Confessare di appartenere all’odiata razza ebraica poteva significare perdere il lavoro e, nel peggiore dei casi, mettere a rischio la propria vita o quella dei propri cari. Gelano il cuore, fra i documenti della collezione archivistica dell’
Ufficio Scolastico Provinciale di Torino, alcune scheletriche dichiarazioni di non appartenenza alla razza ebraica di docenti di scuola elementare. Così come agghiacciante risulta la modulistica approntata dal Ministero dell’Educazione Nazionale (così al tempo era denominato il Dicastero dell’Istruzione) per autocertificare la propria appartenenza religiosa e razziale.