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NEWS


Tools for Open Source Hardware

pubblicato 27 mar 2016, 06:59 da Ingegner Pingu

Articolo su mouser.com : Tools for Open Source Hardware

Andrea Rossi: Nuova intervista su Math Drudge dopo il brevetto negli USA

pubblicato 27 dic 2015, 03:04 da Ingegner Pingu   [ aggiornato in data 27 dic 2015, 04:29 ]

http://e-catalyzer.it/e-catalyzer/andrea-rossi-nuova-intervista-su-math-drudge-dopo-il-brevetto-negli-usa

L’intervista integrale e’ stata pubblicata sul sito Math Drudge e gia’ dal titolo si capisce che il pezzo e’ interessante (nonche’ lusinghiero): Interview with Andrea Rossi, LENR energy pioneer. La lunga serie di domande e risposte e’ preceduta da un piccolo preambolo riguardante la ricerca sulle LENR e dove viene introdotta la figura di Andrea Rossi, definito uno dei pionieri nel campo. Nell’introduzione si accenna anche al suo attuale lavoro sull’impianto da 1MW in funzione presso clienti della Industrial Heat, nonche’ al brevetto appena ottenuto.

Fonte originale: http://experimentalmath.info/blog/2015/10/interview-with-andrea-rossi-lenr-energy-pioneer

USBDM Debugger interface for Freescale RS08,HCS08,HCS12,Coldfire and ARM-Kinetis Devices

pubblicato 20 lug 2014, 04:39 da Ingegner Pingu

USBDM is a debugger hardware interface for a range of Freescale microcontrollers. It is designed to work with Freescale's Codewarrior software under Windows and Linux. More recently basic support for Coldfire and Kinetis with the Codesourcery Tool chain or ARM Ltd GNU Tools for ARM has been added. A set of stand-alone programmers are also provided.

The attached files provide a port of a combined TBDML/OSBDM/TBLCF code to various processors. The primary motivation for doing this was to produce a single BDM that could be used with the following processors:

  • RS08
  • HCS08,
  • HC12,
  • Coldfire V1-4 microcontrollers
  • MC56F800xx Digital Signal Controllers (very limited range of devices).
  • Kinetis ARM-cortex

usbdm.sourceforge.net

Uruguay: Approvata la Legge di Software libero e “Formati Aperti” nello Stato

pubblicato 03 gen 2014, 01:05 da Michele Amato   [ aggiornato in data 03 gen 2014, 01:05 ]

Fonte: giannimina-latinoamerica.it

19.12.2013 – E’ stata votata la Legge di Software Libero e Formati Aperti nello Stato dopo quasi dieci anni di progetti di legge che sistematicamente finivano archiviati nei cassetti, i primi, nei quali si parlava unicamente di Formati Aperti, e l’ultimo votato con mezza sanzione nella Camera dei Deputati nel dicembre 2012 (molto più articolato di quello che alla fine è stato votato il 18 dicembre) in cui si diceva che il software comprato o sviluppato dallo Stato, oltre alla caratteristica di Software Libero doveva comprendere il fatto che anche il software da sviluppare (frameworks, ecc.) fosse libero “compreso l’accesso come software libero al o ai programmi necessari allo sviluppo” (Testo approvato alla Camera dei deputati a dicembre del 2012 (https://docs.google.com/file/d/0B09dMJyGM2XnZzYxREdOallMazQ/edit?pli=1). Il testo di legge contiene i seguenti cinque articoli:

ARTICOLO 1. I Poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, gli enti autonomi, gli organismi decentralizzati, le imprese dove lo Stato possegga la maggioranza delle azioni, i Governi Dipartimentali, le Giunte Dipartimentali, il Tribunale per il Contenzioso Amministrativo, la Corte Elettorale e gli organismi di controllo dello Stato devono distribuire tutte le informazione in almeno un formato aperto, standard e libero. Ogni richiesta di informazione deve essere accettata in almeno un formato aperto e standard.

ARTICOLO 2. Nelle istituzioni e dipendenze dello Stato citate nell’ art. 1, quando si contrattano licenze di software si deve dare la preferenza al sofware libero. Nel caso in cui si scelga un software privativo bisognerò spiegarne la ragione.
Nel caso in cui lo Stato contratta o sviluppa software, questo stesso quando sarà distribuito lo sarà come software libero. Lo scambio di informazioni realizzato con lo Stato attraverso Internet, deve essere possibile in almeno un programma distribuito come software libero.

ARTICOLO 3. E’ di interesse generale che il sistema educativo provveda a promuovere l’uso di software libero.

ARTICOLO 4. Il Potere Esecutivo deve regolamentare in un termine di 180 (centottanta) giorni le condizioni, i tempi e le forme in cui si dovrà effettuare la transizione dalla situazione attuale ad una che soddisfi le condizioni della presente Legge e orienti in tal senso le licitazioni e le contrattazioni future di programmi di computazione (software) realizzate a qualsiasi titolo.

ARTICOLO 5. Definizioni agli effetti della presente legge:

A) Il software libero è quello che viene licenziato in modo da rispettare simultaneamente le seguenti condizioni:

1. Che possa essere usato per qualunque scopo

2. Che abbia accesso al suo codice primario in modo da poter essere studiato e cambiato per adattarlo alle necessità

3. Che possa essere copiato e distribuito

4. Che sia possibile migliorare il programma e che queste migliorie possano passare ai cittadini.

B) Il software privativo è qualsiasi software che manchi di qualcuna delle quattro condizioni o libertà inerenti al software libero.

C) I formati aperti sono un modo di maneggiare e immagazzinare i dati dei quali si conosce la struttura ed è permessa la modifica e l’accesso senza imporre nessuna restrizione al suo uso. I dati immagazzinati in formati aperti non necessitano di software privativo per essere utilizzati.

