Numero 3
Giugno 2026
Numero 3
Giugno 2026
Ciao a tutti,
benvenuti alla terza edizione del nostro giornalino scolastico!
Quest'anno il giornalino nasce dall'esperienza delle alunne e degli alunni che hanno preso parte al corso PN "Giovani reporter in azione", che hanno deciso di condividere con voi i momenti più significativi dell'anno scolastico che sta per concludersi.
Vi auguriamo una buona lettura!
La Redazione del Giornalino Scolastico
Alla scoperta dei talenti
di Alessandro Barbaro, Gabriele Monterosso e Francesco Naso
Nella nostra scuola è partito il progetto “Orientamento”, un’iniziativa dedicata alle studentesse e agli studenti della scuola secondaria di primo grado con l’obiettivo di aiutarli a conoscere meglio le proprie capacità, sviluppare nuove competenze e affrontare con maggiore consapevolezza la scelta del percorso scolastico futuro.
Il progetto nasce nell’ambito delle azioni previste dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed è inserito nel Programma Nazionale “Scuola e Competenze” 2021-2027 (PN 21-27), collegato ai fondi europei e alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’iniziativa punta a valorizzare i talenti degli studenti e a fornire strumenti utili per orientarsi nel mondo della formazione e del lavoro.
Grazie all’impegno del Dirigente scolastico Luigi Costanza, sono stati attivati numerosi percorsi formativi della durata di 30 ore ciascuno. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di partecipare a uno o più corsi, seguiti da docenti esperti e tutor specializzati.
I progetti proposti sono i seguenti: Dal sogno alla realtà virtuale; Scegliere con competenza; Scegliere in modo consapevole; Scenari di futuro; Mettiamoci in scena; Laboratorio teatrale; Musicalmente; Giovani reporter in azione.
Le attività hanno coinvolto gli alunni in esperienze pratiche e innovative.
I percorsi legati all’informatica, come Dal sogno alla realtà virtuale e Scegliere con competenza, hanno consentito agli studenti di approfondire le competenze digitali attraverso attività di programmazione e sperimentazione tecnologica. Particolarmente apprezzata è stata l’esperienza nell’aula immersiva del plesso Nuova Manhattan, uno spazio innovativo che permette di apprendere in modo coinvolgente e interattivo.
Il percorso Scegliere con competenza ha proposto alle alunne e agli alunni delle classi terze interessanti attività di orientamento in vista del passaggio alla scuola secondaria di secondo grado.
Grande entusiasmo anche per il laboratorio Giovani reporter in azione, grazie al quale gli studenti hanno potuto avvicinarsi al mondo del giornalismo imparando a realizzare interviste, incontrare professionisti dell’informazione e scrivere articoli, vivendo l’esperienza di una vera redazione.
Non sono mancate le attività artistiche e creative. I corsi di teatro e musica hanno offerto agli alunni l’occasione di esprimere il proprio talento sul palcoscenico. Attraverso i progetti Musicalmente e Scenari di futuro, gli studenti hanno preparato un musical ispirato alla celebre fiaba de La Bella e la Bestia. Parallelamente, i partecipanti a Mettiamoci in scena e Laboratorio teatrale sono impegnati nell’allestimento di uno spettacolo teatrale che sarà un omaggio alle tradizioni della Sicilia attraverso musica, danza e canti popolari.
Il progetto Orientamento si sta rivelando un’importante occasione di crescita personale, confronto e scoperta. Un percorso che non solo arricchisce il bagaglio di competenze degli studenti, ma li aiuta anche a guardare con maggiore fiducia e consapevolezza al proprio futuro.
Una lezione di vita e di scrittura: gli studenti incontrano la scrittrice Valentina Oliveri
di Emma Archeoli, Eya Ghodbane, Miriam Salemi
Un incontro ricco di emozioni, riflessioni e insegnamenti quello che si è svolto il 12 marzo 2026 presso l’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini, plesso Federico II. Protagonista della giornata è stata la giovane scrittrice Valentina Oliveri, ospite del corso “Giovani Reporter in Azione”, che ha dialogato con gli studenti presentando il suo libro Nenni e l’arrivo del Signor Piccolomini.
L’iniziativa ha offerto ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino il mondo della scrittura, della pubblicazione e della narrativa per l’infanzia, ma soprattutto di affrontare temi importanti come l’autismo, l’inclusione, l’amore familiare e il rapporto tra fratelli. Durante l’intervista, condotta dagli stessi studenti, la scrittrice ha raccontato che il libro nasce da una storia profondamente personale. I protagonisti, infatti, sono ispirati ai suoi figli, Antonio e Aurelio. «Quando è nato il mio secondo bambino, Aurelio, che nel libro diventa il Signor Piccolomini, ho sentito il desiderio di raccontare come Antonio avrebbe vissuto l’arrivo di un fratellino», ha spiegato l’autrice.
