Il termine bullismo indica un insieme di comportamenti aggressivi, abusivi e prevaricatori messi in atto per avere potere su una persona. Le azioni prevaricanti vengono compiute su soggetti ritenuti più deboli e incapaci di difendersi, che cadono spesso in una condizione di sofferenza psicologica a cui si sommano la tendenza ad isolarsi e fenomeni di emarginazione.
Tutto questo è certamente un enorme disagio, sia per il bullo (colui che mette in atto aggressioni e prevaricazioni), sia per la vittima (colui che subisce e viene perseguitato).
Ma anche chi assiste ad episodi o ad atti di bullismo ne viene colpito
Le vittime di bullismo o cyberbullismo sono facilmente identificabili. Esse appaiono indifese difronte agli innumerevoli atti di violenza che sono costretti a subire: sono individui ansiosi ed insicuri, spesso tendono a chiudersi in se stessi e ad essere intimoriti dall’affrontare qualsiasi tipo di relazione sociale. Il comparire di sintomi quali il ‘mal di pancia’ o il ‘mal di testa’ giustificano l’impossibilità di frequentare ambienti popolati, questo perchè così si assicurano di evitare l’avvento dei bulli. Tra questi luoghi popolati figura pure la scuola. Chi è vittima di atti di bullismo è spesso triste, fatica a dormire e tende a ricercare confronti con adulti piuttosto che con i suoi coetanei poichè si sente incapace di reagire a ciò che gli sta capitando.
Ti sei mai chiesto come si sente chi è vittima di bullismo ?
Mettere in atto nei confronti di un determinato individuo violenze di vario genere, spesso note per essere continuate e ripetute nel tempo, è ciò che caratterizza l’attività del bullo. Il bullo è una persona che sfrutta la sua forza e/o la sua condizione di superiorità per fare del male a qualcun altro in modo fisico, verbale o psicologico. Per ‘condizione di superiorità’ si fa riferimento al contesto sociale in cui gli atti prendono forma; il bullo ha più influenza sul gruppo a cui appartiene, ha più seguito, e ciò accade poiché spesso coloro che lo circondano ne temono la figura; il suo bersaglio è invece isolato. Il bullo è consapevole di ciò che compie, il suo comportamento è totalmente intenzionale.
Sono varie le forme che assume la violenza praticata dal bullo: Bullismo fisico: Tra calci, pugni, spintoni il bullo intimorisce la vittima, facendo sì che non manchino schiaffi, pizzicotti e sgambetti. Il bullo manifesta inoltre disprezzo nei confronti di oggetti personali della vittima , che maltratta, nasconde o rompe.
Bullismo verbale: Non mancano sicuramente minacce, derisioni, offese, insulti e prese in giro per difetti fisici o caratteristiche che rendono la vittima ‘diversa’. Molto diffusi sono infatti fenomeni di razzismo e omofobia.
Bullismo indiretto: Ciò che caratterizza questo fenomeno è la mancanza di contatto tra la vittima e il bullo, ma ciò non rende l’atto meno subdolo poiché viene messa il atto da parte del bullo una vera e propria "campagna diffamatoria" nei confronti della vittima che, presa di mira, viene isolata, emarginata e derisa.
Ti sei mai chiesto come si sente chi è bullo ?
Coloro che assistono passivamente agli atti di violenza senza intervenire prendono il nome di ‘spettatori neutrali’ e la loro figura rientra a pieno titolo nel bullismo. Si trovano ad assistere alle prepotenze loro malgrado se esse si verificano in classe, diventano infatti spettatori obbligati, oppure per curiosità rappresentando la linfa vitale delle violenze, pubblico del palcoscenico sul quale il il bullo esibisce la propria forza e superiorità. Sono molteplici le ragioni per le quali essi non intervengono: paura del bullo e del branco mancanza di forza fisica e coraggio per intervenire;antipatia per la vittima, pur non condividendo i modi del bullo; indifferenza sociale. I “gregari” sono invece gli amici, i sostenitori del bullo, i quali possono eseguire azioni aggressive commissionate dal bullo stesso, e ciò avviene poiché in seguito la loro figura sarà associata a quella di un individuo forte e temuto. Tra gli spettatori vi sono fortunatamente anche coloro che intervengono, denunciando successivamente in maniera anonima oppure al momento dell’aggressione, difendendo esplicitamente la vittima.
Ti sei mai chiesto come si sente chi è uno spettatore?