PUNTO SCUOLA
6 GIUGNO 2025
n. 4 - a.s. 2024-2025
Caporedattrice SOFIA (3A)
6 GIUGNO 2025
n. 4 - a.s. 2024-2025
Caporedattrice SOFIA (3A)
a cura della Redazione
Buongiorno, lettori e lettrici!
Siamo entusiasti di presentarvi l'ultimo numero di "Punto Scuola", un'edizione che segna non solo la chiusura di un ciclo ma anche l'inizio di nuove opportunità. In questo numero incredibile, abbiamo preparato per voi una ricca selezione di articoli che spaziano dalle interviste esclusive ai sindaci di Campagna Lupia, Natin, e di Campolongo Maggiore, Gastaldi, ai giochi stimolanti come "Indovina Beat", senza dimenticare approfondimenti affascinanti sul Festival della Scienza. Ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa con troppi dettagli: niente spoiler!
Il vero divertimento inizia ora: a voi il compito di immergervi nella lettura di questi articoli, lasciarvi ispirare e, perché no, diventare protagonisti del prossimo capitolo di "Punto Scuola". La vostra voce è fondamentale! Sentitevi liberi di consigliarci nuovi argomenti o, se avete la passione per la scrittura, di contribuire direttamente scrivendo un vostro articolo per l'edizione del prossimo anno. "Punto Scuola" è il vostro spazio, e non vediamo l'ora di leggere le vostre idee.
Care lettrici e cari lettori,
Desideriamo ringraziarvi di cuore per averci accompagnato in questo fantastico anno scolastico. La vostra curiosità, la vostra partecipazione e il vostro entusiasmo hanno reso ogni numero di "Punto Scuola" un successo, un vero e proprio specchio della nostra vivace comunità scolastica. È stato un piacere condividere storie, approfondimenti e momenti di leggerezza con tutti voi.
Ci auguriamo che le pagine di questo giornale vi abbiano offerto spunti di riflessione, risate e magari qualche nuova conoscenza. Il vostro supporto è la motivazione più grande per continuare a migliorare.
Arrivederci al prossimo anno scolastico!
Con l'augurio di un'estate ricca di avventure e riposo, vi lasciamo con una citazione che speriamo vi accompagni nelle prossime settimane:
"Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni." — Eleanor Roosevelt
a cura dI Sofia 3A Dogliotti
Il 28 aprile 2025 abbiamo avuto il piacere di ospitare, presso la Scuola secondaria “A.M. Dogliotti” durante la riunione del Giornale scolastico, i sindaci di Campagna Lupia, Alberto Natin, e di Campolongo Maggiore, Mattia Gastaldi. L’intervista è stata ricca di spunti di riflessione: leggiamola insieme!
Cosa vi ha spinto a diventare sindaci e se è sempre stato il vostro sogno?
Alberto Natin: Per me, diventare sindaco non era un sogno. Ho iniziato il mio percorso nell'amministrazione comunale dopo aver trascorso diversi anni come animatore di Azione Cattolica in parrocchia, fino all'età di 30 anni. In quell'ambiente, mi hanno insegnato a lavorare insieme, a collaborare, a fare volontariato e a impegnarmi per i ragazzi e i giovani. La mia entrata nella politica civica è nata dall'amicizia con una persona appassionata di politica che mi ha coinvolto. Ho iniziato facendo l'assessore per 10 anni, e successivamente mi hanno chiesto di ricoprire il ruolo di sindaco, esperienza che ho già ripetuto. Ho cercato di trasferire tutto ciò che mi è stato insegnato in parrocchia nell'ambiente comunale. Tuttavia, mi sono reso conto che non conoscevo l'intera realtà di Campagna Lupia, incluse frazioni come Lughetto e Lova, perché la mia conoscenza era limitata all'ambito parrocchiale (patronato, asilo, canonica). L'amministrazione comunale, invece, offre una visione molto più ampia del paese, permettendomi di conoscere diverse realtà, situazioni e famiglie che magari non frequentavano la parrocchia. È un bel modo per conoscere il paese, che cambia continuamente con nuove persone che arrivano e altre che se ne vanno.