L’opera descrive le emozioni, le paure e le scoperte che accompagnano la nascita di un nuovo membro della famiglia, mettendo al centro il valore dei legami affettivi e della crescita condivisa. Uno degli aspetti più significativi del libro è la presenza del tema dell’autismo, affrontato con delicatezza e naturalezza. Valentina Oliveri ha raccontato che la diagnosi di autismo del figlio Antonio ha influenzato profondamente la sua esperienza di madre e il modo di guardare il mondo.
«Ho voluto parlare di autismo in modo leggero, attraverso una storia che raccontasse anche l’amore e la gioia portati dall’arrivo di un fratellino», ha spiegato. L’autrice ha illustrato agli studenti alcune delle caratteristiche dell’autismo, soffermandosi in particolare sull’ipersensibilità sensoriale. Nel caso di Antonio, alcuni suoni, odori o sapori possono essere percepiti in maniera molto più intensa rispetto alla maggior parte delle persone. La nascita del piccolo Aurelio ha rappresentato una sfida, ma anche un’importante opportunità di crescita.
«Condividere gli spazi e i giochi non è stato sempre semplice, ma Antonio ha imparato ad aumentare la sua capacità di tollerare i cambiamenti e a relazionarsi con maggiore serenità», ha raccontato.
Quando gli studenti le hanno chiesto di descrivere il suo libro con una sola parola, la risposta è arrivata immediata: «Tenerezza». Una parola che racchiude sia il processo di scrittura sia le emozioni ricevute dai lettori. «Ho scritto il libro nei ritagli di tempo, spesso la sera dopo aver addormentato i miei figli. E la parola che più spesso ricevo dai bambini e dalle famiglie che lo leggono è proprio tenerezza.»
Molto interessante è stato il racconto del percorso che ha portato alla pubblicazione del volume.
La scrittrice ha spiegato agli studenti la differenza tra l’editoria tradizionale e l’autopubblicazione, raccontando di aver scelto quest’ultima strada per poter seguire personalmente ogni fase del progetto. Dalla registrazione dei diritti d’autore alla scelta del formato e dei materiali, ogni dettaglio è stato curato direttamente da lei. «Ho iniziato a scrivere il libro a gennaio e l’ho terminato a ottobre. È stato un lavoro lungo e impegnativo, ma vedere il libro finalmente pubblicato è stata una grande emozione.»
Le sue parole hanno suscitato particolare interesse tra gli alunni, che proprio quest’anno hanno realizzato una raccolta di favole dedicate a temi come il rispetto, l’inclusione, la tutela dell’ambiente e la convivenza civile.
Nel corso dell’incontro, Valentina Oliveri ha condiviso anche aspetti della propria vita personale e professionale.
Laureata in lettere, ha raccontato di aver sempre sognato di diventare scrittrice, mentre l’idea di insegnare le sembrava inizialmente troppo impegnativa. Tuttavia, gli incontri nelle scuole e il contatto con i giovani lettori hanno cambiato la sua prospettiva. «Vedere l’affetto e la gratitudine dei ragazzi mi ha fatto riscoprire il desiderio di insegnare. Per questo ho deciso di riprendere gli studi e intraprendere il percorso per diventare professoressa di lettere.»
La passione per la scrittura, ha raccontato, è nata molto presto. Non avendo frequentato la scuola dell’infanzia, trascorreva molto tempo a casa con i libri illustrati. Affascinata dalle storie ma frustrata dal fatto di non saper leggere, chiese alla zia, insegnante, di insegnarle l’alfabeto. A soli cinque anni sapeva già leggere e scrivere e iniziò a riempire pagine e pagine di un diario con il lucchetto. «Da quel momento non ho più smesso di scrivere», ha confessato sorridendo.
Tra le tante esperienze vissute dopo la pubblicazione del libro, l’autrice ha ricordato con particolare emozione gli incontri con i bambini. «La cosa più bella è quando, alla fine degli incontri, i più piccoli mi abbracciano. È un gesto semplice, ma capace di ripagare di tutto il lavoro svolto.»
Un momento particolarmente significativo è stato il racconto di un episodio in cui una persona aveva reagito con pietà alla notizia dell’autismo di suo figlio. Un’esperienza che ha spinto la scrittrice a riflettere sull’importanza di superare stereotipi e pregiudizi. «L’autismo non è una tragedia. È una realtà che va conosciuta e compresa.»
