Torno si affaccia, col suo dolce promontorio, sul Lario, a soli sette chilometri da Como, lungo la strada che collega il capoluogo a Bellagio. Chi la raggiunge, via lago o via terra, non può che rimanere colpito dalla bellezza del suo abitato, che si sviluppa tra la riva e il borgo, e che si completa con le località di Rasina, Piazzaga e Montepiatto. Quando si giunge a Torno, attratti dalle ville famose, come la Pliniana, oppure dalle chiese, si possono scoprire gli angoli più caratteristici del paese, come la piazza a lago, il parco di Villa Zita, l’intrico di vie del centro storico che riconducono a un passato vivace, le fontane, le cappellette, i punti panoramici che offrono scorci di abitato, di lago e di monti. Chi ama passeggiare può andare alla ricerca degli avelli, antiche tombe scavate nei massi erratici lasciati dai ghiacciai, oppure la Pietra Pendula, vero e proprio monumento naturale, che sorge a Montepiatto, o ancora può seguire i tracciati dell’antica Strada Regia.
Torno ha origini antiche. Resti romani, rinvenuti nel territorio, testimoniano la sua presenza oltre 2000 anni fa. Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane hanno non solo descritto la fonte intermittente che da loro ha preso il nome, ma anche di edifici presenti nelle sue vicinanze. I massi avelli, tombe scavate nella roccia, documentano la presenza di comunità organizzate tra il IV e V secolo. Secondo la tradizione, inoltre, nel sec. XI un vescovo tedesco, di ritorno dalla prima Crociata, si fermò in paese e poté ripartire solo dopo avervi lasciato un chiodo della croce di Gesù. Durante il Medioevo i suoi abitanti producevano panni e controllavano i commerci in transito sul primo bacino del Lario Occidentale. Il paese era così fiorente di attività che giunse a scontrarsi con i Como. Nel 1522 Torno venne distrutta e i tornaschi trovarono rifugio in alto lago, nella Bergamasca e nel Luganese. Qualche anno più tardi fecero ritorno e ricostruirono il paese che, tuttavia, non raggiunse più l'antico splendore. Nel 1870 durante lavori di dragaggio del porto, furono rinvenute armi, risalenti alle battaglie navali avvenute nei sec. XIII - XVI; nel 1995, invece, durante un'operazione di pulizia sempre nel porto, fu rinvenuta una punta di lancia di cm. 44.
La Chiesa di Santa Tecla sorge in Piazza Casartelli, a lago. In origine romanica, venne ristrutturata nel sec. XVII e arricchita, secondo il gusto del tempo, con una volta che nasconde alla vista pregevoli affreschi. Recentemente restaurata, vi si possono ammirare resti di affreschi del pittore tornasco Bartolomeo De Benzi, che, come il conterraneo Andrea De Passeris, operò nella diocesi di Como negli anni a cavallo tra i sec. XV - XVI.
La Chiesa di San Giovanni, in stile romanico gotico, sorge nelle adiacenze del suggestivo cimitero. Costruita nel sec. XII, fu restaurata e ampliata nel 1494. La facciata è stata restaurata nel 1999 in occasione del IX centenario della deposizione del Santo Chiodo a Torno (ora la reliquia è posta dietro l'altare maggiore, in un'arca murata e chiusa con sette chiavi). Vi si accede attraverso un portale marmoreo quattrocentesco. L'interno, a una navata, appare subito nella sua grandiosità e si conclude nel presbiterio di stile barocco, chiuso da una cancellata. Alle pareti si possono notare interessanti tele di varie epoche.