Mattia Gastaldi: Mi fa piacere scoprire di avere un percorso molto simile a quello di Alberto. Anche io ho trascorso molti anni in parrocchia, circa una quindicina d'anni. Guardando indietro, ritengo sia stata una grandissima scuola di formazione sul campo. Uno degli spunti che mi ha spinto a fare politica è stato l'insegnamento dell'Azione Cattolica di cercare di unire fede e vita, concretizzando gli insegnamenti del cristianesimo. Un anno pastorale specifico dedicato al bene comune è stato particolarmente significativo per me. Anche io, come Alberto, sono stato coinvolto da un amico nel 2011, che mi ha chiesto di dare la mia disponibilità per le amministrative a Campolongo Maggiore. Nel 2011 non siamo stati eletti. Ho fatto 5 anni in minoranza in consiglio comunale. Poi, dal 2016 al 2021, ho fatto 5 anni da assessore, occupandomi anche della pubblica istruzione. È stata una bellissima esperienza dove, come diceva Alberto, ho capito come il mio sguardo, pur importante in un ambito ristretto come quello parrocchiale o associativo, si è improvvisamente allargato nell'amministrazione, scoprendo bisogni diversi e vedendo una visione molto più ampia di servizio. Dopo il 2021, il sindaco precedente non si è ricandidato per problemi di lavoro, e mi hanno chiesto di proseguire questa avventura. Fare il sindaco non è semplice, non tanto per risolvere i problemi, ma perché spesso noi sindaci siamo anche mariti, papà e abbiamo un altro lavoro, dato che difficilmente si fa il sindaco come unica professione. Conciliare questo ruolo con la famiglia e il lavoro non è facile e sconvolge un po' le vite dei propri cari. Tuttavia, ho avuto l'appoggio della mia famiglia e del mio datore di lavoro, e così siamo andati avanti. Abbiamo vinto le elezioni e questo è ormai il terzo, quasi quarto anno, che sono sindaco.
Qual è la parte più difficile e quella più bella del vostro lavoro?
Alberto Natin: Per me, la parte più difficile è non riuscire mai a dare risposte ai bisogni delle persone. Spesso questo accade per mancanza di risorse economiche. È difficile dover dire di no. Non si tratta solo dei progetti visibili come la realizzazione di un parco, ma anche di situazioni che non si vedono, come le famiglie in difficoltà. Non si può parlare pubblicamente delle famiglie che hanno problemi perché il papà non lavora, la mamma è malata, o i bambini stanno male. Queste cose si sanno solo dentro il comune. Ci sono soldi che vengono spesi per aiutare queste situazioni, per esempio per mettere bambini in comunità o dare sostegno a genitori che hanno perso il lavoro. Quando non riesco a dare un aiuto in queste situazioni, sto male e cerco di impegnarmi al massimo. D'altra parte, la cosa più bella è vedere le persone contente. Mio papà mi diceva sempre che è impossibile per un sindaco rendere tutti contenti, ma mi impegno per cercare di fare qualcosa di utile per le persone con i soldi di tutti, che sono le tasse pagate dai vostri genitori. È un lavoro di squadra; non è fatto solo dal sindaco, ma anche da assessori, consiglieri e dipendenti. La cosa bella è riuscire a dire che abbiamo lavorato per portare a casa qualcosa di interessante, come ad esempio il parco che nascerà qui. Un esempio concreto dei costi è l'asfaltatura: solo la Via Salvo d'Acquisto costerebbe €150.000. Con un milione di euro, si riescono ad asfaltare solo sei o sette vie. Anche la manutenzione ordinaria è costosa; sfalciare l'erba lungo la pista ciclabile da Campagna Lupia a Lova costa €1000 ogni volta. Spesso riusciamo a ottenere contributi esterni da Regione o Governo, ma dobbiamo comunque aggiungere una parte noi e lavorare insieme sui progetti per ottenerli.
