Giunti a Lecco, si risale la sponda orientale del Lago di Como.
Si giunge in Piazza S. Giorgio con la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso (sec. XIV-XV), bell'esempio di gotico lombardo con facciata adorna di fasce alternate di pietra bianca di Musso e nera di Varenna e con rosone policromo; nell'interno, su pilastri a tre navate, volta decorata ad affresco del 1530.
Si deve ora prendere la scalinata sul fianco destro della chiesa dove, vicino alla base del campanile, un cancello conduce all'Orrido di Bellano: un'insolita, stretta e profonda forra che l'acqua del torrente Pioverna ha scavato, a partire da circa 20.000 anni fa, tra le case dell'abitato e la montagna che lo sovrasta alle spalle. Partendo dalla biglietteria posta allo sbocco del Pioverna, segnato dalla piccola torre affrescata della famiglia Denti (detta Cà del Diavolo perchè sembra che ci tenessero riti satanici, sabba di streghe e messe nere), si avanza per l'orrido su un sistema di passerelle e scalette, più volte rifatte, tra alte spigolose pareti rocciose arrotondate, col fragore assordante dell'acqua che scorre almeno cinquanta metri più in basso. Ecco la Marmitta dei Giganti, la cascata, ... e infine la scalinata che porta ad una piacevole terrazza alberata sul lato destro idrografico del torrente. Il ritorno avviene per il medesimo percorso.
Circa il ritorno a casa: invece che rifare la statale lungo il Lago di Como sino a Lecco, proprio la strada che costeggia il parcheggio della ferrovia sale sino a Taceno, poi si immette nella Valsassina che, percorrendola tutta, sbocca infine a Lecco.