Didattica digitale

Corso di aggiornamento sulla didattica digitale

per i docenti di lingue del Liceo Statale Galilei di Caravaggio (BG)

a.s. 2017-2018

Anche quest'anno il Liceo Galilei propone una serie di iniziative di formazione per il personale docente.

A partire dal mese di novembre 2017, inizia un corso di aggiornamento per il consolidamento e lo sviluppo delle competenze digitali nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Il corso, destinato ai docenti di lingue del Liceo, si propone di contribuire alla formazione in servizio per l'innovazione didattica, sviluppando le competenze digitali dei docenti, "intese come la capacità di volgere in senso pedagogico e didattico l'uso delle tecnologie, come mezzo per potenziare apprendimenti e competenze chiave" (vedi azione #25 del PNSD). L'iniziativa, inserita all’interno del piano di miglioramento del Liceo Galilei, rientra anche nel piano delle azioni previste dal PNSD (vedi azione #28, che riguarda la figura dell’Animatore Digitale di Istituto che ha, fra i suoi compiti, quello di stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD) e dal PTOF d’Istituto in merito alla formazione obbligatoria, permanente e strutturale del personale docente (legge 107/2015).

Per documentare il lavoro svolto ed offrire a tutti i docenti una raccolta ragionata di alcune delle risorse digitali trattate durante gli incontri in presenza, si è pensato di riproporre l'idea di scrivere un "diario di bordo" del corso, nella speranza che possa offrire utili spunti di riflessione sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo. A questo riguardo, rimandiamo anche coloro che fossero interessati a consultare i diari di bordo dei corsi tenuti negli scorsi anni.

GSUITE FOR EDUCATION

Riprendiamo il discorso iniziato l'anno scorso su GSuite for Education. Nel primo incontro ripasseremo velocemente:

  • l'accesso a GSuite mediante l'account docente creato dall'amministratore
  • la creazione di un corso su Classroom
  • le funzionalità base di Classroom (annunci, assegnazione compiti, domande, ecc.)
  • le nuove funzionalità di Classroom introdotte nel 2017
  • l'integrazione fra Google moduli e Google Classroom in modo da poter somministrare quiz e importare i voti direttamente in Classroom

Per ulteriori informazioni su GSuite for Education, consigliamo di consultare la guida "G Suite for Education - Lavorare e apprendere nel cloud" scritta da Mario Mattioli.

LE NUOVE FUNZIONALITA' DI CLASSROOM

Google Classroom è un servizio web gratuito per le scuole, le organizzazione no profit e chiunque abbia un account Gmail personale.

Classroom è uno strumento progettato per aiutare gli insegnanti a creare, raccogliere, correggere e inviare i compiti in tempo di reale, mettendo in comunicazione insegnanti e studenti e permettendo un rapido scambio di informazioni e documenti.

Attraverso il portale, i docenti possono creare una vera e propria classe virtuale, comunicare con i propri studenti, organizzare e distribuire schede con materiale didattico e compiti per casa, fornire risposte e aiuto in tempo reale agli studenti e monitorare il loro lavoro se si decide di assegnare un lavoro collaborativo su un file aperto al contributo di tutti. Con il classico Google Drive, invece, gli studenti possono completare e consegnare i documenti sulla “nuvola”, lo spazio virtuale da cui i docenti potranno successivamente prelevare i lavori.

Classroom è perfettamente integrata con tutti gli strumenti della suite di Google. Sfruttando Google Documents, ad esempio, Classroom consente al docente di creare un foglio singolo o distribuire automaticamente una copia ad ogni studente, che sarà in grado di riconsegnare l’elaborato al professore direttamente sulla stessa piattaforma, in attesa di ricevere il voto finale. Tutto online, senza l’intermediazione di stampe e la distribuzione di carta, con il risparmio conseguente in termini di risorse economiche e tempo materiale. Allo stesso tempo, proprio come all’interno di un social network, Classroom consente ai docenti di inviare messaggi e domande alla classe e agli studenti di rispondere ai post pubblicati o aiutare i compagni.

Google Classroom può essere usato sia tramite browser sia scaricando l'apposita applicazione, disponibile per sistema Android e per IOS.