D) I formati standard sono quelli che sono stati approvati da un ente internazionale di certificazione di standard.

Finalmente l’Uruguay ha una legge che dovrà essere regolata e andare in vigore al massimo in sei mesi e questo è certamente un motivo per festeggiare: lo Stato uruguaiano cammina verso la Sovranità Tecnologica e la protezione dei suoi dati. Come ha fatto per decreto il governo di Dilma Rousseff quando, dopo aver scoperto lo spionaggio denunciato da Edward Snowden, che includeva fra gli altri la posta della stessa Presidenta, ha deciso di utilizzare Software Libero in tutte le comunicazioni di posta nello Stato affidando il compito al SERPRO (Servizio di Elaborazione Dati dello Stato), come aveva fatto il Comandante Hugo Chávez nel 2002 con il decreto 3390 essendosi accorto che le sue istallazioni petrolifere erano controllate dagli Stati Uniti utilizzando “back-doors” di sistemi Microsoft che lo stesso Comandante ha denunciato come “braccio informatico dell’impero nordamericano”, come ha fatto il Governo di Rafael Correa decidendo che tutto l’Ecuador doveva utilizzare Quipux, strumento di Software Libero per gestione documentaria e che fra l’altro ha permesso durante il fallito golpe di cui è stato vittima Correa, di firmare elettronicamente il Decreto di Emergenza del 30 settembre 2010.
Si apre una nuova tappa in Uruguay in cui la difesa della Sovranità Tecnologica potrà realizzarsi alla luce di questa legge. In cui lo scambio e la collaborazione fra organismi o Ministeri potrà essere il miglior modo di applicare la massima francese che dice: “il software libero si paga solo una volta”.
E’ conseguente con la politica adottata dal Ministero degli Esteri in ambito regionale dove, fin dal mese di luglio del 2013 è stata stabilita una chiara rotta di integrazione regionale sia a livello di MERCOSUR che di UNASUR in materia di collaborazione tecnologica per una reale difesa della Sovranità.
E’ necessario l’appoggio di coloro che prendono le decisioni nei diversi organismi statali, di chi redige bandi di aste per l’acquisto di software, della Comunità di Software Libero organizzata, contribuendo, appoggiando, controllando i nuovi processi di acquisizione o di impianto di strumenti informatici. Sono aperte le porte perché minime, piccole e medie imprese, che fino ad ora non potevano competere con le multinazionali negli acquisti statali, accedano allo sviluppo o all’impianto di software e in questo modo stimolare il lavoro e fomentare la ricerca facendo in modo che la conoscenza resti nel paese e nella regione.
Come indica in uno dei suoi paragrafi il comunicato ufficiale ( http://cesol.org.uy/contenido/comunicado-cesol-ante-aprobacion-ley-sl-estado-uruguayo) del Centro di Studi di Software Libero dell’Uruguay (CESol), indiscusso referente locale della Comunità di Software Libero, che ha avuto una rilevante partecipazione nella redazione e nell’impulso a questa legge “Questa legge è un piccolo passo verso l’obiettivo dell’uso sociale della conoscenza e dell’appropriazione da parte dei lavoratori informatici dello Stato, e di conseguenza di tutta la comunità, di tale conoscenza per continuare a costruire il paese sovrano e indipendente che tutti gli uruguaiani vogliono”.
di Enrique Amestoy* per Alai Amlatina


Consulente TIC, @eamestoy on twitter

Schema delle partizioni su disco USB Trekstor 1 TB

pubblicato 13 lug 2013, 07:49 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 13 lug 2013, 07:50 da Michele Amato ]

Schema delle partizioni su disco USB Trekstor 1 TB

Partizione 1): Ho ridimensionato la partizione FAT32 originale del dispositivo, dove sono presenti alcune applicazioni per Windows.

Partizione2): È una partizione di tipo EXT3 che uso per i backup effettuati con CLONEZILLA.

Partizione 3): Partizione di tipo FAT32 su cui è stato installato il disco di avvio di CLONEZILLA.


clonezilla-gparted


Ubuntu Touch 1.0 entro Ottobre

pubblicato 08 mag 2013, 14:05 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 13 lug 2013, 07:56 da Michele Amato ]

Ubuntu diventa MOBILE

pubblicato 22 gen 2013, 10:19 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 22 gen 2013, 10:19 da Michele Amato ]

ASUS X201E CON UBUNTU LINUX IN VENDITA IN ITALIA

pubblicato 19 gen 2013, 06:44 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 19 gen 2013, 06:44 da Michele Amato ]

Paul Clarke needs you! Help me with my massive Earth Rover project.

pubblicato 18 gen 2013, 13:27 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 19 gen 2013, 06:44 da Michele Amato ]

I Need Your Help-! Yes thats right, you, why? Because this is the start of one of the most ambitious project I have ever done. For it to work I need engineers from around the world to pull together and help me design and build a Earth Rover. This could be the start of something very big.

Chiediamo Tutti insieme i driver per Linux

pubblicato 19 dic 2012, 16:04 da Ingegner Pingu   [ aggiornato il 19 dic 2012, 16:04 da Michele Amato ]

Questa è la battaglia che porteremo avanti, insieme con con altri siti, blog, forum e con l'aiuto di voi tutti. Si tratta di chiedere, con una semplice e-mail,alle aziende produttrici di hardware i driver per Linux (cosa che non sempre fanno). Magari molti non ci crederanno, ma, con questo sistema, abbiamo già vinto altre battaglie. Non costa nulla... e possiamo fare sentire, per bene, la nostra voce. Siamo stanchi di comprare computer che hanno solo i driver per Windows. Se non ci ascoltano, in futuro compreremo solo marche più sensibili a questo problema.


http://www.istitutomajorana.it

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