La pietra verde del Viso

Dice Piero Barale, nel suo articolo UN REBUS AI PIEDI DEL MONVISO  che la valle Po, era già frequentata nel Neolitico dai “cercatori della pietra verde”, ossia di Pirosseni-Giadeite,  "materiale litico di elevata durezza che veniva estratto nei depositi alluvionali della valle".  URL: http://www.brera.unimi.it/sisfa/atti/1997/Barale.pdf 
Questa pietra verde del Viso si è sparsa per tutta l'Europa, anche nelle Isole Britanniche, per essere trasformata in oggetti di prestigio, simboli di potere.

Pietre verdi del Museo di Antichità di Torino  (Museo Archeologico Nazionale del Piemonte).

Per vedere come erano lavorare queste pietre, c'è un prezioso articolo dell'Associazione L’Arc, Delegazione Paleoworking di Cuneo, dal titolo La pietra verde, di Ascani Enrico, Cinquetti Mauro  e Savio Sergio. URL:
E per cercarle in loco ci spiega dove andare Vilma Brignone, nel suo articolo su http://www.targatocn.it . URL: 
http://www.targatocn.it/2013/03/27/leggi-notizia/argomenti/saluzzese/articolo/monviso-si-apre-una-via-alternativa-alla-crisi-quella-dei-cercatori-di-giada-delle-alpi.html "Ricerche confermano che furono realizzate con la giadeide del Re di Pietra, le asce e le accette neolitiche che si trovano nei musei archeologici d’ Europa. Scoperto il giacimento primario nel 2003 sulla punta Rasciassa. Il minerale verde era estratto e lavorato in loco 7.800 anni fa". "Dopo aver valicato le Alpi, iniziava il cammino di trasformazione dei materiali grezzi, in Svizzera e Francia, aumentando progressivamente il grado di finitura. Un cammino durato millenni: i manufatti giunsero a Carnac Saint-Michel in Bretagna verso il 4500 a.C., e in Somerset, Gran Bretagna, nel 3800 a.C .” Il primo giacimento primario di giadeite si colloca in base alla localizzazione trovata nel 2003 da due geologi Franco Rolfo e Roberto Compagnoni, sulla Punta Rasciassa, 2664 m. di quota (vedi la pagina a fianco su 'Jadeitite from the Monviso').
"Sempre nel 2003 l’archeologo francese Pierre Petrequin giunse in Valle Po sulla montagna, dove trovò una tonnellata di jadeitite pura (vedi la pagina a fianco su 'Du Mont Viso au Golfe de Tarente'). Nell’ambito del progetto “Jade” lo studioso francese ...  stabilì una correlazione tra i campioni di minerali raccolti sul Monviso e le centinaia di accette litiche, molto diffuse in età neolitica e oggi conservate nei musei. Lo studio si concentrò in particolare proprio su alcuni manufatti in giadeite di cui non è mai stato accertato il luogo di estrazione."

Della pietra verde ne parlava anche un importante articolo del 1901 nel BOLLETTINO DI PALEONTOLOGIA ITALIANA Anno XXVII. Gennaio-Marzo 1901. N. 1 1-3
Della giadaite secondo le recenti osservazioni dell'ing. S. Franchi .
Trovate l'articolo nella pagina a fianco 'Bollettino di paleontologia Italiana'. 

Altri articoli li porrò, man mano che li troverò, nelle altre pagine a fianco,
Geoheritage The Monviso Massif and the Cottian Alps as Symbols of the Alpine Chain and Geological Heritage in Piemonte.  
Notae praehistoricae, Découverte du premier gisement de jade-jadéite dans les Alpes (été 2004) Implications concernant plusieurs lames de hache néolithiques trouvées en Belgique et dans les régions limitrophes.

Amelia Carolina Sparavigna

Comments