Per agevolare chi non ha mai usato Google Classroom, ecco due brevi dispense aggiornate che vi guideranno passo passo alla creazione della vostra prima classe virtuale.

Creare una classe virtuale con Classroom - Docente.pdf
Iscriversi ad una classe virtuale con Classroom - Studente.pdf

Negli ultimi mesi Google Classroom ha introdotto diverse novità

  • Docenti e studenti possono cambiare l'ordine dei propri corsi dalla home page di Classroom, trascinando le schede nella nuova posizione oppure cliccando sui tre punti verticali nell'angolo destro della scheda del corso, quindi selezionando Sposta e scegliendo l'opzione desiderata.
  • I docenti possono ora decidere se assegnare dei compiti all'intera classe o scegliere individualmente gli studenti. Questo permetterà di assegnare carichi di lavoro differenti in base alla velocità di apprendimento di ogni studente, ed eventualmente assegnare con discrezione compiti aggiuntivi (o approfondimenti) su determinati argomenti a chi si trova in difficoltà.
  • I docenti ricevono nuove tipologie di notifica sul proprio device mobile, tra cui gli avvisi quando uno studente consegna compiti in ritardo rispetto alla data prefissata e quando riconsegna le assegnazioni seguendo le indicazioni del docente.
  • Gli insegnanti e gli studenti possono specificare quali notifiche email desiderano ricevere.
  • Ogni studente ha una pagina dedicata all'interno di Classroom che mostra tutto il lavoro svolto nella classe virtuale così che il docente possa avere una visione globale del progresso individuale di ogni alunno. L'insegnante può vedere l'elenco dei compiti, voti e lavori mancanti di ogni singolo studente facendo clic sulla sezione Studenti e quindi sul nome di un alunno. E' anche possibile filtrare l'elenco in base allo stato del compito: consegnato, restituito con voto o mancante. Anche gli studenti possono visualizzare un elenco di tutti i lavori di un corso in un unico posto e possono filtrare l'elenco in base allo stato del compito o al voto.
  • I docenti possono utilizzare i voti con cifre decimali per la valutazione.
  • Quando i docenti invitano gli studenti a partecipare a un corso, possono mostrare il codice del corso a schermo intero alla classe.
  • I docenti possono trasferire la proprietà di un loro corso a un altro insegnante.
  • E' possibile invitare facilmente gruppi di studenti e/o insegnanti a un corso se l'amministratore ha precedentemente creato i gruppi.
  • Dal mese di Marzo 2017 Classroom è disponibile anche per gli account Google personali: ora le persone che seguono programmi di tutoring, utenti in continua formazione e altri utenti non associati a scuole o istituti possono utilizzare Classroom con un account Google personale (gmail.com).
  • I docenti possono programmare compiti, domande o annunci da pubblicare in un secondo momento. Il post verrà pubblicato automaticamente nello stream del corso alla data e all'ora programmate.

Per rimanere sempre aggiornati sulle nuove funzionalità introdotte a Classroom, si consiglia di consultare mensilmente la pagina Novità di Classroom.

Per ulteriori informazioni e videotutorial su Classroom, facciamo riferimento a quanto già pubblicato nel diario di bordo del 2° corso di autoformazione sulle competenze digitali (vedi qui). Per ripassare velocemente le funzioni principali di Classroom, consigliamo anche di guardare il videotutorial seguente, realizzato dalla docente di scuola primaria Angela Costantini per il canale Youtube "Risorse didattiche scuola" e pubblicato il 22 aprile 2017.

Integrazione fra Google moduli e Google Classroom

Nel corso dello scorso anno, abbiamo dedicato una lezione alla nuova versione di Google moduli, che consente di creare sondaggi, questionari e test o raccogliere informazioni in modo semplice ed efficiente. In particolare, ci siamo soffermati su una funzione utilissima per i docenti - introdotta nel giugno 2016 - che permette di trasformare un questionario in un quiz, impostando la valutazione delle risposte date dagli studenti direttamente all'interno di Google moduli.

Per ripassare quanto è stato presentato l'anno scorso, consigliamo di guardare due videotutorial: il primo è di Jessica Redeghieri, mentre il secondo è di Luca Raina (App per prof).