Alla domanda sui suoi hobby, Valentina Oliveri ha raccontato di amare la lettura e di ritagliarsi piccoli spazi personali nella frenetica vita di mamma. Ha spiegato che preferisce scrivere al mattino presto o la sera tardi, quando la casa è silenziosa e può concentrarsi sulle idee che annota costantemente sul telefono.
L’incontro si è concluso tra applausi, fotografie e tante nuove curiosità sul mondo dei libri. Per gli studenti del corso Giovani Reporter in Azione non è stata soltanto un’occasione per esercitarsi nell’arte dell’intervista, ma soprattutto un’esperienza di crescita umana. Le parole di Valentina Oliveri hanno mostrato come la scrittura possa trasformarsi in uno strumento di condivisione, inclusione e consapevolezza. Una mattinata che ha lasciato nei ragazzi una preziosa lezione: dietro ogni libro non c’è soltanto una storia da leggere, ma una vita da raccontare e un messaggio capace di arrivare al cuore delle persone.
Al Cinema Concordia una lezione contro il bullismo: gli studenti riflettono dopo la visione del film Wonder
di Marta Musicò, Elena Fratello, Miriam Pirrone, Chiara Salemi
Il 7 febbraio 2026 le classi del plesso Federico II di Agrigento hanno partecipato a un’iniziativa dedicata alla Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. L’evento si è svolto presso il Cinema Concordia, dove i ragazzi hanno assistito alla proiezione del film Wonder, tratto dall’omonimo romanzo di R.J. Palacio.
La pellicola racconta la storia di August “Auggie” Pullman, un bambino nato con una grave malformazione cranio-facciale che, dopo anni trascorsi tra ospedali e istruzione domestica, affronta per la prima volta l’esperienza della scuola media. Un percorso non privo di ostacoli, segnato da pregiudizi, esclusione e difficoltà relazionali, ma anche da amicizia, coraggio e inclusione. Un messaggio forte e attuale che ha coinvolto profondamente gli studenti, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’empatia e del rispetto verso gli altri.
L’iniziativa, promossa dal Dirigente Scolastico Luigi Costanza e dal team antibullismo dell’istituto, ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare i giovani su una problematica sempre più diffusa, offrendo al tempo stesso strumenti concreti per riconoscere e contrastare fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Al termine della proiezione si è svolto un incontro-dibattito con gli ispettori della Polizia Postale, Condello e Capraro, che hanno illustrato casi reali e condiviso la propria esperienza sul campo. Attraverso esempi concreti, le studentesse e gli studenti hanno potuto comprendere meglio le conseguenze che comportamenti aggressivi e discriminatori possono avere sulla vita delle vittime.
A seguire è intervenuta la professoressa Romina Sutera, referente del progetto, che ha approfondito il significato dei due fenomeni. Il bullismo, ha spiegato, si manifesta attraverso comportamenti intenzionali, aggressivi e ripetuti nel tempo, messi in atto nei confronti di una persona percepita come più fragile. Il cyberbullismo, invece, utilizza strumenti digitali come social network, chat, messaggi ed e-mail, amplificando spesso la portata e gli effetti delle azioni offensive.
Un ruolo da protagonisti è stato riservato alle studentesse e agli stessi studenti, che hanno realizzato volantini informativi contenenti suggerimenti e strategie per affrontare situazioni di prevaricazione. Tra i consigli emersi: mantenere la calma, evitare di reagire alle provocazioni, chiedere aiuto ad adulti o amici fidati e non rimanere in silenzio. Un concetto è stato ribadito con forza durante l’incontro: chi assiste senza intervenire rischia di diventare complice del bullo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai rischi del cyberbullismo. Essere esclusi da gruppi online, ricevere messaggi offensivi o vedere diffusi contenuti personali senza consenso non può essere considerato uno scherzo. In questi casi, gli esperti hanno raccomandato di conservare le prove tramite screenshot, bloccare e segnalare gli autori delle molestie, proteggere i propri dati personali e rivolgersi tempestivamente a figure di riferimento.
Durante la giornata sono stati inoltre presentati alcuni strumenti di supporto per chi vive situazioni di disagio, tra cui il team antibullismo dell’istituto, il servizio Telefono Azzurro e il numero di emergenza 114, attivo per la tutela dei minori.
L’incontro si è concluso con un invito semplice ma significativo: non condividere contenuti offensivi, intervenire quando si assiste a episodi di prevaricazione, sostenere chi è in difficoltà e segnalare sempre i comportamenti scorretti agli adulti di riferimento.
Una giornata intensa e ricca di spunti che ha lasciato il segno nei partecipanti, confermando il ruolo fondamentale della scuola nella promozione della cultura del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità, sia nella vita reale sia nel mondo digitale.
