Informazioni tecniche
Zona montuosa: Prealpi comasche (Triangolo lariano)
Località di partenza: Como, via Caronti
Quota di partenza e arrivo: 230m slm
Punto più elevato: 1235m slm
Dislivello positivo totale: circa 1150m
Sviluppo: circa 24,3km
Sentieri utilizzati: salita "dei poeti" e “san Donato” da Como a Brunate; dorsale da località san Maurizio (faro voltiano) in poi; cresta sud-ovest in discesa, sentiero per Tavernerio; alcuni tratti urbani
Durata dell’escursione: 2h 45'
Difficoltà: E (ma attenzione allo sviluppo e alla discesa lungo la cresta SO)
Persone presenti: Paolo
Mappe: Lago di Como – Lago di Lugano, 1: 50.000 - Kompass 91
Traccia GPS: qui (.gpx)
Percorso e altimetria su Google Earth: qui
Percorso su mappa Kompass: qui
Foto: inserite nella relazione
Condizione dei sentieri
I sentieri presentano condizioni molto eterogenee. Da Como a Brunate, si usa un sentiero molto grazioso che passa per boschi e lambisce il nucleo caratteristico di san Donato; da Brunate a san Maurizio si usano sentieri ben indicati su acciottolato; da san Maurizio all’ultima baita prima del Monte Boletto, si alternano sentieri nel bosco, sterrato e asfalto su strade carrozzabili; da qui in poi, infine, i sentieri sono tipici sentieri di montagna. La discesa dal Boletto avviene lungo una cresta poco battuta, con pendenze impegnative e terreno non sempre ideale (spesso "arato" dai cinghiali).
Alcune fontane lungo il percorso ma soprattutto nei tratti urbani.
Eventuali pericoli
Nessuno in particolare.
L'escursione
l punto di partenza è via Caronti, a Como (230m slm), lasciando l'auto sulla via nei pressi del Parcheggio Serra di villa del Grumello (non è chiaro quando il parcheggio è aperto); ci troviamo poco sopra villa Olmo, che può facilmente diventare anch'essa il punto di partenza (220m slm).
Restando su via Caronti si scende lungo la strada asfaltata (senso unico), si curva a destra e si trova a sinistra la porta d'ingresso al parco di villa Grumello. Si entra e ci si dirige verso il ponte del Chilometro della conoscenza, che supera la sottostante e trafficata via per Cernobbio per portarci nel parco di villa Olmo. Si attraversa il parco, per proseguire sul Lungolago Lino Gelpi fino al suo termine, nei pressi dell'Aeroclub di Como. Si continua a costeggiare il lago, passando alla sinistra dello Stadio Sinigaglia e poi alla destra del Monumento ai Caduti della I Guerra mondiale (G. Terragni) e del Tempio Voltiano, dedicato evidentemente ad Alesandro Volta (ora un museo). Sempre costeggiando il lago ci si dirige verso il Lungolago Mafalda di Savoia, per attraversare nei pressi di Piazza Cavour. Da piazza Cavour si percorre il lungo lago fino alla stazione delle ferrovie nord, dove si gira destra lungo via Foscolo prima e lungo via Manzoni poi. Superato il palazzo delle Guardia di finanza (o "Casa del Fascio": di nuovo, di G. Terragni), si continua su via Dante fino ad arrivare all'inizio di via Maurizio Monti. Si entra in via Monti e la si percorre fino al suo termine, quando diventa via Bertacchi e si trasforma in scalinata. La scalinata comincia a salire e presto si trasforma in sentiero: ci si trova ormai già all'interno del cosiddetto "triangolo lariano", quella porzione di lago a forma triangolare con vertici situati a Lecco, Bellagio e, per l'appunto, Como. A un certo punto questo sentiero si unisce alla traccia che proviene dall'inizio di via per Brunate e che sale verso san Donato e Brunate: la prendo, ovviamente in salita, fino a raggiungere la base dell'agglomerato di san Donato, che poi raggiungo e supero. Questa salita si sviluppa principalmente attraverso un bel bosco, offre diversi punti panoramici verso Como città e costeggia il caratteristico nucleo di san Donato. Durante questo tratto si incontrano diversi bivi. Tuttavia, o sono presenti indicazioni oppure la direzione risulta abbastanza ovvia (in mancanza di segnalazioni, si prende la strada che sale). Si arriva in Brunate in via Sentierone per Como, si gira a sinistra e si sale lungo via Baserga, si attraversa via Volta e si prendono le scalinate per la stazione della funicolare. Da qui, numerosi cartelli indicano i sentieri verso san Maurizio, il faro voltiano o le baite: vanno tutti bene. Io ho proseguito lungo via Funicolare fino a raggiungere la Chiesa di sant'Andrea apostolo, ho attraversato la piazza e via Roma e ho girato a sinistra in via beata Maddalena Albrici. Ho poi svoltato subito a destra, lungo una caratteristica via dal fondo rosa che sale molto ripidamente. Ho poi attraversato via G. Scalini e mi sono incamminato lungo via Mulattiera per san Maurizio, una strada acciottolata carrozzabile nel primo tratto ma prevalentemente pedonabile, che, attraversando un paio di volte via Scalini, porta fino alla piazza di san maurizio, ai piedi della scalinata per il faro voltiano (presente una fontana). Da qui comincia il vero e proprio sentiero della dorsale lariana (numero 1), indicato a sinistra della chiesetta posta di fronte alla scalinata che sale al faro. In pochi minuti si raggiungono le prime baite (950m slm; 1h 40’; 7,6km; 800m D+). È possibile raggiungere questo punto in automobile, accorciando notevolmente sviluppo e dislivello della passeggiata e rendendola fattibile anche a chi ha bambini al seguito.