Quest'anno, invece, ci soffermiamo sull'integrazione fra Google moduli e Classroom. L’insegnante può infatti utilizzare un modulo Google per assegnare un compito o una verifica. Il compito può essere predisposto come "quiz" autocorrettivo in quanto alcuni tipi di domanda attribuiscono automaticamente i punti in base alla risposta corretta:

  • Scelta multipla
  • Caselle di controllo
  • Elenco a discesa
  • Risposta breve

Il test può anche contenere qualche quesito a risposta aperta che può essere valutato manualmente al termine della prova.

Uno degli aggiornamenti recentemente apportati è la possibilità di inserire ed inviare ad ogni studente feedback personalizzati nella varie domande dei quiz preparati con Google Moduli.

Per ripassare quanto abbiamo visto durante la lezione in presenza, ecco una dispensa aggiornata che vi guiderà passo passo all'assegnazione di un quiz preparato con un modulo Google, all'importazione dei punteggi direttamente su Classroom e, se si desidera, all'inserimento di feedback personalizzati agli studenti all'interno del quiz somministrato con Google moduli. Riportiamo anche due brevi videotutorial che spiegano la procedura (in inglese).

Assegnare un quiz preparato con Google moduli e importare i punteggi.pdf

Per concludere, pubblichiamo copia della presentazione usata durante il primo incontro.

27 novembre.pdf

Per chi, invece, fosse interessato ad approfondire la nuova versione di Google Sites, utilizzata per scrivere questo diario di bordo, raccomando di guardare questo breve videotutorial di Jessica Redeghieri.

GOOGLE DRIVE, GOOGLE DOCS E MODULI

Google Drive

In questa lezione abbiamo ripassato Google Drive, strumento estremamente utile per la didattica. Google Drive è un servizio che offre spazio su web nei server di Google dove poter creare, caricare o condividere file, potendoli consultare in ogni momento da qualsiasi dispositivo connesso alla rete.

E' uno strumento collaborativo, poiché consente di condividere file con i propri contatti e collaborare in tempo reale. Un file caricato su Drive può infatti essere condiviso con uno o più utenti (es. colleghi, gruppi di lavoro o classi intere), sia pubblicamente sia privatamente, notificandolo tramite comunicazione e-mail e attribuendo privilegi di modifica, commento o sola lettura.

I file che vengono condivisi con gli altri restano nel proprio spazio su Cloud e sono disponibili anche all'utente (o più utenti, secondo quanto definito dal proprietario) cliccando sul menù "Condivisi con me".

Google Drive può essere utilizzato nella didattica quotidiana per condividere file con i propri studenti, ma anche per esercizi di scrittura collaborativa oppure per somministrare compiti individuali agli studenti attraverso Classroom.

Per introdurre l'argomento, consigliamo la visione di questo ottimo videotutorial di Jessica Redeghieri, che illustra come archiviare, organizzare, creare e condividere file e cartelle con Google Drive. Il videotutorial contiene anche utili indicazioni su come si può collaborare sullo stesso documento utilizzando le opzioni Commenti e Suggerimenti.

Google Docs

Uno degli strumenti messi a disposizione da GSuite for Education è Google Docs, un programma gratuito con cui scrivere e formattare testi (l'equivalente di Microsoft Word). Google Docs è un potente strumento di lavoro collaborativo.