“Io non ci casco”: studenti e forze dell’ordine insieme contro le truffe agli anziani
di Martina Falsone e Domenica Maria Cristina Nobile
Difendere gli anziani dalle truffe e rendere la tecnologia uno strumento di sicurezza e solidarietà. È questo l’obiettivo di “Io non ci casco”, l’iniziativa promossa dal Comune di Agrigento che coinvolge non solo le forze dell’ordine, ma anche le studentesse e gli studenti delle scuole medie, trasformati per l’occasione in veri e propri “nipoti digitali”.
L’idea alla base del progetto è semplice ma innovativa: i ragazzi, spesso molto esperti nell’uso di smartphone, social network e applicazioni digitali, mettono le proprie competenze al servizio dei nonni e degli anziani per aiutarli a riconoscere ed evitare le truffe che sempre più frequentemente arrivano attraverso SMS, messaggi WhatsApp, telefonate sospette e falsi profili online.
Accanto alle studentesse e agli studenti, un ruolo fondamentale è svolto da Polizia e Carabinieri, impegnati in incontri nelle scuole e sul territorio per spiegare le tecniche utilizzate dai truffatori e fornire strumenti concreti di prevenzione. Tra i raggiri più insidiosi illustrati durante gli incontri vi sono quelli realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, come il falso incidente di un familiare o la richiesta urgente di denaro attraverso video e messaggi apparentemente autentici.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di creare una rete di protezione attorno agli anziani, facendo capire che nessuno è solo di fronte a questi pericoli e che la conoscenza rappresenta la migliore difesa contro chi tenta di approfittarsi delle persone più fragili.
Proprio per sensibilizzare studenti e famiglie, nella palestra della nostra scuola si è svolto un incontro con gli operatori della Polizia, che hanno dialogato con le alunne e gli alunni e risposto alle loro domande. All’evento hanno partecipato anche alcuni nonni, accolti con entusiasmo.
Particolarmente interessante è stata la dimostrazione pratica proposta dagli agenti. Attraverso un video, i partecipanti hanno osservato il caso di una persona apparentemente ricoverata in ospedale che chiedeva una somma di denaro a un parente. Guardando con attenzione, però, era possibile notare alcuni dettagli sospetti, come una scarsa sincronizzazione tra i movimenti della testa e quelli del corpo. Un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per creare contenuti ingannevoli.
Gli esperti hanno spiegato che distinguere un video reale da uno manipolato non è sempre facile, ma esistono alcuni accorgimenti utili: prestare attenzione al tono e alle caratteristiche della voce; osservare più volte il video per individuare eventuali anomalie nei movimenti o nelle espressioni; in caso di sospetto, evitare di condividere il contenuto, bloccare il contatto e segnalarlo alle autorità competenti.
Durante l’incontro sono state ricordate anche alcune regole fondamentali per la sicurezza online:
· non comunicare mai password, codici personali o dati sensibili senza essere certi dell’identità dell’interlocutore;
· diffidare dei messaggi provenienti da numeri sconosciuti;
· segnalare e bloccare i contatti sospetti;
· chiedere sempre conferma a familiari o persone fidate prima di effettuare pagamenti o inviare denaro.
Un approfondimento è stato dedicato anche al fenomeno dei deepfake, termine nato nel 2017 dall’unione delle espressioni inglesi deep learning e fak*. Con questa parola si indicano immagini, video o registrazioni audio creati o modificati tramite intelligenza artificiale per imitare in modo realistico una persona reale. Sebbene questa tecnologia possa avere applicazioni positive, viene talvolta sfruttata dai criminali per realizzare truffe sempre più sofisticate.
L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro e condiviso da tutti i partecipanti: la prevenzione è la migliore difesa. Informarsi, mantenere alta l’attenzione e promuovere la collaborazione tra giovani, famiglie e istituzioni rappresenta il modo più efficace per contrastare le truffe e proteggere le persone più vulnerabili.
La cerimonia finale del progetto si è tenuta il 17 dicembre 2025 presso l'auditorium dell'Istituto Nicolò Gallo di Agrigento, occasione in cui si è esibito il Gruppo Folk del plesso Federico II.
Ad Agrigento, grazie a iniziative come “Io non ci casco”, i nonni possono contare su un aiuto speciale: quello dei loro nipoti digitali. Un esempio concreto di come la tecnologia, se utilizzata con consapevolezza, possa diventare uno strumento di solidarietà e cittadinanza attiva.
