Photo: ©Giovanni Ghiardelli
Photo: ©Giovanni Ghiardelli
Il tempo NON perso
La quarta edizione estiva dei Design Workshop Vicenza riflette sulle situazioni nelle quali il tempo, più che generare produttività, genera significato. In questi momenti, il tempo non viene misurato in funzione di ciò che produce, ma di ciò che lascia dentro chi lo vive.
Il valore di un'esperienza, quindi, non è sempre nel suo esito, ma a volte nel suo stesso attraversamento perché nutre pensieri, emozioni, relazioni e consapevolezza.
Questo tema viene declinato in 6 workshop che applicano diverse metodologie di progetto.
L’esperienza del workshop inizia con una visita aziendale, durante la quale gli studenti possono approfondire i processi di lavorazione e conoscere i materiali e le lavorazioni utilizzate dall’azienda. Successivamente, divisi in gruppi, i partecipanti intraprendono una fase di brainstorming e progettazione per sviluppare soluzioni innovative e distintive. Il workshop si conclude con una presentazione finale, in cui ogni gruppo espone il proprio progetto, illustrandone caratteristiche, funzionalità e il percorso creativo.
L’evento rappresenta un momento pubblico e di confronto con i presenti.
Tema
Il tempo non perso a giocare
Design del giocattolo che mette in dialogo giovani e anziani. Generazioni connesse attraverso un workshop esclusivo di progettazione del giocattolo "intergenerazionale" in legno.
Un laboratorio pratico tutto dedicato al toy design, quale strumento per creare interazione empatica tra generazioni, dove il gioco e il legno diventano i linguaggi progettuali preferenziali per ideare nuovi concept capaci di stimolare la co-creazione ludica e il dialogo tra età diverse.
Istituzione: Zamperla
Tema
Il tempo non perso nell’attesa di un’esperienza o quando si ha ancora l’emozione dell’esperienza appena vissuta
Nei parchi divertimenti esistono momenti che il design ha ancora poco esplorato. Non la giostra in sé, ma ciò che la circonda: l'attesa e la tensione che si accumula prima del ride, i ritmi con cui i visitatori salgono e scendono dall'attrazione, il momento in cui si lascia il posto e le emozioni cercano ancora una direzione. Momenti spesso vissuti come tempo perso, che invece nascondono un potenziale progettuale enorme. Il workshop affronta proprio questi margini dell'esperienza. Avrete l'occasione di capire da vicino come funziona il mondo delle attrazioni, di analizzare il comportamento dei visitatori e di sviluppare concept capaci di trasformare momenti trascurati in esperienze progettate con intenzione.
Tema
Il tempo non perso a stupirsi scoprendo qualcosa di nuovo nella propria città
Una cargo bike, una scatola bianca.
Immaginiamo un dispositivo aperto in cui tutto può essere trovato e tutto può accadere qui e altrove. Un oggetto che non si limita a contenere, ma che attiva immaginari, incontri, possibilità.
Un luogo di co-creazione e condivisione, in dialogo con il territorio che ci circonda. Un sistema che si trasforma attraverso l’uso e la relazione, tra persone, materiali e contesti.
Un esercizio di trasformazione condivisa, in dialogo con ife collective: narrare un’identità significa lasciarla accadere, farla emergere dall’uso, dal disegno, dallo sguardo collettivo.
azienda: Loison Pasticceri dal 1938
Tema
Il tempo non perso a rompere il ghiaccio tra persone che non si conoscono
Break the code, share the biscuit.
Un evento aziendale è spesso un momento sospeso: persone che non si conoscono, conversazioni che faticano a partire, occasioni di networking che restano formali e poco memorabili. Il workshop invita gli studenti a ripensare il packaging del biscotto Loison come un dispositivo capace di attivare relazioni.
Un oggetto semplice, quotidiano e democratico che può diventare il pretesto per rompere il ghiaccio, far nascere un dialogo e trasformare il tempo dell'attesa o della pausa in tempo condiviso.
Tema
Il tempo non perso a vivere e riportare alla memoria l’esperienza della visita in azienda
Visitare un’azienda, ascoltarne la storia, lasciare un tempo lungo per osservare e far raccontare senza fretta lascia una traccia anche se non ce ne accorgiamo. Il tempo lento è fondamentale per comprendere i valori del lavoro e, come dice Eugenia Presot, “offrire una prospettiva inedita sulla bellezza che si nasconde nei mestieri artigianali”. Una volta rientrati, cosa potremmo immaginare di portare con noi per ricordare l’esperienza o per tener viva la traccia? Potremmo utilizzare il materiale che avanza dalle produzioni, la materia “non persa”, per valorizzare il tempo del ricordo?
Tema
Il tempo non perso ad aiutare chi non si conosce
Come possono l’open design e la produzione locale generare soluzioni concrete, replicabili e testabili sul campo in contesti di crisi umanitaria e vulnerabilità estrema? In contesti di emergenza umanitaria, le risorse sono limitate, le infrastrutture fragili e il tempo sempre insufficiente. In questi scenari, il design non è esercizio formale, ma uno strumento operativo capace di ridurre rischi, semplificare azioni quotidiane e migliorare la sicurezza e la dignità delle persone. La stampa 3D, se utilizzata con realismo e responsabilità, può diventare un mezzo efficace per produrre localmente oggetti utili, riparabili e adattabili. Non soluzioni spettacolari, ma strumenti concreti, pensati per funzionare in condizioni difficili e con risorse limitate. Il workshop si inserisce nel contesto del “3D Printing Design Award for Solidarity 2026”.
Photo: ©Marco Covi