Ricordo chiaramente il mio primo contatto con il TNG. Ero stato assunto all'Osservatorio di Padova da soli 6 mesi e mi venne proposto da Fabio Bortoletto di seguire il commissioning dei derotatori del telescopio. Era l'aprile 98 quando entrai in Nasmyth A con un po' di fiato corto per aver fatto le scale di corsa e per l'emozione di essere in quel posto. I due banchi ottici semi-assemblati erano la' che aspettavano di essere testati e montati al telescopio. Da quel momento per i 3 anni successivi tornai più volte all'anno in cima al Roque per il commissioning del telescopio e dello spettrografo Do.Lo.Res.
Fu un periodo intenso da un punto di vista umano e professionale. Ma provare a ricordare quel periodo per me significa prima di tutto ricordare Fabio, la vera anima del commissioning che portò a far funzionare e rendere scientificamente produttivo il TNG. C'erano tante e tali cose da comprendere ed applicare che pochi in INAF avrebbero potuto sobbarcarsi il compito di Direttore del commissioning.
Episodi da raccontare ce ne sarebbero molti ma qui mi interessa ricordare con affetto fatti molto concreti. Solo questi possano far capire cosa abbia significato lavorare con Fabio per rendere operativo il TNG e come lui ci abbia insegnato a farlo con serietà e dedizione. Il primo episodio è dell'inverno 99 quando occorse una nevicata notevole anche per il Roque e la strada venne chiusa poco più su della residencia dell'ORM. Fabio era molto preoccupato che tutto fosse in ordine al telescopio dopo la tormenta. Purtroppo con il 4x4 non si poteva raggiungere la cupola. Nonostante il freddo decise di salire con Daniele (Gardiol) camminando in mezzo alla neve per gli oltre 3 km che separavano il telescopio dall'ultimo punto in cui si era potuto liberare la strada dalla neve. Arrivato all'edificio prese un badile e spalò i notevoli cumuli di neve che impedivano di aprire la porta di accesso dell'Osservatorio. Solo quando potè entrare e verificare che tutto fosse sotto controllo cominciò a rilassarsi. Lui era il responsabile del telescopio ma non era in discussione se dovesse trovarsi o meno in prima linea per contribuire al funzionamento del telescopio.Circa un anno dopo durante il commissioning di Do.Lor.Res stavamo lavorando attorno al suo derotatore quando per una disattenzione si procuro' una brutta ferita alla testa. Il sangue cominciò a scorrere copiosamente ed Andrea (Zacchei) gli chiese insistentemente se non fosse il caso di andare in pronto soccorso. Questo avrebbe significato interrompere i lavori e scendere a livello del mare. Fabio era infuriato con se stesso ed ad Andrea non rimaneva che cercare di convincerlo a mettere almeno la testa sotto l'acqua fredda per fermare l'emorragia. Alla fine ce la fece e lo accompagnò giù per le scale cercando di calmarlo con scarso successo. In tutte quelle fasi concitate l'unica preoccupazione di Fabio era di non riuscire a terminare il lavoro che aveva programmato e solo dopo la rassicurazione che avremmo finito noi si convinse a lasciare il telescopio e prendersi cura della ferita. Il giorno dopo restavano ancora macchie di sangue sul pavimento e per le scale e una tastiera con la barra spaziatrice palesemente storta, muta testimone, nonché' vittima, dello sfogo di Fabio per non essere riuscito a fare le cose come avrebbe voluto.Ma lavorare al TNG non erano solo momenti di impegno e tensione. Voglio infatti ricordare anche un'ultima simpatica immagine che ho impresso nella memoria con Fabio e Paolo (Conconi) mentre assieme stavano smontando un servomeccanismo per il fuocheggiamento. Paolo con il suo tipico sguardo saggio sorrise e gli disse: "Che poi...saranno passati gli anni...sarai anche Direttore del TNG, ma ti diverti ancora a smontare i motorini elettrici!" e scoppiarono entrambi in una fragorosa risata.