Mattia Gastaldi: Condivido l'idea che sia difficile dare priorità tra i tanti problemi e criticità con risorse scarse, che spesso diminuiscono. È difficile decidere quale opera pubblica fare prima quando, ad esempio, ho soldi per asfaltare solo 1 km di strada su 20 km che ne avrebbero bisogno. Cerco sempre di ragionare in modo razionale e freddo per fare scelte basate su dati tecnici per il bene comune, evitando la parte emotiva o personalistica, che sarebbe una mala gestione. Sarebbe molto più bello riuscire a fare molto di più, ma mancano concretamente le risorse per attuare le scelte politiche. Un'altra cosa difficile è rappresentare la comunità in situazioni difficili, come i lutti, specialmente se riguardano giovani. Sento forte il peso emotivo di questo ruolo e cerco, per quanto possibile, di lasciare da parte l'emotività per trasmettere calore e l'abbraccio della comunità alle famiglie colpite. Non è per niente bello a livello umano ed emotivo. La cosa sicuramente bella e soddisfacente per me è vedere realizzato qualcosa che non c'era prima. Parte magari da un'intuizione o un sogno del sindaco, ma poi, messo insieme a una squadra di persone, diventa realtà. Vedere realizzato qualcosa come un parco, una nuova scuola o un asilo, credo sia la cosa più soddisfacente per un amministratore.
Come descrivereste il vostro comune a chi non lo conosce?
Mattia Gastaldi: Credo che entrambi i nostri comuni, Campolongo e Campagna Lupia, siano abbastanza simili territorialmente. Ho la fortuna di vivere in un territorio ancora a forte vocazione rurale, con un patrimonio verde molto esteso. Anche se per noi che ci viviamo sembra banale e magari non l'apprezziamo, posso garantire che i turisti apprezzano la dimensione ancora a misura d'uomo. I turisti, specialmente quelli che praticano il cicloturismo lungo i corridoi naturali tra Padova, Venezia e Chioggia, restano sempre molto sorpresi. Dovremmo apprezzare di più questa bellezza; in città o cittadine più grandi non si sentono più i grilli, le rane o le lucciole alla sera, mentre io apro la finestra e ascolto questo "concerto" d'estate. Entrambi i comuni hanno anche un territorio archeologico molto ricco. Ad esempio, a Campolongo abbiamo il museo archeologico Mino Meduaco con oltre 5.000 reperti dal Paleoveneto al periodo medievale. Questi reperti sono stati trovati scavando anche non troppo in profondità. Credo che il territorio abbia grosse potenzialità e che si stia pian piano crescendo e valorizzando.
Alberto Natin: Posso dire che Campagna Lupia è divisa a metà, come si vede nello stemma: una parte verde per la pianura e una azzurra per l'acqua. Abbiamo la fortuna di avere queste valli che fanno parte della Laguna veneta, un territorio molto interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. È un ambiente unico. Abbiamo un'Oasi WWF a Lugo riconosciuta a livello nazionale, dove si possono fare passeggiate guidate. Si può accedere a queste valli anche tramite imbarcazione, entrando da quattro punti chiamati canalette, per vedere la parte di paesaggio stupendo al di là della strada Romea. Questo paesaggio è ricco di fauna e flora. Stiamo lavorando per valorizzare questa parte tramite le piste ciclabili per il turismo lento. Siamo posizionati centralmente tra Padova, Venezia e Chioggia. Ho visto che le presenze turistiche sono in aumento; a Campagna Lupia abbiamo 28.000 presenze annue tra hotel, agriturismo e B&B. Oltre al naturalistico, abbiamo storia e archeologia. Abbiamo chiese antiche (quella di Lova risale al 1000). Abbiamo reperti archeologici dell'VIII secolo a.C. trovati vicino alla chiesa di Lugo e del I-II secolo a.C. a Lova, vicino al santuario e all'idrovora. Abbiamo portato i reperti nel nostro municipio, sia quelli di Lova che quelli di Lugo. Sono visitabili gratuitamente durante le giornate di apertura del comune. Campagna Lupia può essere vissuta da noi e anche dal turismo lento.
Quale attività extrascolastiche sostenete o vorreste sostenere nel vostro nel nostro istituto?
Mattia Gastaldi: Per quanto riguarda Campolongo, da 25 anni sosteniamo l'orchestra giovanile, una realtà extrascolastica fortissima. È nata dall'intuizione di un professore e ha raggiunto successi a livello nazionale e internazionale, suonando anche al Senato della Repubblica. Sosteniamo anche molto le società sportive, spesso dando gratuitamente gli spazi come le palestre. Credo che impegnare i ragazzi in queste passioni, musicali o sportive, li tenga lontani da strade più insidiose. Qualcosa che mi piacerebbe sostenere e che stiamo portando avanti è incentivare la fruizione del teatro comunale. Stiamo organizzando rassegne teatrali anche per ragazzi e abbiamo iniziato corsi teatrali sperimentali. Già una quindicina di ragazzi delle elementari e medie hanno aderito. Credo che l'esperienza teatrale, anche se non si diventa attori professionisti, porti valori e stimoli importanti per la crescita, come l'autostima e superare la timidezza. Non è importante diventare il migliore attore, ma vivere l'esperienza.
