7 settembre 1902
Buongiorno caro lettore,
mi chiamo Attiglio Tavi e ho deciso di iniziare questo diario per raccontare alcune delle mie esperienze in questo viaggio. Oggi, 7 settembre 1902, mi trovo in casa mia pronto per partire con mio padre e mio fratello per la Svizzera. Insieme lavoreremo ad una galleria a San Gottardo.
9 settembre 1902
Eccomi qua,
Oggi ho un giorno libero per prepararmi e ambientarmi. Ieri sono arrivato in Svizzera e mi sono diretto verso questo campo di accoglienza. Per ora abiterò in un accampamento. Abiterò da solo. Ieri appena arrivati ci siamo divisi: mio fratello è andato a lavorare in un altro campo e mio padre l’ha seguito, quindi sono rimasto da solo. Comunque abito a pochi metri dalla galleria. Ieri, arrivato qui, mi sono iscritto e poi mi sono equipaggiato con degli utensili del Comune: un casco, una torcia frontale, dei guanti, un piccone e degli indumenti appositi. Domani inizierà la mia nuova vita.
10 settembre 1902
È tardi,
E per non disturbare gli altri intorno a me mi illumino il foglio con la torcia frontale. Oggi è stato tutto così confusionario… Quando sono arrivato in galleria c’era un rumore fortissimo: i macchinari per scavare, il rimbombo delle voci degli operai che parlavano ad alta voce perché non si capivano, i picconi… Che casino! Ma per fortuna con me avevo i miei tappi per le orecchie. Alla fine non è andata male. Mi devo solo ambientare meglio.
13 settembre 1902
Caro lettore, sei ancora qui?
Spero che quando lascerò questo mondo qualcuno trovi questo diario e che lo legga con attenzione per capire come si lavorava una volta. Chi sa cosa cambierà in futuro… Ho fatto due giorni di assenza perché ieri ho lavorato tutto il giorno e tutta la notte. Se voglio avere un po’ di soldi nel mio portafoglio mi devo impegnare…
20 settembre 1902
Buongiorno
È molto presto, finalmente è giunta al termine la mia prima settimana di lavoro, che è molto impegnativo e ci fanno lavorare come matti. Ieri una macchina fatta apposita per il mestiere che stavamo svolgendo si è rotta e finché qualcuno non verrà ad aggiustarla dovremo fare i doppi turni. Sarà una settimana stancante… Una buona notizia, però, c’è: il Comune ha deciso di offrirci il pranzo e aprirà a presto una messa nel nostro campo!
12 ottobre 1902
La vita è diventata ripetitiva,
Mi alzo, vado in galleria, pranzo, lavoro, dormo; mi alzo, lavoro, pranzo, lavoro, dormo; mi alzo…
Mi mancano la mia casa, mio fratello e mio padre. Per fortuna con me ho il mio cappello da alpino del piccolo paese di Sans. Amavo quel “passatempo”. Ogni giorno ci trovavamo al campetto vicino all’asilo. Lì c’era la nostra casetta degli alpini. Terrò sempre nel cuore quel periodo e le mie attività…
21 febbraio 1903
Buongiorno caro lettore,
È passato un anno e sono tra i più bravi nel mio campo. La galleria di San Gottardo procede a gonfie vele. Il nostro capo stima ancora un anno e mezzo. Ma non lo so. Non penso che ci vorrà così poco… È una grande e lunga galleria. Il diario è un po’ vuoto, d’altronde non posso scrivere sempre. Sono molto impegnato.
23 febbraio 1903
Sto male.
Sono tornato a casa e non mi trovo in ottime condizioni di salute. Ho respirato troppa polvere e ora ne devo pagare le conseguenze… Il dottore dice che mi aspetta un lungo futuro nel mio letto, a riposo. La mia esperienza non ve la consiglio se non volete morire così. Il mio diario è molto piccolo ma pieno di informazioni. Ho passato anche un po’ di anni a Zermatt ma devo dire che non mi è mai piaciuto.
Caro lettore, arrivederci.
Attiglio Tavi