La prima edizione della Maratona di cittadinanza attiva del Liceo F. Cecioni di Livorno,
una ruota panoramica di eventi nei giorni 2-3-4 febbraio 2026 con un unico obiettivo: l'educazione civica.
sopra il programma degli eventi
Quando è nata l’idea della “Maratona della cittadinanza attiva”, nell’ottobre 2025, i bombardamenti sulla striscia di Gaza avevano toccato una delle loro fasi di massima intensità.
In quei giorni di forte mobilitazione collettiva, nei quali la tensione emotiva si mischiava alla lucida consapevolezza che lo scenario globale – percorso da guerre sempre più vicine e da una diffusa svalutazione dei valori democratici – stava radicalmente trasformandosi per acquisire un aspetto che solo qualche anno prima sarebbe apparso inimmaginabile, era netta, in molte delle persone che abitano il mondo scolastico, la sensazione di essere a un punto di svolta.
Le chiavi di lettura della realtà che si erano utilizzate negli ultimi decenni, in base alle quali si era continuato a costruire anche i percorsi di Educazione Civica, evidentemente non bastavano più.
Ma soprattutto ci siamo chiesti, in quei giorni, come fosse possibile riuscire a mantenere viva in noi la capacità di provare empatia per le guerre e per le sofferenze degli altri in un mondo che da una parte, con la sua comunicazione virale e veloce, ce le sbatte continuamente in faccia - magari in sequenza con la classifica delle bevande più amate dai vip -, mentre dall’altra ci induce invece a rimuoverle, perché se nella società prestazionale conviene, per apparire vincenti, nascondere le nostre stesse fragilità, sofferenze e perdite, figuriamoci che cosa possiamo farcene di quelle degli altri, che siamo portati spesso a concepire come nostri nemici o, più elegantemente, come nostri competitor.
Si è imposta così l’idea della Maratona: un modello didattico condiviso e sperimentale ma anche un modo per tener sempre presente che dentro a quel sacco bianco adagiato accanto a un ospedale bombardato c’è qualcosa che un tempo era una persona vera, così come erano persone vere e, non numeri da statistica, quelle decine di migliaia di persone che ora giacciono in fondo al mar Mediterraneo.
La “Maratona della cittadinanza attiva”, che si è tenuta all’interno del Liceo “F. Cecioni” di Livorno dal 2 al 4 febbraio 2026, ha così permesso a tutte le alunne e a tutti gli alunni della scuola di vivere, in orario mattutino e curricolare, un’intensiva tre giorni totalmente concepita su un modello a “classi aperte”, durante la quale le ordinarie attività didattiche sono state sospese per fare spazio a incontri, laboratori e lezioni interattive afferenti al curricolo di Educazione Civica.
Tramite un articolato sistema di prenotazioni, tutte le alunne e tutti gli alunni hanno potuto liberamente scegliere a quali specifiche attività partecipare, seguendo un orario appositamente costruito e basandosi su un’offerta tematica che ha previsto oltre 60 eventi per ciascuna fascia oraria, per un totale di oltre 350 eventi complessivi.
Se le matrici tematiche del progetto sono la pace, i diritti e la memoria, molto variegato è stato lo spettro degli interventi, che hanno spaziato da approfondimenti sui conflitti in corso a riflessioni e dibattiti su questioni quali l’incontro tra diverse culture, l’evoluzione della condizione femminile, il rapporto tra scienza e armi, le relazioni tra guerre e finanza, la violenza delle dittature, i fenomeni migratori, le emergenze ambientali, il confronto inter-religioso, le sfide dell’inclusione e tante ancora, con contributi direttamente proposti da docenti, talvolta supportati da esperti esterni, ma anche proposte autonomamente realizzate da studentesse e studenti.
Questo sito raccoglie la memoria di questo grande progetto condiviso, articolata in podcast, video-interviste, fotografie e testi, ma anche – o almeno lo speriamo – la memoria di tutte quelle persone di cui in quei tre giorni si è parlato; persone che la Storia ha costretto a essere vittime e persone che la Storia cercano faticosamente di trasformarla in positivo, impegnandosi quotidianamente nel loro quartiere, nel loro luogo di lavoro, nella loro città o in paesi che sono molto meno lontani da noi di quanto ci sembra.
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