Tutto parte sempre da un incontro, un invito. Il susseguirsi delle cose dipende dalle nostre risposte.
Era il 31 Dicembre 2017 quando sul M. Semprevisa don Peppe mi chiese di essere suo compagno di avventura o di sventura in un mini-campo di 5 giorni sulle montagne intorno a Prati di Mezzo nello stile del Raid-Goum, con cammino, meditazione, pernotto sotto le stelle, alimentarsi con l'essenziale, essere pronti ad eventuali condizioni meteo avverse.
Lo scopo: fare un’esperienza di svuotamento per riempirci di tutto quello che Dio lungo il percorso ci donerà.
Goum, una parola meravigliosa della lingua araba: c'è in questo vocabolo una triplice idea, quella della tribù, della vita e della risurrezione...
Pianificato le giornate, l`itinerario, le tappe di ristoro.
Da Prati di Mezzo a M. Marrone dove pernottare il primo giorno, quindi Valle Fiorita-Campitelli il secondo giorno passando per la cresta delle Mainarde. Il terzo giorno pernotto a Lago Vivo e il quarto tornare al punto di partenza attraverso la cresta dei Monti della Meta.
Sulla Meta ci saremmo incontrati con parte degli amici con cui avevamo organizzato un mini-raduno in amicizia per il quarto e quinto giorno al Baraccone di Prati di Mezzo.
Il primo giorno carichi di entusiasmo per quello che stavamo facendo percorriamo il Forcellone, il Cavallo, giu` diretti a valle venafrana per il ripido pendio. Nella valle incontriamo e scambiamo due chiacchiere con un vaccaro dei termpi in cui anche noi frequentavamo assidui quei posti. Quindi io salgo su M. Mare, don Peppe scende lungo il sentiero della valle Ferruccia e ci ritroviamo insieme al fontanile della valle Ferruccia. Infine arriviamo a M. Marrone dove passiamo la serata e pernottiamo.
Ci svegliamo spontaneamente proprio quando sta iniziando l'aurora e contempliamo l'inizio del nuovo giorno. Ravvivando il fuoco della sera prima ci facciamo il nostro te` per la colazione con crostatina e brioche al cioccolato.
Il calore del sole ci rimette in moto l`energia nel corpo, ci ritempriamo lo spirito, e ci rimettiamo in cammino. Torniamo in quota sulle creste delle Mainarde. Sole e qualche nuvola in cielo. Vento leggero o assente. Il secondo giorno nel pomeriggio il tempo si e` guastato e ci ha fatto cambiare la pianificazione per il terzo e quarto giorno. Siamo stati colti dalla pioggia e grandine scendendo nel bosco del Biscurri e per la sera abbiamo trovato un alloggio di fortuna in un portico della prima abitazione incontrata scendendo la sera, col buio, ad Alfedena. Un bell`agriturismo gestito da una famiglia generosa e accogliente, che la mattina ci ha rifocillato anche con una ricca colazione. Cosi` il terzo giorno, intuendo che il tempo minacciava pioggia, siamo risaliti a Campitelli prima e poi su verso le montagne a raggiungere Passo dei Monaci e quindi tornare a Prati di Mezzo.
Una volta a Prati di Mezzo ci siamo sbrigati a montare la mia tenda da campo e abbiamo fatto appena in tempo a fissare l'ultimo picchetto che giu` e` venuta una pioggia abbondante e duratura tanto che neanche quella sera abbiamo potuto cucinarci la nostra cena calda.
Abbiamo avuto un giorno e mezzo di turbamento per il da farsi, nel cercare di prendere la decisione che meglio si adattasse alla situazione che si viveva, di paura dell'incognita del futuro, di scoraggiamento per il piano stravolto. Nello stesso tempo abbiamo avuto anche quelle consolazioni e gratificazioni al punto giusto per farci rialzare e continuare a camminare con la gioia di quello che stavamo vivendo. E non e` forse cosi` quello che succede nella vita di tutti i giorni?
Il quarto giorno poi ci siamo visti sul Monte Meta con gli altri amici come previsto e abbiamo concluso con un lauto convito davanti a un fuoco e all`insegna dell`amicizia questo nostro peregrinare fra i monti e nello spirito.
<<Non si viene al mondo senza uno scopo. Un amore infinito di Padre ci previene e, chiamandoci all'esistenza, assegna a ciascuno una strada, la sua strada. Riuscire nella vita non vuol dire arricchire, diventare potenti, ottenere notorieta`: significa percorrere quella strada, quale che sia, fino in fondo.>> (dal biglietto di ordinazione sacerdotale di Giuseppe Ghirelli)