Una radiosa mattina di fine aprile Claudia, Gian Paolo e Tullio, tre insegnanti di una scuola milanese, atterrano in una città dalla reputazione apparentemente ruvida, Budapest, capitale di una nazione, l’Ungheria, con una storia durissima e problematica alle spalle (per secoli ha segnato il confine tra l’impero romano e le orde delle popolazioni barbariche che premevano ai confini e il suo nome deriva dagli Unni di Attila). Qui invece i tre insegnanti scoprono una città solare dal sapore multietnico e a misura di turista, che li accoglie amichevolmente per il motivo per cui vi sono andati: un corso di formazione sull’insegnamento con metodologia CLIL. Accolti dalla amabilissima formatrice Monika, i nostri tre docenti legano creando un clima positivo con le colleghe olandesi Esther, Carole, Iris, Freja, le due Emma, Jet e Amber, la francese Coralie e i friulani Ermanno, Fabio, Vittorio e Monica.
Monika, la formatrice, presenta il corso e li mette subito in azione con giochi divertenti a metà strada tra la conoscenza dell’io e il mondo della didattica delle relazioni. Tante sono le formule proposte e i confronti tra i partecipanti: esperimenti di empatia e di comprensione del testo, come da tradizione. Emerge così il concetto di inclusione: è l’aspetto chiave per saldare i rapporti/relazioni tra studenti e docenti.
La cordialità e la verve scaturita dal gruppo hanno permesso alla fine di approfondire le tematiche disciplinari lanciando ponti tra culture differenti, che è poi l’essenza dell'esperienza Erasmus. Ponti che dureranno ben oltre questa avventura.