli anni le lettere diminuiscano fino a scomparire fatta eccezione per alcuni ricercatori, forse uno solo.
Si riportano i quotidiani che negli anni hanno illustrato la scoperta, lo scavo e la ricerca svolti a La Pineta, assieme alle attività di divulgazioni attraverso workshop, convegni, esposizione e conferenze. È un’ampia sintesi che dimostra come l’interesse dei mas media sia stato importante fin dalla primissima scoperta dell’insediamento preistorico di La Pineta.
Fin dai primi momenti dello scavo e delle ricerche l’attenzione della carta stampata si è concretizzata non soltanto con i quotidiani, ma anche con servizi, spesso con dovizia di informazioni, su riviste a cadenza settimanale, mensile o semestrale. Quanto presentato offre un’immagine del desiderio di informazione oltre i limiti spesso angusti della sola ricerca scientifica, con particolare riferimento ai primi anni successivi alla scoperta.
Sono numerose le riprese del sito di La Pineta e delle manifestazioni svolte a partire dal 1979, tuttavia è difficile recuperare i filmati per impossibilità di accesso ad eventuali archivi e spesso per la non conservazione degli originali da parte delle reti televisive, soprattutto se private. Difficile è anche il riversamento in digitale di vecchie pellicole non avendo la possibilità di mantenere una elevata qualità delle immagini.
Questo capitolo è quindi in itinere e al momento si presenta una piccola parte di quanto realizzato nel corso di tutti questi anni, con la promessa che si farà tutto il possibile per recuperare la maggior quantità dei documenti.
La rappresentazione artistica e il contorno delle iniziative ad essa riconducibili accompagnarono, fin dall’inizio, le attività di ricerca e di divulgazione. Alcune sono espressioni del tutto autonome, altre invece realizzate in stretta sintonia con gli studiosi impegnati nello studio dell’insediamento preistorico, che ritennero fosse opportuno onorare il ritrovamento anche con iniziative artistiche.
La stampa di cartoline è stata consistente con lo scopo di valorizzare l’insediamento preistorico. Accompagnano il ritrovamento di importanti reperti, in particolare paleontologici, e talvolta specifiche iniziative quali congressi, ricorrenze, la visita di importanti personaggi, scambi culturali, ecc. In molti casi sono controfirmate dai partecipanti agli incontri scientifici e più in generale didattici.
Non mancano altre iniziative con annulli e calendari che contribuiscono a tener viva l’attenzione sulla ricerca con la divulgazione dei risultati raggiunti con le indagini sistematiche.
Un’importante rassegna di cartoline, buste tematiche e annulli postali accompagna l’emissione di due francobolli celebrativi del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni che riguardano rispettivamente nel 1988 l’insediamento paleolitico di La Pineta e nel 1996 il Congresso mondiale di Preistoria dell’Unione Internazionale di Scienze Preistoriche e Protostoriche (UISPP) tenutosi a Forlì.
Le attività didattiche sono sempre state una prerogativa perché la cultura ha come pilastro imprescindibile la conoscenza della nostra storia, anche e soprattutto di quella che si inoltra nelle profondità di milioni di anni, capace di offrirci la corretta dimensione della nostra realtà non disgiunta, anzi inseparabile, dal contesto naturale e ambientale nel quale ci collochiamo in continuità biologica e comportamentale.
Tralasciando le lauree triennali e magistrali che l’Università di Ferrara, come altri Atenei, persegue da anni, si presenta in questo contesto la documentazione di corsi di formazione e percorsi didattici che hanno interessato, e che continuano ad interessare, gli studenti dalle scuole primarie fino alla formazione specialistica in ambito europeo e non solo.
Si riportano le principali iniziative anche se questa opera di divulgazione e di formazione ha sempre avuto una decisa continuità. In particolare durante i periodi di scavo dell’insediamento preistorico di La Pineta si sono tenuti seminari, prove sperimentali su materiali litici e ossei e sistematiche visite al territorio isernino per approfondire e discutere delle conoscenze sull’ambiente naturale, sulle testimonianze archeologiche e storiche e sulla necessità di come salvaguardare, conservare, restaurare e valorizzare. Sotto questo aspetto la Provincia di Isernia è una realtà ricca e unica ancora da scoprire nel modo più consono del termine.
Si raccolgono vecchie e nuove curiosità con lo scopo di ampliare l’orizzonte conoscitivo dei “dintorni” dell’insediamento di La Pineta, anche per alcune delle peculiarità che questo territorio offre. Si oltrepassano, inoltre, i limiti locali per verificare come il desiderio di divulgazione e valorizzazione si combini con i più vari prodotti del mercato, non necessariamente scientifici.
Amicizie, interazioni e indirizzi didattici, che rappresentano la base di futuri impegni scientifici, chiudono questa rassegna.
CAPITOLO 18- Personaggi (in preparazione)
Una moltitudine di persone, fin dall’inizio degli scavi di La Pineta, ha contribuito alla ricerca e alla valorizzazione dell’insediamento paleolitico seppure con responsabilità e ruoli differenti, ma determinati nel voler raggiungere, nella stragrande maggioranza dei casi, il miglior risultato possibile. Ci si potrebbe domandare cosa significa nella stragrande maggioranza dei casi: significa che non sempre intenzioni e azioni ritenute buone hanno prodotto buoni risultati come si evidenzia nel racconto delle vicende riportate nei capitoli precedenti.
Nel ripercorrere il passato la mente si affastella di nomi, immagini, storie e aneddoti, faticando a trovare un filo conduttore unico per l’intrecciarsi delle iniziative e dei personaggi di volta in volta espressi.
Con un bel po’ di coraggio, ma con responsabilità, si cerca di portare alla nostra e alla vostra attenzione coloro che più di altri sono stati fondamentali, a partire dal 1978, per tutto quello che oggi è possibile vedere e assimilare recandosi in via Ramiera Vecchia per visitare il Museo nazionale del Paleolitico e il Padiglione degli scavi.