  1. Condividendo un file preparato con Google Docs con uno o più utenti, è possibile chiedere o fare commenti e correggere un testo in forma collaborativa, anche in tempo reale. Ognuno ha la possibilità di digitare con la propria tastiera le sue osservazioni su un documento unico, su cui più persone possono lavorare. E' possibile commentare ogni singola parola del testo: basta selezionarla e cliccare sul tasto Commenti, in alto a destra. Nei commenti, ci si può rivolgere a una o più persone specifiche anteponendo il segno + al loro indirizzo e-mail. In questo modo esse riceveranno il messaggio nella loro casella di posta e potranno rispondere seguendo il thread dei commenti.
  2. Con Google Docs ci si può mettere anche in modalità Suggerimenti selezionando l'omonima funzione dal menù a tendina che si trova nell’angolo a destra, sotto il pulsante Commenti, e si possono suggerire delle modifiche senza cambiare nulla del testo. Questa è una funzione simile a quella delle revisioni di Word. Il testo suggerito viene visualizzato in un altro colore e quello da cambiare viene barrato in automatico. Il proprietario del documento deciderà se accettare il suggerimento oppure no. Quando si converte un file di Microsoft Word in Google Docs, tutte le revisioni verranno importate proprio come suggerimenti di modifica. Di conseguenza, tutti i suggerimenti di modifica di Google Docs diventano revisioni, se importati in Word.
  3. Se si scrive su Google Docs, non è necessario aprire un’altra pagina per cercare un termine o qualsiasi altra cosa. Basta selezionare Esplora dal menù Strumenti e sulla destra apparirà una finestra dove digitare le parole chiave per ricercare le informazioni desiderate. E' possibile risalire rapidamente a contenuti e risorse per la stesura di un testo, quindi immagini, link oppure contenuti prelevati da Google Drive. Nel caso si trovasse qualcosa di interessante tra i risultati della ricerca, è possibile inserire un'immagine (cliccando sul + che appare puntando il mouse sull'immagine che ci interessa) oppure inserire in automatico un link senza fare copia e incolla di URL lunghissimi, ma semplicemente trascinando la risorsa sul documento. E' possibile anche citare una fonte nel documento (accanto alla parola apparirà un apice collegato a una nota a pié di pagina).
  4. Google Docs salva automaticamente tutte le modifiche apportate al documento e conserva la memoria di tutte le modifiche effettuate con lo strumento Cronologia delle revisioni. Cliccando questa voce dal menù File, compare sulla destra l'elenco di tutti i cambiamenti ed è possibile ripristinare ogni vecchia versione del file.
  5. Con Google Docs è possibile digitare e apportare modifiche ad un testo utilizzando la voce, selezionando l'opzione Digitazione vocale dal menù Strumenti. Questa funzione, disponibile solo nel browser Chrome, richiede solo un pc con un microfono attivo oppure un dispositivo mobile, che ha sempre un microfono incorporato. La digitazione vocale può essere utilizzata anche in lingua straniera ed è quindi utilissima per i docenti di lingue. Questa opzione è anche utile per una didattica inclusiva, in quanto può essere utilizzata come strumento compensativo per studenti con disabilità motorie o per studenti DSA che possono avere difficoltà nella scrittura di un testo.
  6. Con Google Docs si può lavorare su un documento anche senza connessione. Basta solo usare Chrome come browser e modificare in Google Drive le impostazioni generali (premendo l'icona ingranaggio in alto a destra e selezionando la voce Impostazioni). Apparirà una schermata come quella riportata qui sotto, in cui bisogna attivare l'accesso offline sul proprio PC, selezionando la voce corrispondente alla sincronizzazione di tutti i propri file su Drive. Si consiglia di compiere questa operazione solo sul proprio pc personale; in caso contrario si corre il rischio che anche altre persone possano accedere ai propri file sincronizzati.
  7. Infine, su Google Docs si possono installare molti utilissimi componenti aggiuntivi. Dal menù Componenti aggiuntivi basta cliccare su Installa componenti aggiuntivi. Si aprirà una finestra in cui si può cercare un componente in particolare, oppure si possono visualizzare i vari componenti aggiuntivi disponibili in base a delle categorie: istruzione, produttività, sociale e comunicazione, strumenti aziendali e utilità. Per esempio, si può scegliere di installare URL Shortener per accorciare in automatico URL lunghi, MindMeister, che permette di trasformare un elenco puntato in una mappa mentale, oppure Highlight tool, che consente di evidenziare con diversi colori il testo di un documento e di etichettare i colori in modo da ottenere diversi set di colori in funzione del tipo di attività che si deve realizzare, come: riassumere, esaminare la struttura argomentativa, correggere, analizzare un testo letterario o del manuale, ecc.

Per illustrare alcune delle funzionalità descritte sopra, consigliamo la visione dei seguenti videotutorial, che chiariscono meglio le potenzialità di Google docs per il nostro lavoro in classe:

Google moduli

In questa lezione abbiamo anche ripassato la procedura per preparare un questionario o un quiz con Google moduli, che consente di creare sondaggi, questionari e test per gli studenti o raccogliere informazioni in modo semplice ed efficiente.

