CENTRO NATATORIO PER BOLZANO
CENTRO NATATORIO PER BOLZANO
Laboratorio di progettazione 3M
Il centro natatorio mette in relazione due punti fondamentali dell’Areale di Bolzano: la stazione ferroviaria e l’ex Officina riparazioni locomotive. L’arrivo dalla stazione ha determinato la giacitura del progetto facendolo dialogare con l’edificio preesistente; un’altra architettura importante è l’edificio immediatamente adiacente, anch’esso tutelato, e contraddistinto dalla presenza della ciminiera.
Il centro natatorio è concepito sulla base del pedone, figura predominante anche nel centro storico della città di Bolzano. Il percorso del visitatore può giungere sino in copertura dove si trova uno spazio con campi da gioco; altri campetti sono disseminati nella piazza, vicino alla torre con uffici e all’interno dell’ex Officina riparazioni locomotive. Il centro natatorio è concepito come un vero e proprio polo sportivo contraddistinto da un’architettura di reti che delimitano le aree di gioco.
La genesi della forma del progetto è tellurica: forme massive emergono dal suolo e si affinano in zolle che slittando tra loro creano dei dislivelli, questi sono raccordati dal movimento di terreno che con delle dolci rampe accompagnano gradualmente il pedone nel suo percorso. Gli imponenti prospetti del centro natatorio sono resi domestici dalla scansione a cassettoni delle facciate che richiamano le decorazioni a boiserie delle pareti e dei soffitti degli interni bolzanini. Il modulo prosegue all’infinito idealmente verso il centro della terra e i dispositivi di risalita interagiscono senza regole con i moduli, come se fossero un fluido che si espande a quote diverse portando il pedone ovunque voglia andare. In questo tragitto si crea un sistema di scorci tra la nuova architettura e quella antica, il manufatto esistente diventa quindi una quinta scenica. Questa relazione è molto forte nella piazza con i gradoni che si affacciano sull’edificio vincolato, nel teatro all’aperto posto sulla copertura della vasca olimpica e in cui l’edificio diventa uno sfondo, e nell’ambiente del piano vasche dove è possibile ammirare uno scorcio sull’ex Officina.
Il centro natatorio è esso stesso un edificio a servizio della città per le funzioni che accoglie, quali caffetterie, sale conferenze e uffici. La parte Nord dell’ex Officina riparazioni locomotive si pone in continuità con la piazza esterna dando luogo ad un’altra ma coperta che può essere comunicante nei periodi di bella stagione e può essere utilizzata come sala conferenze temporanea. Vi sono poi due campi da padel, uno skatepark e su una piattaforma rialzata vi sono i tatami per l’esercizio di arti marziali.
ARTE VIVO
Laboratorio di progettazione 2M
La necessità di progettare uno spazio che rispettasse le regole del tipo ad aula ha indotto a ricercare le molteplici possibilità progettuali, architettoniche e funzionali che tale spazio può accogliere. Sita in un nodo importante della città veneziana la preesistenza si pone come un recinto, una testimonianza del sapere passato da valorizzare, da rendere nuovamente parte viva della città senza però trasfigurarne l’esistenza.
La proposta di un teatro per le arti performative come legante di una città disgregata. Una casa per chiunque voglia regalare alla comunità la propria arte. L’assenza di un limite nella possibilità di caratterizzare uno spazio che di volta in volta possa trasformarsi alle necessità risponde allo sviluppo costante della performance, instaurando con essa un dialogo continuo. L’architettura oltre che ad essere palinsesto dell’opera teatrale la accoglie, la protegge e la aiuta nel suo sviluppo.
Nel 1987 a Vienna sul Palazzo della secessione venne scritto “ad ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà” ed in un senso di unificazione delle arti l’architettura partecipa della rappresentazione plasmandosi alle esigenze in un ambiente informale e duttile.
NUOVO POLO CULTURALE PER LUNETTA
Laboratorio di progettazione 3
ll quartiere-satellite Lunetta nel quale è situato il progetto nasce negli anni ‘70 sulla sponda orientale del Lago Inferiore come spazio organico di sviluppo moderno di Mantova, una città dove l’autorevolezza dell’impianto storico poneva e pone ancora forti limiti allo sviluppo contemporaneo, ma oggi suggerisce piuttosto strategie di sostituzione di aree dismesse e di recupero edilizio. Il contesto in cui il progetto viene inserito presenta una chiara e definita struttura urbana modulare, data da edifici residenziali e pubblici di dimensioni importanti. Interessante notare come sia stato inserito un polo universitario con forme, volumi e direzioni che rompono il modello urbano.