Alla scoperta delle Istituzioni: il Libero Consorzio Comunale di Agrigento e l’Aula Consiliare Sollano
di Sara Cobuzzi, Claudio Incardona, Floriana Trupia
Il 16 marzo 2026 le classi seconde del plesso Federico II dell’I.C. Rita Levi Montalcini hanno avuto l’opportunità di visitare il Libero Consorzio Comunale di Agrigento e conoscere da vicino alcuni luoghi simbolo della storia e delle istituzioni cittadine.
La visita è iniziata presso la Biblioteca Provinciale Gaspare Ambrosini, dove le studentesse e gli studenti hanno potuto ammirare una preziosa copia dell’“Encyclopédie” di Denis Diderot e Jean-Baptiste D’Alembert, recentemente restaurata. L’opera, considerata uno dei capolavori dell’Illuminismo europeo, ha suscitato grande interesse tra le ragazze e i ragazzi, che hanno avuto modo di scoprirne il valore storico e culturale.
Successivamente, il gruppo si è spostato all’interno del Palazzo della Provincia, per visitare la suggestiva Scala Reale, uno degli elementi architettonici più prestigiosi dell’edificio. La scala, aperta al pubblico, ospita una permanente esposizione di affreschi di grande valore artistico e rappresenta una testimonianza della storia amministrativa e culturale della città.
La seconda parte della giornata è stata dedicata all’incontro con le istituzioni locali. Gli studenti hanno raggiunto l’Aula Consiliare “Gaspare Sollano”, dove, alla presenza del Dirigente Scolastico, prof. Luigi Costanza, sono stati accolti dall’assessore Riccardo Accurso Tagano e dal vicepresidente del Consiglio comunale di Agrigento, Davide Cacciatore.
L’incontro si è trasformato in una vera e propria conferenza stampa, durante la quale le ragazze e i ragazzi hanno posto numerose domande agli amministratori, dimostrando curiosità e interesse per le problematiche del territorio.
Tra i temi affrontati, è stato chiesto quale fosse la questione più urgente per la città di Agrigento. Gli amministratori hanno evidenziato la necessità di coinvolgere maggiormente i giovani nella vita cittadina e nella partecipazione politica, sottolineando l’importanza della loro presenza attiva sul territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli spazi destinati ai più giovani. Alla domanda sulle iniziative previste per migliorare parchi e aree verdi, è stato spiegato che l’amministrazione sta promuovendo la realizzazione e la valorizzazione di nuovi spazi pubblici, soprattutto nelle periferie, per offrire luoghi di aggregazione e svago accessibili a tutti.
Le alunne e gli alunni hanno inoltre chiesto quali interventi siano in programma per rendere più sicure le strade per pedoni e ciclisti. In risposta, è stato illustrato il progetto già avviato nella zona di Villaseta, dove sono in fase di realizzazione percorsi ciclabili e aree dedicate al trekking.
Non è mancata una riflessione sul rapporto tra amministrazione e giovani cittadini. Alla domanda su come il Comune raccolga le idee e le proposte delle nuove generazioni, gli amministratori hanno spiegato di aver avviato iniziative di ascolto e confronto con la popolazione, con l’obiettivo di favorire una partecipazione sempre più attiva dei cittadini alla vita pubblica.
La visita si è conclusa con grande soddisfazione da parte delle studentesse e degli studenti, che hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni locali e di confrontarsi direttamente con i rappresentanti dell’amministrazione. Un’esperienza formativa che ha unito cultura, cittadinanza attiva e partecipazione, offrendo alle ragazze e ai ragazzi una preziosa occasione di crescita e consapevolezza civica.
Spettacolo teatrale "Agrigento in scena": tutti insieme sul palco del teatro Pirandello
di Giada Delfino e Chiara Pretagostini
Il 4 dicembre, al Teatro Pirandello, si è svolto uno spettacolo molto importante organizzato dai prof. Filippazzo Mariangiola, Rizzo Teresa e Di Salvo Marco per valorizzare la cultura della nostra città e celebrare Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. È stata una giornata speciale che ha unito bambini e ragazzi dei vari plessi della nostra scuola attraverso musica, danza, recitazione e tradizioni siciliane.
All’evento hanno partecipato, infatti, della scuola dell'infanzia i plessi Loris Malaguzzi e Santa Chiara; della primaria la Nuova Manhattan, il Montessori, il De Cosmi e il Giovanni Paolo; della scuola media il Federico II e l’orchestra della Margherita Hack.
Erano presenti anche molti ospiti e rappresentanti della città, tra cui il Dirigente Scolastico professor Luigi Costanza, il sindaco Francesco Miccichè, gli assessori, diversi insegnanti, il personale ATA, la giornalista Valentina Alaimo che ha presentato lo spettacolo, Giuseppe Pullara, Giovanni Moscato e Lello Analfino.