Per ripassare quanto è stato presentato durante la lezione, consigliamo di guardare i videotutorial segnalati nel primo incontro (vedi sopra).

LE NUOVE FUNZIONALITA' DI PADLET

Una nuova veste grafica e numerose funzionalità aggiuntive

Dal mese di giugno 2016 Padlet si presenta con una nuova interfaccia grafica per quanto riguarda le impostazioni e la configurazione delle opzioni per la pubblicazione, collaborazione, condivisione, etc. Nell'ultimo anno sono state inoltre introdotte nuove funzionalità che sicuramente riscuoteranno successo.

Il Successo di Padlet

Padlet è una delle più popolari applicazioni educative presenti sul web. Si tratta di uno strumento freemium, disponibile sia in versione Web che per dispositivi mobili con sistema operativo iOS e Android. La versione gratuita risulta per lo più sufficiente a soddisfare le esigenze di docenti e studenti.

Il successo di Padlet è legato alla sua semplicità e alla sua versatilità. L’idea portante di questa applicazione è infatti quella di consentire a chiunque di pubblicare, individualmente o collaborativamente, contenuti sul web. Per far questo Padlet si “limita” a offrire un servizio minimale:

  • uno spazio vuoto o wall, un muro
  • uno strumento per inserire contenuti multimediali: testi, immagini, video, file audio, link, etc.

Padlet risulta quindi:

  • estremamente semplice da utilizzare, non richiede un lungo periodo di apprendimento prima di poterlo usare
  • estremamente versatile, poiché con Padlet si può realizzare qualsiasi formato di pubblicazione web: diari di apprendimento, documentazione di eventi, condivisione di risorse, ricerche / relazioni, articoli, scrittura collaborativa, valutazione formativa, lezioni, presentazioni di temi /argomenti / problemi, brainstorming e altro ancora.

Negli ultimi mesi Padlet ha introdotto diverse novità

  • Da circa un anno è stata inserita la possibilità di commentare i singoli post pubblicati sulla bacheca virtuale.
  • E' ora possibile inserire quattro tipi di reazioni ai post:

Like ❤️ Si può scegliere di mettere un "like" a un post.

Vote 👍 Si può dare un voto positivo (pollice su) o negativo (pollice giù).

Star ⭐️ Si può valutare un post assegnandogli da 1 a 5 stelle.

Grade 💯 Si può dare un punteggio dentro un intervallo stabilito (ad es.: 0-20 o 0-100).

  • E' possibile colorare i post. Passando il mouse sopra un post precedentemente scritto, compaiono tre icone in alto a destra: la matita (che consente di modificare il post), il cestino (che consente di eliminare il post) e tre puntini orizzontali (altre azioni), cliccando i quali si apre un menù. I comandi della prima riga consentono di modificare il colore del post.
  • E' possibile scegliere di organizzare i post in diversi formati (layout), fra i quali alcuni nuovi:

Parete: consente di disporre i contenuti "a mattoni". I post si posizionano liberamente ovunque e il “muro” si espanderà di conseguenza. I post possono essere ridimensionati a piacimento;

Canvas: permette di separare, raggruppare e connettere contenuti in ogni modo. Con questa opzione si possono realizzare delle mappe concettuali, in quanto è possibile creare delle linee di collegamento tra i vari post. Queste linee sono fluttuanti e in base alla precedenza della scelta dei post si individua la direzione di collegamento. Ovviamente si possono inserire, immagini, video, testi ecc.

Serie: ottimizza i contenuti in un feed facile da leggere dall'alto in basso. I post si collocano uno sopra l’altro automaticamente;

Griglia: i post si dispongono in una griglia predefinita;

Scaffale: organizza i contenuti in una serie di colonne.

Per concludere, pubblichiamo copia della presentazione usata durante il secondo incontro.

4 dicembre.pdf

Web apps per mappe concettuali e linee del tempo

Coggle

Coggle è un'applicazione web freemium per realizzare mappe concettuali e diagrammi. Estremamente semplice da utilizzare, consente di realizzare mappe molto gradevoli graficamente e in modo molto rapido. La versione free consente di realizzare un numero illimitato di mappe pubbliche, quella commerciale supporta la modalità "presentazione" e la creazione di un numero illimitato di mappe private. La registrazione è possibile solo mediante il proprio profilo Google, il ché semplifica la procedura di accesso a Coggle.