Alberto Natin: Anche a Campagna Lupia, lavoriamo tanto per sostenere le attività sportive. Stiamo cercando di variare le proposte oltre al calcio e alla danza, includendo ad esempio basket e arrampicata. L'idea è favorire l'aggregazione e la possibilità di scelta. Abbiamo sostenuto lo street art come modo per offrire ai ragazzi appassionati d'arte di esprimersi evitando il vandalismo. È un modo per valorizzare anche quell'arte. Supportiamo anche la banda musicale, dove si insegna a suonare uno strumento. Sarebbe interessante capire cosa potrebbe interessare a voi (gli studenti). Penso che le amministrazioni potrebbero mettersi insieme, soprattutto considerando l'Istituto Comprensivo che unisce due realtà. Fare progetti condivisi, magari per il teatro o lo street art, potrebbe permettere di investire meglio le risorse e favorire lo stare insieme tra i ragazzi dei diversi comuni.
Cosa pensate si possa migliorare per far sentire i giovani più coinvolti nella vita del comune?
Alberto Natin: Mi piacerebbe girare la domanda a voi (gli studenti). Cosa vi piacerebbe che fosse fatto per voi nel vostro comune? Spesso certe scelte, come l'idea del parco, le pensiamo noi, magari parlando con i genitori. Ad esempio, l'idea del parco che stiamo progettando prevede percorsi ciclopedonali, collegamento con la futura biblioteca e aree studio all'aperto con Wi-Fi, oltre a campi gioco accessibili a tutti, anche a chi non è iscritto a una squadra. Ma questa è una nostra idea. Sarebbe interessante capire se voi avete altre idee. Una volta un ragazzo ha proposto una pista da skate, ma è economicamente molto impegnativa. Le scelte devono essere utili per più persone possibile dati i soldi limitati che sono di tutti. Dobbiamo fare scelte che permettano di spendere questi soldi mettendoli al servizio e che possano essere utilizzati da più persone. Ho capito dal vostro intervento che vorreste una libreria dove comprare libri e un campetto da pallavolo o una rete sul campo da beach volley. Ho preso nota dei vetri rotti sul campo, farò fare una verifica perché è pericoloso. Ho anche appreso che avete presentato progetti per il parco e non avete avuto risposta; chiederò al vicesindaco di darvi un riscontro. Anche se non si possono fare tutti i progetti, mettere insieme le varie proposte può dare delle possibili soluzioni utili.
Mattia Gastaldi: Mi aggancio al discorso di Alberto. Anche a Campolongo, ascoltando il Consiglio comunale dei ragazzi e ragazze e confrontandoci in altre occasioni, stiamo cercando di investire in opere per supportare l'aggregazione spontanea dei giovani. Questo dovrebbe essere una cosa normale, soprattutto dopo il Covid e di fronte alla sfida della tecnologia, che è una ricchezza ma anche un rischio se usata eccessivamente. Stiamo cercando di offrire spazi all'aria aperta dove ci si possa ritrovare liberamente per giocare, passeggiare o studiare. Ad esempio, stiamo realizzando un campetto da calcetto e uno da paddle. Grazie a un finanziamento, realizzeremo un parco attrezzato per diverse fasce d'età in una frazione, con giostrine e attrezzature per parkour. Una difficoltà è che il nostro territorio è vasto, e capire dove fare questi punti di aggregazione o come diffonderli richiede molte risorse. Per questo, è importante sapere la vostra opinione. Suggerisco un sondaggio nel giornalino scolastico su cosa i ragazzi vorrebbero, ovviamente pensando a cose realizzabili e non a un mega palasport. Siamo aperti a ogni consiglio.
Un grande ringraziamento va ai sindaci che si sono resi disponibili per quest'intervista e che ci hanno dedicato il loro prezioso tempo. Citando Papa Francesco: c'è ancora tanto da fare, per il vostro lavoro e anche per il nostro lavoro di ragazzi.