LE COMPETENZE ISTITUZIONALI

LA TUTELA DELL'AMBIENTE IN ambito internazionale

Il primo riconoscimento del legame tra l’ambiente ed i diritti umani si è avuto nel 1972, quando nell’ambito della Conferenza di Stoccolma è stata adottata la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano. L’articolo 1 recita: «L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere. Egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni presenti e future».

Se la tutela dell’ambiente è collegata a numerosi diritti umani (alla vita, alla salute, all’acqua, al cibo, alla vita familiare, all’abitazione, etc.), tuttavia la maggior parte degli strumenti internazionali a tutela dei diritti umani non contempla direttamente l’ambiente, per cui di fatto, non si può ancora dire che esista un diritto all’ambiente. Clicca qui per approfondire il tema

UNITED NATIONS ENVIRONMENT PROGRAMME IPCC

UNITED NATIONS FRAMEWORK CONVENTION ON CLIMATE CHANGE

I CLIMATE COP E GLI ACCORDI INTERNAZIONALI da KYOTO a PARIGI

la ripartizione delle competenze nazionali

L’articolo 117 della Costituzione ha inserito la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali tra le materie attribuite alla competenza esclusiva dello Stato. La tutela della salute, il governo del territorio e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali sono, invece, materie di legislazione concorrente, nelle quali è riservata allo Stato la determinazione dei principi fondamentali. La Corte Costituzionale, con la Sentenza 407/2002 ha chiarito che l’ambiente sia da intendere non come materia in senso stretto, ma come valore trasversale che permea i diversi ambiti di competenze, e distingue tra tutela o conservazione dell'ambiente, affidata alla competenza esclusiva statale, ed utilizzazione o fruizione affidata alle competenze regionali, affermando che la la disciplina regionale, nelle materie di sua esclusiva competenza, non può mai derogare o peggiorare il livello di tutela ambientale posto dallo Stato. Clicca qui per approfondire il tema

Attraverso gli articoli 2, 3, 9, 32, 41, 42 e diverse sentenze della Corte Costituzionale, il bene ambientale è riconosciuto come valore primario, assoluto e unitario, che non può essere subordinato ad altri interessi, un bene fondamentale garantito e protetto, da salvaguardare nella sua interezza.

LA COSTITUZIONE ITALIANA

Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Articolo 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull'istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. (...)