Lo spettacolo è iniziato con il “Valzer n. 2” di Shostakovich suonato dall’orchestra della Margherita Hack. Durante la musica, bambini e ragazzi sono entrati sul palco portando oggetti simbolici di Agrigento: tamburelli, pupi siciliani, reti da pesca, colonne greche, cesti con frutta, libri e tanti altri oggetti che rappresentavano la storia, la cultura, il mare, la natura e le tradizioni della nostra città.
Dopo la presentazione iniziale, l’orchestra e il coro hanno eseguito l’Inno di Mameli. In seguito si sono esibiti i bambini della scuola dell’infanzia: il Santa Chiara ha cantato “Jetta la riti” e “Cugliemu rosi e pampini”, mentre il Loris Malaguzzi ha recitato le poesie “Sutta u suli di Girgenti” e “Lu tesoru di la valli” e ha cantato “Ciuri Ciuri”.
Successivamente l’orchestra ha suonato “Cocciu d’amuri” e il professor Giuseppe Pullara ha parlato del valore della scuola e della cultura. È stato presentato anche il suo libro Polvere di gesso, in cui racconta esperienze vissute con studenti e insegnanti. Il suo messaggio ha colpito tutti perché invitava i giovani a credere in se stessi, a impegnarsi e a non avere paura delle difficoltà.
Dopo questo momento si è iniziato un vero “viaggio nel tempo” con le scuole primarie. Il Nuova Manhattan ha rappresentato la fondazione di Akragas con recitazione e balli; il Giovanni Paolo ha raccontato gli Arabi e la nascita di Girgenti; il Montessori ha rappresentato i Normanni e Agrigento con una tarantella siciliana; infine il De Cosmi ha concluso con Agrigento Capitale della Cultura e la canzone “Agrigento da sempre”.Questo brano è stato interpretato dall’attore e cantante agrigentino Giovanni Moscato ed è una canzone molto amata perché racconta l’anima della città, le sue tradizioni e la sua storia.Dopo il brano “Si maritau Rosa” suonato dall’orchestra, si è esibita la scuola media Federico II con il balletto sul mito di Demetra e Persefone, accompagnato da musiche siciliane e momenti narrati. Lo spettacolo si è concluso con “Nel blu dipinto di blu” e con un momento molto emozionante: l’arrivo di Lello Analfino, cantante dei Tinturia, che ha cantato “92100” insieme a tutti i partecipanti. La canzone ha riempito il teatro di entusiasmo e orgoglio per la nostra città.Questa giornata è stata molto emozionante perché ci ha fatto capire quanto sia importante conoscere e valorizzare Agrigento, le nostre tradizioni e la nostra cultura. Sul palco non c’erano professionisti, ma bambini e ragazzi che hanno messo impegno, entusiasmo ed emozioni. È stato bello vedere tutta la scuola unita in un unico progetto, collaborando insieme come una grande comunità.
"Giovani voci e cuori che crescono": dalle emozioni alle pagine
di Elena Fratello e Marta Musicò
Il 7 maggio, la nostra scuola ha vissuto un momento molto emozionante con la presentazione del libro Giovani voci e cuori che crescono, una raccolta di favole scritte dalle studentesse e dagli studenti delle classi 1 A e 1 C del plesso Federico II.
L’evento si è svolto presso la Biblioteca Comunale “La Rocca” di Agrigento, alla presenza di genitori, insegnanti, compagni e ospiti. Il progetto è nato grazie alle professoresse Mariangiola Filippazzo e Teresa Rizzo, che durante l’anno scolastico hanno guidato gli alunni in un percorso creativo fatto di scrittura, riflessione ed emozioni.
Le favole affrontano temi molto importanti e attuali, come l’amicizia, la gentilezza, il rispetto delle diversità, la determinazione, la solidarietà e la fiducia in sé stessi. Attraverso animali, gli alunni hanno raccontato emozioni, paure, sogni e insegnamenti legati alla vita quotidiana.
Durante la manifestazione alcuni studenti hanno letto ad alta voce le proprie storie. Tra queste La farfalla che non credeva di volare di Elide Priolo, che parla dell’importanza di credere in sé stessi; La festa della luna piena di Massimino Alfonso Manuel, dedicata al valore di ogni persona; Romeo e Gigio: un’amicizia più forte di tutto di Flavia Gaglio, che racconta quanto l’amicizia sia più importante dei litigi; e La determinazione della gallina di Gabriele Ciulla, una favola sul coraggio e sulla forza di non arrendersi.
