Giuseppe Crema in memoriam

La storia è questa: il Maestro Giuseppe Crema, finché eravamo suoi allievi, ci ha amati come dei figli. Impossibile scrivere qui gli innumerevoli episodi, ma un giorno lo farò, eccome se lo farò: è una cosa che gli devo. Assolutamente.

Poi, una volta diplomati, ha aiutato tutti noi nell'iniziare bene le nostre carriere professionali: al bravo esecutore procurava i concerti, al bravo insegnante faceva avere le supplenze, al compositore commissionava i pezzi, per ognuno aveva sempre in borsa libri, ritagli di giornale, indirizzi e numeri di telefono, idee e suggerimenti. Sempre, fino alla fine.

Il primo pezzo che ho scritto (Il Praeludium) me lo ha commissionato lui quando ero ancora un allievo. E poi, nel corso degli anni, altri e altri ancora. L'ultimo è questo: mi aveva chiesto qualcosa basato su una melodia gregoriana e io, sempre bastian contrario, sono andato a cercarmi una melodia gregoriana che è sparita dal Liber Usualis per i motivi che tutti sanno. Lui conosceva le mie idee ed è venuta fuori questa Sonata sopra "Christe qui lux es et dies".

Nel frattempo Crema se n'è andato, ma i "cremini" non hanno smesso di volergli bene. La sua favolosa biblioteca è sparita nel nulla, volatilizzate tutti i documenti e le lettere che gli scrivevamo per non dover urlare al telefono. Non è rimasto più niente di niente di niente. Chi doveva ricordarsi di lui, evidentemente ha altro da fare. Ma per me è impossibile dimenticare. Addio Maestro.






Diventare, e soprattutto rimanere, allievo del Maestro Crema non era facile. Con gli studenti che, a suo parere, non avevano sufficienti talenti per poter fare i musicisti di professione, aveva una franchezza totale che veniva spesso fraintesa. Gli consigliava di uscire dal conservatorio o, quanto meno, di cambiare insegnante. Non ammetteva sconti e nemmeno dei genitori in lacrime potevano fargli cambiare idea.



La prima cosa evidente era che su ognuno degli studenti costruiva un progetto basato sui reali talenti dell'allievo. Questo progetto prevedeva quasi sempre che, oltre al corso di "organo e composizione organistica", ci si dovesse iscrivere quanto prima anche a quello di "composizione principale". Su questo punto era quasi inflessibile. Diceva che la composizione era la base per qualsiasi ulteriore studio e professione, compresa quella del concertista, e, a conti fatti, aveva assolutamente ragione. Tutti i suoi allievi che oggi lavorano professionalmente con la musica sono anche diplomati in composizione o in discipline analoghe  (Musica Corale, ecc.)


Nel mio caso il suo progetto prevedeva anche una laurea in musicologia e Crema passò un intero pomeriggio nel salotto di casa mia per convincere i miei riluttanti genitori del fatto che era assolutamente fondamentale che, dopo il liceo,  mi iscrivessi al DAMS di Bologna (all'epoca l'unico del nord Italia).

Usò tutti gli argomenti possibili e immaginabili per convincerli che "dovevo" andare in quello che i miei genitori consideravano un covo di «comunisti perdigiorno pronti a traviare la gioventù». Alla fine, quando si impegnò a trovarmi una stanza in affitto in un posto assolutamente sicuro dai frati filippini in via Manzoni (che comunque mio padre volle venire a vedere), a pagarmi un anno di affitto, a cedermi il suo posto nelle ore di studio sull'organo della Basilica dei Servi, ecc. ecc. i miei genitori capitolarono. 


Alla fine del primo anno del DAMS feci tutti gli esami in 5 giorni e ad ogni esame telefonavo a Crema per dirgli il voto. Credo che ne fosse felice. E, in fondo è quello che ho continuato a fare negli anni telefonando prima e scrivendo, quando la sordità ha reso impossibile qualsiasi conversazione telefonica.


Oggi, frequentare contemporaneamente due conservatori (Verona per l'Organo, Bologna per la Composizione) e l'università sarebbe assolutamente impossibile: è proibito dalla legge - una legge di riforma dei conservatori che  produrrà la fine dei conservatori. Non per niente è stata approvata all'unanimità da tutte le forze politiche.



Crema voleva assolutamente che ciascuno dei suoi studenti approfondisse gli argomenti importanti (l'interpretazione, le prassi esecutive, la tecnica pianistica, la composizione, ecc.) con altri docenti. «Io non posso sapere tutto» diceva. 

Ci fu un caso nel quale ci "costrinse" a iscriverci (minacciando che in caso contrario l'avrebbe fatto lui di tasca sua, e suppongo che per qualcuno l'abbia fatto veramente) a un seminario di Michael Radulescu sull' Orgelbüchlein di J. S. Bach.

Crema insegnava anche organo complementare e quindi venivano da lui anche gli studenti di composizione e di clavicembalo. Fra questi ce n'era uno che scriveva musiche bellissime e che sebbene ancora allievo, era un pianista di straordinaria intelligenza tecnica e interpretativa: Giannantonio Mutto.


Crema mi pagò un intero anno di lezioni private per preparare la parte pianistica dell'esame di quinto anno di organo  con Giannantonio: il più straordinario e fantastico docente di pianoforte che io abbia mai conosciuto. 

Era una cosa assolutamente proibita e illegale: quando mai un docente paga un altro musicista (pure suo allievo) per insegnare quello che dovrebbe fare lui?

Crema la vedeva in un altro modo: vedeva un giovane pianista fantastico da una parte e un suo allievo affamato di sapere dall'altra. Stava a lui metterli insieme a tutti i costi, e lo fece: quando decideva una cosa niente poteva fermarlo.

Anche per la composizione le cose andarono in modo simile.

Crema ci insegnava (e anche molto bene)  l'armonia e il contrappunto che servono per le prove di composizione organistica, ma riteneva di non poterci seguire adeguatamente nel più vasto campo della composizione "generale". 

Raccontava talvolta con dispiacere della sua frustrazione nell'aver interrotto in gioventù gli studi di composizione principale a causa di un insegnante sbagliato (forse Maffeo Zanon) presso il conservatorio di Venezia.

Per me contattò un'insegnante straordinaria del conservatorio di Bologna: la compositrice Bianca Maria Furgeri. Superai l'ammissione ed entrai nella sua affollatissima classe che frequentai, non certo come allievo modello, per quattro anni. 

La Furgeri non smetteva di correggere i compiti neanche per mangiare: un sacco di volte si faceva portare un panino e, mentre lo teneva con la sinistra, andava avanti a suonare e correggere con la destra suonando il basso dato con il mignolo della sinistra.

Per altri suoi studenti  Crema trovò insegnanti diversi. Credo che fosse molto capace di cogliere le peculiarità individuali dei singoli caratteri e che cercasse di trovare il meglio per ciascuno.  «Io mi adatto al meglio» era una battuta che amava ripetere spesso.



Al seguente link:

Giuseppe Crema "Nozioni di organologia e organografia" 1974

è possibile visualizzare e scaricare la mitica dispensa che aveva preparato per noi studenti nel 1974.

E' anche possibile scaricarla a piè di pagina come file PDF più leggero ma meno definito per la lettura.



YouTube Video










Video di YouTube


Ċ
Francesco Bellomi,
10 lug 2009, 00:39
Comments