L'università è un'organizzazione complessa e spesso diamo per scontati i termini specifici che caratterizzano la sua articolazione.
Nell’ordinamento universitario, ciascuna delle unità didattiche in seno alle quali si raggruppano tutti gli insegnamenti appartenenti a un determinato settore della scienza prendono il nome di facoltà, così chiamate (dal lat . medievale facultas) perché conferiscono, o conferivano, la facoltà di esercitare una certa professione.
Il corso di laurea, invece, è un ciclo di studi universitari previsto per una certa materia all’interno di una facoltà accessibile con un diploma e concludentesi con la laurea. L'obiettivo del Corso di Laurea è quello di garantire una preparazione generale relativa alle discipline di base e caratterizzanti il Corso scelto, anche finalizzata alla formazione professionale per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.
I Corsi di Laurea sono inquadrati in classi ministeriali. Le classi ministeriali istituite sono 43 (più 4 per le lauree delle professioni sanitarie) e raggruppano i Corsi di Laurea in base a obiettivi formativi comuni. I Corsi di Laurea appartenenti alla stessa classe hanno identico valore legale, anche se il percorso di studi può differenziarsi in maniera più o meno rilevante, grazie all'autonomia universitaria.
L'università rilascia la laurea. Dal latino (corona) laurea («corona d’alloro»), la laurea è un riconoscimento ufficiale del compimento di un corso di studi universitario, che in Italia dà diritto al titolo di dottore e che attesta competenze specifiche di alto livello.
Esistono due tipi di lauree:
Laurea di primo livello: il primo dei titoli di studio rilasciati dalle università italiane nell’organizzazione della didattica universitaria varata nel 2001, che si ottiene al termine di un corso di laurea triennale;
Laurea di secondo livello: titolo di studio che si ottiene alla fine del cosiddetto corso di laurea specialistico/magistrale, biennale, accessibile solo da parte di chi già dispone di un titolo di laurea di primo livello.
Le università, inoltre, possono emettere altri tipi di diplomi specialistici:
Diploma di specializzazione: attestato ottenuto successivamente alla laurea, al termine di un corso di studi di durata non inferiore a due anni finalizzato alla formazione di specialisti in settori professionali determinati (es: psicologia), presso le scuole di specializzazione.
Dottorato di ricerca: livello di istruzione più alto previsto dalla formazione post laurea dell'ordinamento universitario italiano; dura 3 o 4 anni e vi si può accedere solamente dopo il conseguimento della laurea magistrale.
Master: il master universitario attesta particolari conoscenze o competenze in un determinato campo di studio o in un'attività professionale. Il livello di un master è variabile a seconda della legislazione dei vari Paesi, inoltre vari livelli possono coesistere all'interno di uno stesso Paese.
Diversamente dalla laurea magistrale, il master di primo livello non permette l'accesso a corsi di terzo ciclo come il Dottorato di ricerca, in quanto il corso non ha ordinamento didattico nazionale e il titolo è rilasciato sotto la responsabilità autonoma del singolo istituto. Ai master di primo livello è possibile accedere dopo aver conseguito una laurea o, in alternativa, un titolo di studio equiparato e riconosciuto legalmente; i master di secondo livello, al contrario, sono riservati a coloro che sono in possesso di un titolo di laurea magistrale o laurea magistrale a ciclo unico.
Ogni corso di laurea prevede un piano di studi. Il Piano degli Studi (PDS) è l'elenco delle attività formative (esami, laboratori, altre attività) che lo studente intende sostenere nel corso di ogni anno accademico.
Nel complesso della carriera universitaria, per conseguire il titolo di studio, è necessario inserire nel Piano degli Studi e superare insegnamenti, coerenti con quanto previsto dal Regolamento Didattico del corso di studio, per un numero di CFU totali pari a 180 cfu per i corsi triennali, 120 cfu per i corsi magistrali, 300 per i corsi a ciclo unico.
I CFU sono uno strumento per misurare la quantità di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto allo studente per acquisire conoscenze e abilità nelle attività formative previste dai corsi di studio.
Un credito (CFU) corrisponde di norma a 25 ore di lavoro che comprendono lezioni, esercitazioni, etc., ma anche lo studio a casa. Per ogni anno accademico, ad uno studente impegnato a tempo pieno nello studio è richiesta una quantità media di lavoro fissata in 60 crediti, ossia 1500 ore.
Per ogni singola attività formativa il carico di lavoro consiste nel tempo teorico nel quale si ritiene che uno studente medio possa ottenere i risultati di apprendimento indicati nella Guida dello Studente nella voce "conoscenze e abilità da conseguire". I risultati di apprendimento consistono in cosa lo studente saprà capirà o sarà capace di fare termine del processo d’apprendimento.
I CFU si acquisiscono con il superamento dell’esame o altra prova di verifica.
I crediti definiscono quindi la quantità di lavoro; la qualità della prestazione dello studente è invece documentata da un voto (espresso in trentesimi per l'esame o la prova di altro genere ed in centodecimi per la prova finale), con eventuale lode.
I crediti sono un elemento che consente di comparare diversi corsi di studio delle università italiane ed europee attraverso una valutazione del carico di lavoro richiesto allo studente in determinate aree disciplinari per il raggiungimento di obiettivi formativi definiti. Essi facilitano la mobilità degli studenti tra i diversi corso di studio, ma anche tra università italiane ed europee. I crediti acquisiti durante un corso di studio possono anche essere riconosciuti per il proseguimento in altri percorsi di studio.