La prima scelta progettuale vuole mantenere la coerenza dello schema di contesto, impostando i due volumi principali della scuola secondo le direzioni ritrovate. Inserendo un ulteriore volume dedicato allo sport pubblico nel quartiere, si è deciso di comunicare con il complesso universitario che esce dalla rigidità assiale quadrata. La totalità delle forme proposte genera una corte centrale, cuore del progetto, capace di unire bambini, studenti universitari, sportivi, abitanti e non solo, intorno ad un nucleo. Il complesso viene ideato con l’obiettivo di creare un polo culturale e poter ospitare più di una funzione pubblica con diversi spazi dedicati. Si è scelto di dare spazio alle persone, posizionando un nuovo percorso ciclo-pedonale generoso in spazi e funzioni, lungo un arteria principale del quartiere.
Più nel dettaglio l’intervento riguarda la costruzione di un edifico scolastico, in particolare destinato all’istruzione primaria. L’edificio è costituito da due piani fuoriterra per un altezza complessiva di 8,30 metri: al piano terra sono presenti la maggior parte degli spazi comuni per facilitarne la “comunicazione” con il contesto, questi spazi sono le aule per laboratori, lo spazio dedicato alla mensa, la biblioteca e palestra pensata per sfoltire e distribuire meglio tutti gli eventi sportivi attualmente a carico di una singola struttura adiacente all’università. Al piano superiore invece troviamo le 15 aule per l’insegnamento, ciascuna con capienza di 25 alunni, tra di esse sono stati pensati degli spazi aperti dedicati a quelle che saranno le attività didattiche più collettive, quali recite, assemblee, o per l’ora di ricreazione.
PAESAGGIO COME INFRASTRUTTURA RESILIENTE
Laboratorio di urbanistica
Riportare il baricentro dello sguardo verso la laguna.
Usufruire del susseguirsi di differenti paesaggi
lagunari come un’esperienza da percorrere e
vivere su terra e acqua.
Contrastare la frammentarietà del territorio rendendola un valore e un’opportunità per rivalorrizarla come tessuto connettivo di natura e uomini.
Riconciliare il rapporto storico tra attività antropiche e dinamiche naturali, restituendo alla collettività gli spazi in disuso sia in terraferma che nelle isole, per innescare una nuova sensibilità negli utenti e attori che usufruiranno del territorio, delineare un progetto orientato alla resilienza e alla preservazione del paesaggio attraverso interventi urbanistici a basso impatto ambientale capaci di rendere nuovamente fruibili spazi collettivi naturalmente presenti.
PIEVE DI ARGENTA
Laboratorio di restauro e conservazione
L’obiettivo del laboratorio è stato quello di valorizzare e conservare un’architettura già esistente quale la pieve di Argenta. Sulla base delle informazioni ottenute tramite la ricerca bibliografica abbiamo affrontato due sopralluoghi e ci siamo concentrati sulla facciata nord dell’edificio sacro. Nel fotopiano ottenuto grazie al rilievo fotogrammetrico abbiamo individuato i fenomeni di degrado più evidenti e dannosi nonchè le soluzioni capaci di attenuare o arrestare tali fenomeni.
In contemporanea al modulo di modellazione digitale abbiamo realizzato delle viste tridimensionali nonchè dei render che restituissero un’idea degli interventi apportati.
Per valorizzare la facciata esterna, oltre al lavoro minuzioso di restauro delle fughe e della ripulitura dei mattoni, abbiamo previsto l’inserimento di una serie di faretti che ripercorrono l’andamento della perduta navata laterale della pieve concentrando lo sguardo del visitatore nella lettura dei segni lasciati sulla muratura. L’intervento esterno non toglie nè modifica irreversibilmente nessuna delle peculiarità della facciata. Per l’interno abbiamo previsto la rimozione dell’ultimo strato di intonaco cementizio e la sistemazione degli infissi in legno, la rimozione dell’attuale piano di calpestio e l’inserimento di un pavimento flottante rimovibile in caso di ulteriori scavi archeologici. Per rendere accessiblile l’abside abbiamo disegnato una piccola scala in legno autoportante e rimovibile.