Coggle può essere utilizzato per i seguenti scopi:

  • illustrare un argomento scomponendolo nei suoi elementi
  • prendere appunti in forma di mappa
  • realizzare una sessione di brainstorming online
  • sviluppare e organizzare idee collaborativamente
  • sintetizzare un argomento graficamente
  • condividere conoscenze, schemi, appunti, etc.

Le principali caratteristiche di Coggle

La versione free permette di realizzare un numero infinito di diagrammi e condividerli. Queste le principali funzioni di cui Coggle dispone:

  • nodi e archi colorati
  • aggiunte di note e commenti ai rami. Supporta tag di marcatura per formattare il testo (Bold, Italic)
  • immagini con la tecnica del Drag and Drop
  • video
  • Inserimento link nei nodi
  • permette di lavorare in modalità collaborativa
  • Storico delle modifiche apportate con possibilità di vedere chi ha operato le modifiche
  • comunicazione via chat tra i membri del team
  • possibilità di condividere nei principali social network e di ottenere
  • download delle mappe in formato PDF, text, PNG, o mind map .mm

Inoltre, Coggle supporta la modalità di lavoro collaborativa in tempo reale. E' sufficiente inviare un invito via e-mail alle persone con cui si desidera collaborare.

Dalla propria pagina si possono gestire le mappe. Ciascuna mappa può essere cancellata, duplicata, spostata tramite trascinamento in una cartella. Molto semplice è anche creare e cancellare le cartelle per ordinare le proprie mappe.

Per utilizzare Coggle è possibile:

Per chi è interessato ad approfondire questo strumento, consigliamo tre video di Luca Raina (App per Prof) e il videotutorial di Gianfranco Marini (La Bottega Didattica), che spiega come usare le funzionalità di Coggle.

Popplet

Popplet è una validissima web app che permette di creare mappe concettuali, presentazioni e delle vere e proprie bacheche virtuali, anche in forma collaborativa. Una volta effettuata la registrazione gratuita sarà possibile iniziare a creare i propri lavori in pochi passi. L’interfaccia permette di inserire in ogni concetto immagini, video di youtube e mappe di google. Nella versione gratuita si possono creare 10 mappe (o popplet).

Sicuramente, uno degli aspetti più interessanti di questa web app è la possibilità di collaborare con altri utenti che possono essere invitati cliccando direttamente sul link in alto a destra ADD. I concetti elaborati da ogni singolo utente verranno contraddistinti da un’etichetta che indicherà il nome della persona che ha inserito quel contenuto, permettendo così di avere una traccia e un’idea di come è stato condotto il lavoro (molto utile per consegne da svolgere in gruppo).

In modalità presentazione si può visualizzare il contenuto della mappa concettuale decidendo l’ordine di visualizzazione degli elementi proprio in stile Prezi, con lo zoom su ogni singolo concetto. Le mappe possono essere pubblicate su una pagina web, incorporate col codice embed oppure esportate in PDF e in file immagine.

Per chi è interessato ad approfondire questo strumento, consigliamo la presentazione di Luca Raina (App per Prof) e il videotutorial di Jessica Redeghieri, che spiega le principali funzionalità di Popplet.

Web Apps per linee del tempo

Sutori

Una delle modalità più diffuse per raccontare storie è quello di utilizzare timeline.

Sutori, precedentemente conosciuto come Hstry, è un piattaforma davvero completa per creare timeline e percorsi didattici multimediali.

Insegnanti e studenti possono costruire sequenze inserendo immagini, video, audio, testo e tutto ciò che è incorporabile attraverso un codice embed (purtroppo, però, molte funzionalità sono a pagamento).

A rendere ancora più efficace Sutori è la possibilità di inserire quiz all'interno della timeline. Per questo diventa dunque uno strumento utilizzabile anche nella didattica capovolta sia per la preparazione di materiali da inviare agli studenti che per la costruzione di attività collaborative.

I lavori realizzati possono essere condivisi tramite link o inseriti direttamente in Google Classroom.