Il sentiero ora diventa più piacevole e l’ambiente più montano: proseguo sul sentiero delle baite, sul quale si incontrano, nell'ordine, le baite CAO, Carla, Bondella e infine Boletto. Da qui il sentiero diventa inizialmente più pendente e dopo pochi minuti incontro la prima deviazione: a sinistra si prosegue sulla dorsale normale, a destra parte il sentiero più stretto che costituisce la dorsale per creste e sale al Monte Boletto. Scelgo la seconda opzione e raggiungo facilmente la vetta (1235m slm; 2h 15'; 10,6 km; 1050m D+).
Dalla vetta si prosegue in direzione sud (S), cioè, rispetto alla direzione di provenienza, verso destra. Si incontrano due costruzioni, ben nascoste dalla vegetazione e si prosegue lungo l'evidente sentiero che scende lungo la cresta e raggiunge quella che si potrebbe chiamare "anticima". Qui mi sorprendo perchè incontro un bivio: pensavo infatti ci fosse una sola traccia che scende verso il sentiero Tavernerio - Bocchetta di Molina (percorso in salita qualche settimana prima, si veda la relazione qui). Individuo a naso il sentiero di sinistra come quello "ufficiale" e mi dirigo quindi su quello di destra curioso di scoprire dove sbucherò. La discesa lungo questa cresta, che chiamerò quindi sud-ovest (SO), è piuttosto ripida: il sentiero è ben evidente ma spesso solcato dalle tipiche arature dei cinghiali. Ogni tanto, giusto per dare sicurezza, si incontrano dei bolli rossi che confermano l'esistenza di un sentiero. In discesa, vale la pena di notare che si supera una casetta per l'osservazione degli animali (e forse la loro caccia). Con mia sorpresa, la traccia finisce proprio sul sentiero Tavernerio - Bocchetta di Molina, all'altezza di un incrocio senza indicazioni. Riconoscendo questo tratto, so che devo andare a destra. Proseguo in discesa sul sentiero principale fino ad arrivare alla fine del sentiero, in località Gilasca (570m slm; 3h 10'; 15 km; 1050m D+).
Qui torno su strada asfaltata: mi dirigo in discesa lungo via alla Gilasca prima e via Nazario Sauro poi, raggiungo la chiesa di san Giovanni Battista in località Solzago e scendo al parco sottostante, dove trovo una provvidenziale fontana. Esco dal parco, scendendo una scalinata, giro a destra in via Manzoni prima e poi a sinistra su via Battisti. Svolto poi in via san Bartolomeo fino a raggiungere un punto con dei cartelli. Vado a destra, in direzione Camnago Volta, lungo la strada sterrata che corrisponde alla "Via del Tram". Notevole l'orrido che si supera lungo il ponte dei Bottini. A Camnago Volta attraverso il parcheggio e proseguo diritto su via Rienza per poi girare, all'altezza di una curva, in via Camnago Volta superiore / via Ticozzi (fontana; indicazioni per Garzola). Si sale e si incontra un bivio: non ci sono indicazioni specifiche ma vale la pena di seguire quelle a destra per il B&B "Flavia" (via della Parasciola). Si arriva all'interno di un cortile di villette a schiera e si trova un cancello che, superato, immette sul penultimo tratto di sentiero, che da Camnago Volta con alcuni saliscendi mi porterà a Garzola. Incontro subito un bivio: bisogna andare a sinistra sul sentiero più stretto, si supera poi una cappella e camminando ancora un po' si sbuca su via per Burnate. La si percorre brevemente in discesa fino a raggiungere, all'altezza di una curva, via val Gioera. La si prende, ci si incammina fino alla sua conclusione all'altezza di un bel ruscello e di un lavatoio. Qui si nota un passaggio stretto sulla sinistra attraverso alcune abitazioni. Lo si prende e poco dopo ci si ritrova su sentiero, con bella vista dal basso su san Donato, che sbuca proprio lungo il sentiero che da san Donato scende verso Como. Si gira a sinistra, in discesa, fino a raggiungere di nuovo via per Brunate. Sono ormai tornato in città: scendo lungo via Tommaso Grossi, giro a destra in via Zezio e raggiungo di nuovo via Monti. Da qui, più o meno a ritroso lungo lo stesso pecorso di andata, raggiungo sulla stessa strada dei andata via Caronti, dove avevo parcheggiato (230m slm; 4h 45'; 24,3km; 1150m D+).
Punti di appoggio
Tantissimi: a Como, Brunate, San Maurizio, lungo il sentiero e dopo Tavernerio (vedi relazione). Verificare l'apertura delle baite.
Materiale necessario
Utili per chi li usa, ma non necessari, i bastoncini.
Note e commenti vari
La passeggiata in sé è certamente alla portata di tutti. Da non sottovalutare comunque il dislivello e lo soprattutto lo sviluppo. La cresta SO richiede un po' di attenzione in discesa.
Ho corso sui tratti pianeggianti e camminato velocemente lungo gli altri: i tempi dell'escursione quindi potrebbero non esser indicativi. Come regola generale, nel caso si camminasse sempre, consiglio di aumentare del 50% (almeno) i tempi di percorrenza.