PASSARELLI, CHIESA DI SAN LUCA - MICHELUCCI, GRATTACIELO ROMA
Storia contemporanea
Il lavoro di ricerca, con bibliografia e fonti archivistiche inerenti all’edificio, ricostruisce la cronologia del progetto e ne descrive in maniera appropriata le diverse fasi.
L’esercizio viene tradotto nella redazione delle tavole interpretative. Queste sono costruite in modo da comunicare il funzionamento e la peculiarità dell’opera architettonica.
Importante è stato il confronto bibliografico capace di accompagnarmi nella comprensione delle scelte operate dagli architetti durante la progettazione della chiesa e del grattacielo. Solo dopo aver consultato i registri e i fondi di ognuno ho potuto procedere con un rilievo fotografico sul campo delle parti che necessitavano per completare il ridisegno.
LIBESKIND, MONUMENTO "MEMORIA E LUCE"
Disegno digitale
L'architettura è affilata, una lacerazione del tessuto urbanoche atterra come reminiscenza di una ferita.
Le pareti vetrate vengono attraversate dalla luce, la loro superficiesi rivela satura di riflessi.
Un gioco di specchi intrappola in una lastra opalina ciò che lo circonda,tutto è fermo, silente, tutto acquista una nuova dimensione indefinita, inalterabile, chiusa in un cristallo.
L'incombenza materiale della storia è incastonata in una pagina di lastre
metalliche, elemento di per sé immutabile racchiuso in un' architettura di vetro.
La percezione delle dimensioni si perde, la prospettiva è ingannata con continui cambi di pendenza e di passo.
Nella distanza il monumento appare piccolo, poi lo sguardo viene contrariato, il frammento di trave appare imponente sopra la tua testa.
MADEIRA ISLAND
WAVE 2021
Due to the strong atlantic winds and currents the island of Madeira presents a difference between its South coast and its North coast.
The South coast is characterized by a slight slope that guarantees a better access from the sea. This important aspect affects the settelement of human being, making this coast very inhabited.
On the opposite, The North coast is made out of impervious cliffs originated by the force of the strong Atlantic winds and currents. In this part of the Island the villages are concentrated in small spots limited by the rough and harsh topography.
LA LINEA CHE SVANISCE
WAVE 2022
La linea che separa il mare dalla terra è sottile e mutevole, non un limite ma un luogo di possibili situazioni, conformazioni, spazi. Il lavoro progettuale si incentrerà sulla forma di questa linea, sul suo continuo movimento e trasformazione: il bordo costruito che definisce l’area di Santa Marta sarà il punto di contatto tra natura e architettura trasformato in un limite fluido. I nuovi aspetti formali di questa linea saranno dovuti alle innumerevoli trasformazioni che l’acqua del canale della Giudecca subisce quotidianamente, il bordo potrà frastagliarsi o sfumarsi a seconda degli eventi. L’acqua delle maree nasconde e svela porzioni dell’architettura, mutevole come il suo riflesso che cambia con l’aumentare e il diminuire del movimento. La natura trasforma l’architettura rendendola mutevole e indefinita; il principio fondamentale di ogni progetto sarà quello di creare un movimento nell’architettura come conseguenza dell’azione della natura. L’architettura unisce il mondo dell’acqua a quello della terra tramite nuovi spazi che, per dimensione e morfologia sempre diversi, riusciranno a rompere definitivamente un confine apparentemente indelebile. L’architettura potrà essere pensata a strati, componendosi di sezioni complesse e diversificate, e potrà immergersi nelle profondità o invadere il confine degli edifici preesistenti creando legami ancora più forti tra natura e costruito. La sua forma potrà essere fluida e muoversi come un liquido o come una massa d’aria che corre lungo il confine con il canale e all’interno degli edifici, in tal modo questi si riempiranno di nuove funzioni direttamente connesse allo spazio esterno. Sarà un’architettura in continuo mutamento che, come un nuovo elemento naturale, permea e trasforma tutto ciò con cui entra in contatto.