La versione Sutori free è in grado di soddisfare le esigenze basilari: aggiungere testi e immagini, lavorare in maniera collaborativa e gestire le classi. Per inserire video, quiz ed altri contenuti, occorre passare ad uno dei piani a pagamento.

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, riportiamo un tutorial realizzato da Lorena Preite, una presentazione di Luca Raina (App per Prof) e un videotutorial di Emiliano Onori (Design Didattico), che spiega come Sutori possa essere utilizzato per il digital storytelling. Per finire, trovate anche l'articolo di Riccardo Storti, che descrive un esempio di lezione sul Rinascimento italiano preparata con Sutori.

StoryMap JS

StoryMapJS è una web-app gratuita per raccontare storie a partire da luoghi. Viaggi, gite, vite di personaggi famosi, storie che abbiano alla base dei luoghi e degli spostamenti. Si tratta della app “sorella” di Timeline JS, che invece permette una narrazione più cronologica basata su una sequenza di eventi nel tempo. La community che ha sviluppato le due app è la stessa e si tratta di Knightlab (un gruppo di lavoro della NorthWestern University specializzato in software per il mondo del giornalismo online). Entrambe le app sono distribuite gratuitamente. StoryMap JS permette di creare narrazioni che incorporano oggetti multimediali sia partendo da vere e proprie mappe interattive (in tutto e per tutto simili a quelle di Google Maps), sia partendo da grandi immagini (chiamate gigapixels). Le applicazioni didattiche possono essere molteplici. L’insegnante può sia realizzare personalmente le proprie storymap (per supportare le proprie lezioni), sia crearle insieme ai propri studenti, sia demandare la creazione ai ragazzi individualmente o in gruppo.

Per chi desiderasse approfondire l'argomento, consigliamo l'utile videotutorial realizzato da Emiliano Onori (Design Didattico) e l'articolo di Giuseppe Corsaro, dal titolo "StoryMapJS: narrare con le mappe", pubblicato nella sezione Nòva de Il Sole 24 Ore il 25 luglio 2017.

Per apprezzare le potenzialità di StoryMapJS, ecco alcune slide di prova.

Timeline JS

Timeline JS è uno strumento open-source, gratuito e compatibile con qualunque browser, che permette di creare timeline multimediali interattive, anche in modalità collaborativa, in modo semplice ed efficace utilizzando un foglio di calcolo Google: si carica il documento e Timeline JS si occupa di tradurlo in una linea del tempo. Timeline JS è integrato con Google Drive e non richiede alcuna registrazione.

La realizzazione di una timeline richiede pochi, semplici passaggi. All'utente spetta il compito di scaricare l'apposito modello del foglio di calcolo Google e compilarne i vari campi (colonne come data, titolo, testo, media1, media2, ecc) inserendo le date, i testi e i link alle risorse nelle colonne appropriate. E' possibile prelevare contenuti da molte piattaforme come Twitter, Flickr, YouTube, Vimeo, Google Maps, Wikipedia, SoundCloud ed altro ancora. Una volta ultimata la compilazione del foglio di calcolo, è sufficiente copiarne il link nell’apposito campo predisposto sulla pagina TimelineJS e il gioco è fatto. Se lo spreadsheet è stato compilato correttamente, sarà possibile vedere com’è venuta la timeline cliccando sul bottone Preview nella stessa pagina.

Lo strumento è di rapido e semplice utilizzo e gli studenti possono usarlo, anche in forma collaborativa, per creare narrazioni, linee del tempo o lavori di ricerca e di approfondimento che fanno riferimento alla biografia di scrittori o personaggi famosi, oppure relative ad argomenti di storia o letteratura. Dal momento che il foglio di calcolo è su Google Drive, può essere condiviso con tutta la classe e ciascun alunno può contribuire alla realizzazione della stessa timeline.

Molti importanti network giornalistici del mondo utilizzano tale servizio (per esempio, Le Monde, Time, ecc.). Si possono vedere alcuni esempi a questo indirizzo: http://timeline.knightlab.com/#examples

Riportiamo qui sotto un esempio di utilizzo didattico di questo strumento descritto in un articolo a cura di Giuseppe Corsaro. Lo stesso Giuseppe Corsaro ha parlato di questo progetto al convegno "Chi ama la scuola la ribalta", organizzato dall'associazione Flipnet il 20/10/2017 a Roma. Il titolo del suo intervento è stato "Utilizzo di web app e tool digitali per la costruzione di una timeline multimediale cooperativa".

