Toano, un piccolo paese incastonato nello splendido paesaggio dei rilievi appenninici.
Le prime notizie su Toano le troviamo in un diploma di Berengario I, datato da Pavia il 6 novembre del 907 in cui si fa menzione della «Corte di Toano», seguito da un diploma imperiale di Ottone II nel 980, che cita la «Plebem de Toano» fra le maggiori pievi rurali dell’epoca.
L’antica «Thoanum», dopo le ultime irruzioni barbariche degli Ungari sul finire del IX secolo, organizzò le proprie difese costruendo fortificazioni intorno alla Pieve. Divenne così «membro ufficiale con castello» sotto il dominio di Bonifacio, padre della contessa Matilde di Canossa, nella seconda metà del 1000.
Nei primi decenni del XIII secolo divenne «libero comune» aggregandosi al comune urbano di Reggio. Seguì un lungo periodo di lotte fra i ghibellini reggiani e i guelfi modenesi che non risparmiarono neppure il castello di Toano, cinto d’assedio dai modenesi nel 1265.
Nel periodo delle signorie fu sottoposto al dominio dei Fogliani fino al 1427, per passare poi agli Estensi con Niccolò III. Nel 1461 Borso, duca di Modena e Reggio, emanò gli «Statuta potestariae Toani et Caulae». Nel 1469 fu ceduto al marchese Testi e, dopo la sua morte, senza eredi, ritornò alla Camera Ducale.
Ultimo feudatario di Toano fu Guerra Coccopieri Torretta di Massa Carrara.
Nel 1800 fu eretto a comune subendo il soffio riformatore della rivoluzione francese e di Napoleone.
Durante la seconda guerra mondiale i Toanesi parteciparono attivamente alla Resistenza, versando un notevole contributo di sangue, subendo distruzioni e danni gravissimi. Ricordiamo la battaglia di Ca’ Marastoni, l’eccidio di Manno e l’incendio di Toano nel ’44. Nel 1944 Toano con Villa Minozzo, Frassinoro, Polinago, Prignano e Montefiorino fece parte della Repubblica partigiana di Montefiorino, durata 40 giorni.
La Pieve, intitolata a S.Maria Assunta, è un edificio religioso edificato intorno alla fine del X secolo e risulta una delle più antiche Diocesi reggiane. Durante la dominazione della famiglia Canossa la pieve subisce probabilmente delle ristrutturazioni che le danno l'aspetto attuale. Essa fu gravemente danneggiata il 5 agosto del 1944 da truppe tedesche in ritirata, che appiccarono il fuoco all'edificio dall'interno. L'incendio provocò la completa distruzione del tetto, dei mobili e degli arredi liturgici e lasciò tracce, ancora visibili, sulle mura dell'abside e su due grandi capitelli scolpiti.
Intorno alla Pieve esistono dei rustici che danno testimonianza del luogo primitivo del borgo.
Fra questi vi è la “Casa di Castello” che dopo il lungo periodo di restauri è stata destinata a ostello ed è diventata punto di aggregazione per le giovani generazioni.
Il Comune di Toano propone l’apertura della Pieve Matildica di Toano. L’edificio, situato a 950 metri sul livello del mare sulla sommità del Monte Castello, si trova all’interno di un paesaggio incontaminato e rappresenta uno dei più bei monumenti del periodo matildico presenti nella provincia di Reggio Emilia e meglio conservati.