Le letture sono state accompagnate da momenti musicali con canzoni molto significative, tra cui Posso farcela di Alex Baroni, Credo negli esseri umani di Marco Mengoni, Le cose che vivi di Laura Pausini e Comunque andare di Alessandra Amoroso, interpretate dalle alunne Noemi Firenze della 2A e Aida Bruccoleri della 2 C.
Durante l’incontro è intervenuto anche il libraio Alessandro Accurso Tagano, che ogni anno sostiene la scuola attraverso il progetto Io leggo perché.
Il titolo del libro, Giovani voci e cuori che crescono, rappresenta perfettamente il significato del progetto: dare spazio ai pensieri, alla fantasia e alle emozioni dei ragazzi, aiutandoli a crescere attraverso la scrittura e la lettura.
La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione e con un lungo applauso da parte del pubblico. È stata un’esperienza significativa ed emozionante, che ha fatto capire quanto le parole possano unire, far riflettere e trasmettere valori importanti.
FAST FASHION: LA MODA CHE CI CONSUMA
di Gaia Buonomo, Carla Tilaro, Roberta Zarbo
Vogliamo la qualità, ma compriamo per impulso: i dati del nostro sondaggio raccontano come cambiano i consumi tra negozi fisici e shopping online.
Oggi si parla tantissimo di moda, social network e brand di fast fashion come Zara o Shein, che sfornano vestiti nuovi ogni settimana a prezzi stracciati. Ma come compriamo davvero? Per capirlo, abbiamo fatto un sondaggio e i risultati mostrano una forte contraddizione: a parole siamo tutti attenti all'ambiente e alla qualità, ma nei fatti ci lasciamo guidare molto dalle tendenze del momento.
Ad oggi la moda ricopre un ruolo fondamentale all’ interno della nostra vita: è proprio per questo che abbiamo deciso di dedicare un articolo a questa importante tematica.
La prima cosa sorprendente che emerge dai dati smonta l'idea che lo shopping ormai si faccia solo su internet. Alla domanda "Preferisci comprare online o nei negozi fisici?", la risposta è stata schiacciante: ben diciotto persone preferiscono i negozi veri, mentre solo due scelgono l'online. Toccare i vestiti, provarli nei camerini e portarseli a casa subito ha ancora un valore enorme per noi. (Grafico 1)
Però, quando decidiamo di usare internet per fare acquisti, la moda rimane in cima ai nostri pensieri. Su ventuno risposte totali su cosa si compra online, gli indumenti staccano tutti con quattordici preferenze. Molto più distanti troviamo le scarpe (2), gli accessori (2), i giochi (1) e altre cose varie (2). I prodotti per la cura personale rimangono invece a zero. (Grafico 2)
Nel sondaggio abbiamo chiesto anche per quanto tempo viene utilizzato in media un capo d'abbigliamento prima di essere messo da parte. Nessuno ha risposto "meno di un mese". Il campione si è diviso perfettamente a metà: dieci persone fanno adoperano i vestiti più di sei mesi e altre dieci più di un anno. (Grafico 3)
Questo dato sembra positivo e si collega a un'altra risposta: il 76,5% dei ragazzi dice di preferire un solo capo di alta qualità, rispetto al 23,5% che sceglierebbe tre capi economici allo stesso prezzo. Quindi, teoricamente, l'idea di comprare meno ma meglio ci piace. (Grafico 4)
Ma allora, se preferiamo la qualità e vogliamo che i vestiti durino, perché il fast fashion ha così tanto successo? I dati svelano il segreto: il 57,9% ammette che compra per seguire la tendenza del momento. Questo significa che la pressione dei social e il bisogno di essere "alla moda" contano molto di più del prezzo basso (che è la motivazione solo per il 10,5%) o della comodità di trovare subito il capo (31,6%).
Questa voglia di avere sempre cose nuove si vede anche dalle abitudini generali. Alla domanda "Compri spesso vestiti nuovi?", ben quattordici persone rispondono di "sì", mentre i "no" e i "a volte" si fermano a tre ciascuno. Se però si parla specificamente di grandi siti low-cost come Zara o Shein, la maggior parte risponde "a volte" (tredici persone), segno che questi negozi sono una tentazione forte e continua, anche se non l'unica (i "sì" sono tre e i "no" quattro).
Infine, per quanto riguarda la spesa, non cerchiamo per forza il lusso. Alla domanda "Compri spesso vestiti costosi?", le risposte sono molto equilibrate: nove dicono di sì, otto dicono di no e tre dicono a volte. (Grafico 5)
In conclusione, questa inchiesta ci fotografa come consumatori a metà strada: da un lato amiamo ancora l'esperienza del negozio fisico e vorremmo comprare cose che durano nel tempo, ma dall'altro è difficile resistere ai trend e all'impulso di rinnovare continuamente il guardaroba.