Per concludere, pubblichiamo copia della presentazione usata durante il terzo incontro.

8 gennaio.pdf

Wizer.me

Wizer.me è uno strumento per creare diverse tipologie di quiz ed esercizi interattivi online, particolarmente interessante in situazioni di didattica capovolta o blended learning.

È semplice da utilizzare e accattivante sul piano grafico. Consente di realizzare attività di verifica semplici o complesse, in cui gli studenti devono cimentarsi nella soluzione di varie tipologie di prove utilizzando testo, video, immagini e risolvendo differenti tipologie di quiz (domande aperte, a scelta multipla, abbinamenti, esercizi di completamento, completamento su immagine, ordinamento, ecc.). I quiz possono essere condivisi con gli studenti all'interno di Google Classroom, attraverso un semplice link o usando un PIN. Se il docente decide di assegnare esercitazioni interattive mediante Wizer.me, al termine del lavoro può visualizzare un rapporto dettagliato di tutte le prove svolte dagli alunni cliccando su Answers.

Per avere un'idea delle potenzialità di Wizer.me, è possibile esplorare l'archivio delle schede di lavoro interattive già create dai colleghi in tutto il mondo cliccando su Explore. Si può cercare per grado di scuola, area disciplinare o per parole chiave utilizzando il box di ricerca.

Lo strumento è molto versatile e può essere utilizzato in molteplici modi sia per la somministrazione di verifiche formative e sommative sia per attività di approfondimento e/o studio individualizzato.

Una volta registrati gratuitamente al servizio potrete costruire diverse attività, come domande a risposta multipla, domande aperte, cloze, domande con inserimento di immagini e molto altro ancora. La cosa interessante è la possibilità di inserire, prima dell'esercizio, un video, un testo, un'immagine, un link, che possono essere i contenuti da approfondire prima di svolgere la prova.

Come sottolinea giustamente Gianfranco Marini nella sua presentazione dello strumento su Scoop.it, si possono fare 2 cose fondamentali con Wizer.me:

  1. creare un ambiente di apprendimento che lo studente può esplorare e da cui può trarre informazioni, conoscenze, valutazioni, etc. Questo dipende dalla possibilità di inserire video, testi, link e immagini, in modo che lo studente possa esplorare, conoscere, approfondire, valutare autonomamente;
  2. realizzare quiz o compiti di differente complessità: test a scelta multipla, corrispondenze, vero e falso, domande aperte, domande con inserimento di immagini e immagini interattive, etc. Si possono anche inserire testi lunghi o rispondere registrando la propria voce.

Wizer.me è un'applicazione freemium che presenta diversi piani di abbonamento. La versione gratuita offre comunque gli strumenti di editing completi e permette di realizzare un numero illimitato di compiti e assegnarli via Google Classroom o tramite URL. È anche possibile creare fino a 2 registri di classe e utilizzare i compiti realizzati dagli altri utenti della comunità.

Per chi è interessato ad approfondire questo strumento, consigliamo il breve videotutorial di Elisabetta Buono, che spiega le principali funzionalità di questa applicazione web, e il video di Fauzia tutoronline, che descrive come creare verifiche interattive. Segnaliamo anche un videotutorial in inglese della durata di 19 minuti.

Ecco l'esempio di un'esercitazione di recupero in lingua inglese.

Per concludere, pubblichiamo copia della presentazione usata durante il quarto incontro.

15 gennaio.pdf

Quinto e sesto incontro

Nel quinto incontro tutti i corsisti sono stati invitati a produrre un'attività didattica da realizzare nelle proprie classi utilizzando almeno uno degli strumenti digitali presentati durante il corso. Nel sesto ed ultimo incontro, i corsisti hanno presentato i loro lavori a tutti i colleghi. Questo incontro di restituzione ha anche fornito l'occasione per confrontarsi sulle metodologie didattiche innovative e sull'integrazione delle tecnologie nella attività didattica quotidiana.

Ecco il padlet che racchiude i lavori realizzati dai corsisti.