La chiesa parrocchiale di San Gregorio
La cappella di San Gregorio Magno, inizialmente, era parte della Pieve di Pisogne.
Dall’inventario del 1463 risulta ormai separata ed autonoma; da qui l’ipotesi avanzata da alcuni studiosi che l’autonomia possa essere stata concessa dal Vescovo Pietro del Monte negli anni fra il 1430 e il 1436.
Nella sacrestia della chiesa si conserva una cartella tratta da un testo antico sulla consacrazione della chiesa (die 18 aprilis 1502).
Da allora, fino al 1994, ha sempre avuto un Parroco residente. Oggi è retta dal Parroco di Pisogne.
La chiesa contiene pregevoli affreschi risalenti al sec. XV, in parte attribuiti a Pietro da Cemmo, oltre ad alcune opere della bottega Fantoni di Rovetta (Bg).
La chiesa di San Bartolomeo
Situata nei pressi dell’antica via Valeriana, la prima notizia sulla chiesa di San Bartolomeo si trova nel “designamentum” del 1430 nel quale è ricordata come “oratorium campestre in contrada Cedergnone”, dipendente dalla rettoria parrocchiale di Toline, allora nell’ambito della Pieve di Pisogne.
Vi sorge accanto la “casa dell’eremita”, edificata per delibera della vicinia del 1° agosto 1683 per “allogarvi il primo eremita Cristoforo Bonetti”.
Recentemente è stata ristrutturata dal Gruppo Alpini di Toline e viene messa a disposizione dei vari gruppi parrocchiali che ne facciano richiesta per un utilizzo diurno.
Il Paese
Il toponimo Toline ricorda forse l’uso tradizionale dell’essiccazione delle sardine nel tratto fra il paese e il porticciolo, appese a fili tirati sotto le frasche piegate ad arco, si pensa derivi da tola il recipiente adibito alla conservazione delle sardine essiccate.
Il piccolo centro è ricordato per la prima volta nel sec. XIV quando i “vicini” di Toline e di Sedergnò, nel 1373, pagavano un affitto ai Federici di Erbanno per l’utilizzo di un bosco. Col giusto nome di Toline è indicato da Leonardo da Vinci nel suo schizzo del Lago d’Iseo e della Valle Camonica del 1508.
Padre Gregorio di Vallecamonica (1698) la definisce “prima terra di Valle Camonica, assai comoda per la fertilità della terra e dell’acqua che danno frutti squisiti e pesci in abbondanza”.
Il Maironi da Ponte (1820) dopo aver definito Toline “villetta sul lago sebino” aggiunge: “il suo piccolo territorio nella sua parte piana è ferace di biade, di gelsi, e ha de’ vigneti, dei prati e qualche boscaglia … questo paese comecchè in inverno resti molta pezza senza sole, nulla meno si è osservato che le frutta quivi anticipano la maturità.”
La ferrovia Iseo-Breno, inaugurata nel luglio 1907 ha tagliato in due, demolendo alcune abitazioni, il piccolo borgo.