“IL TRANSITO INFINITO DEGLI OGGETTI”
Era una lezione di chimica con tante altre, quando la mia strana professoressa citò questa frase del chimico Lavoisier:” Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Come tante frasi che leggi sui libri o senti per radio o in TV, questa mi rimase in mente e a volte mi fermo a pensare quanto sia reale. Guardando un gioiello in ferro o in rame, mi viene in mente che forse prima poteva essere una balaustra, una grondaia, un cavo elettrico o addirittura, un paiolo per la polenta. Trovo affascinante che oggetti creati per un utilizzo, esaurito questo, possano assumere altre forme, finire in altri luoghi e avere altri usi. E’ pensando a ciò che ho cominciato a tenere da parte oggetti di vario genere, e tentare di dare loro nuova vita, nuovi posti e nuove forme, proprio attraverso quella infinita trasformazione di cui parlava Lavoiserre. Ho iniziato a pensare che i componenti di tutta quella tecnologia che fa parte della nostra vita, non sono altro che silicio, rame, ferro, tungsteno e plastiche di vario genere; tutti oggetti della natura che, attraverso vari processi, sono diventati televisori, cellulari, videoregistratori, computer e lampadine.
Con questa logica ho pensato che un cellulare, pezzi di videoregistratori, cavi elettrici e telefonici potessero subire un’ulteriore trasformazione e diventare, durante il loro percorso senza fine, anche un’opera d’arte. Mi piace pensare che un quadro possa assumere varie forme e si possa comporre di vari elementi, uno dei quali potrebbe essere la luce, che non influenza più il quadro dall’esterno, ma ne è parte integrante. Seguendo, quindi l'esigenza di dare a degli elementi una nuova prospettiva, ho realizzato le due opere: “ Residui High Teck” e “La bacheca del
passato”.
“Residui High Teck”: Su di un pannello ligneo ( da qui la parola Teck
e non Tech) ho posizionato quelli che si potrebbero considerare residui, cioè
rimanenze salvate dall’immondizia, di un mondo High Tech che consuma
in fretta e non conserva nulla. Ho usato la parola Teck e non Tech, proprio
per sottolineare, attraverso uno strano gioco di parole, quanto questo
mondo tecnologico non sia poi così lontano da quello naturale.
“ La bacheca del passato” : La bacheca è un
vecchio porta cassette, all’interno della quale ho inserito
pezzi ed elementi di un passato tecnologico, non troppo
lontano. Sullo sfondo della bacheca, elementi come il
rame, la lamiera, il tessuto e l’erba sintetica danno un
legame ai vari pezzi high tech.
“ Natura preziosa 1”, “ Natura preziosa 2”: Ciò che ha inspirato
queste opere è una sorta di pensiero evoluto. Ho pensato, infatti, che dare agli
oggetti un’altra vita, è un gesto molto legato alla natura e a quanto questa
sia preziosa. Ripensando a quel testo di De Andrè che recita :” Dai diamanti
non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, ho pensato di rappresentare
un prato nel quale ho inserito delle luci a forma di gemme. Un prato in cui
i fiori sono diamanti, credo rappresenti al meglio la preziosità della natura.