Grafico 1
Grafico 2
Grafico 3
Grafico 4
Grafico 5
Alla scoperta del lavoro del giornalista con Carmelo Lazzaro, giornalista della RAI
della Redazione
Carmelo Lazzaro è un giornalista nagrigentino Oggi lavora alla Rai e conduce il GR1, uno dei principali giornali radio italiani. Prima di arrivare alla radio nazionale ha lavorato per molti anni a Teleacras, una storica emittente televisiva agrigentina.
Abbiamo avuto l'opportunità di intervistarlo per conoscere meglio il suo lavoro e la sua esperienza.
Carmelo Lazzaro racconta che il suo amore per il giornalismo è iniziato molto presto. Quando aveva solo otto anni partecipava a un programma per bambini in una radio locale, Radio Diocesana Concordia, dove leggeva degli indovinelli.
Anche la scuola lo ha aiutato a sviluppare questa passione grazie al giornalino scolastico e ai laboratori di giornalismo. A 17 anni ha iniziato a collaborare con Teleacras, occupandosi prima di sport e poi di cronaca e attualità. Dopo molti anni di esperienza è arrivato a condurre il telegiornale dell'emittente.
Dopo 18 anni a Teleacras, ha iniziato una collaborazione con la Rai che in seguito si è trasformata in un'assunzione.
Oggi lavora al GR1 e racconta le notizie a milioni di ascoltatori in tutta Italia.
«Ogni volta che accendo il microfono provo ancora una grande emozione», racconta «perché so di parlare a milioni di italiani e di avere una grande responsabilità verso chi mi ascolta. »
Secondo il giornalista, radio e televisione sono molto diverse.
In televisione le immagini aiutano a raccontare i fatti. In radio, invece, tutto dipende dalle parole.
«Bisogna riuscire a far immaginare agli ascoltatori ciò che sta accadendo», spiega.
Per questo motivo chi lavora in radio deve scegliere con attenzione e cura ogni parola. Il messaggio deve essere chiaro e diretto.
Il giornalista ci racconta che il suo turno di lavoro inizia nel pomeriggio e termina dopo mezzanotte.
Prima di andare in onda partecipa a una riunione con i colleghi per decidere quali notizie sono più importanti. Durante tutta la giornata arrivano aggiornamenti dalle agenzie di stampa e dagli inviati presenti nei luoghi in cui accadono i fatti.
Le notizie vengono scritte e organizzate in una scaletta. Alcune durano pochi secondi, altre diventano servizi più approfonditi.
Per un giornalista è fondamentale verificare che una notizia sia vera.
«Le fonti devono essere sicure e affidabili». Per questo motivo i giornalisti controllano sempre le informazioni prima di pubblicarle o raccontarle. Secondo Carmelo Lazzaro, il compito principale del giornalista è raccontare i fatti in modo corretto e imparziale. Quando scrive una notizia segue la regola delle 5 W: Chi? Cosa? Dove? Quando? Perché?
Queste domande aiutano a fornire tutte le informazioni più importanti ai lettori e agli ascoltatori.
La cosa che gli piace di più del suo lavoro è conoscere persone nuove e raccontare storie che possono essere utili agli altri e che fanno riflettere, come quelle che riguardano personaggi che operano nel volontariato.
«Mi piace andare sul posto, capire cosa è successo e raccontarlo a chi non c'era», spiega «in modo che chi ascolta la notizia possa vivere a pieno il fatto attraverso le mie parole. »
La parte più difficile, invece, è essere sempre obiettivi e trovare le parole giuste senza esagerare o influenzare il pubblico.
Parlando dei social network, il giornalista riconosce che permettono di ricevere informazioni in modo molto veloce. Tuttavia non tutte le notizie che circolano online sono vere. Per questo il lavoro dei giornalisti è ancora molto importante: verificare le informazioni e offrire notizie affidabili.
Alla domanda su cosa consiglierebbe ai ragazzi che vogliono diventare giornalisti, risponde: «Leggete tanto, scrivete, siate curiosi e non smettete mai di inseguire i vostri sogni».
Infine ricorda che per raggiungere i propri obiettivi servono impegno, passione e perseveranza.
L'intervista a Carmelo Lazzaro ci ha fatto capire quanto sia importante il lavoro del giornalista. Dietro ogni notizia ci sono studio, verifiche e tanta responsabilità. La sua esperienza dimostra che con impegno e determinazione è possibile trasformare una passione nata da bambini in una vera professione.