Martedì ci siamo alzati, vestiti e preparati e siamo andati a scuola come gli altri giorni.
Ma non era un giorno come gli altri, già lo sapevamo, ed eravamo molto emozionati! Dovevamo infatti visitare il circolo canottieri Aniene per una lezione di canottaggio.
Non potevamo aspettarci però un giorno così speciale.
All'inizio ci siamo un po' stancati: abbiamo camminato molto prima di raggiungere la stazione Flaminia e prendere il treno che ci ha portato a destinazione. La stazione e il treno non ci sono piaciuti molto: è vero che erano tutti dipinti e colorati, ma a noi ci son sembrati più che altro molto sporchi.
Al circolo ci aspettava Brando, che era stato accompagnato lì dalla madre. Ci ha subito fatto vedere la palestra, molta bella e molto raffinata, e ci ha presentato Marco, il nostro simpaticissimo istruttore. Abbiamo ascoltato mentre ci spiegava le attività che avremmo fatto e le prime cose da sapere per andare sulla canoa.
Dopo le spiegazioni di Marco, ci hanno messo al lavoro col Remergometro, un macchinario che simula le remate. Il movimento era semplice, bastava stendere in avanti le braccia e poi tirarle indietro, ma non fatevi ingannare, è stata una vera faticaccia!
Brando segue con attenzione l'allenatore
Lavinia è molto soddisfatta
Arseny si diverte
Carolina sembra molto concentrata
Anche Greta è concentrata
Arianna ce la mette tutta
Giorgio è decisamente felice
Mattia si impegna
Cosa sta guardando Flavio?
"Mi sa che mi sto divertendo?"
Giulia è tutta zebrata
Flavia si riposa e aspetta...
L'esperienza in barca è stata ancora più divertente. Due ragazze molto simpatiche e gentili, Marta e Giorgia, ci hanno aiutato a imparare i movimenti.
All'inizio guardiamo tutti la barca un po' perplessi e incerti sul da farsi...
"Dobbiamo salire su questa cosa? Come si fa? Aiuto, finirò sicuro in acqua!"
Per fortuna c'è la prof che ci tranquillizza...
Le istruttrici poi ci aiutano a salire
Per ultima sale l'istruttrice...
E allora....
Che bello quando abbiamo preso velocità! Quanto eravamo contenti di aver superato la paura!
Scesi dalla barca, avendo fatto canottaggio, pensavamo che fosse finito il divertimento. Ma ci sbagliavano!
Non sapevamo infatti che canottaggio e canoa sono due cose diverse.
Nel canottaggio si usa un remo molto lungo e sono i rematori a decidere il ritmo con cui remare, anche se è importante che si muovano contemporaneamente.
Nella canoa, invece, i remi sono molti più corti, e oltre ai rematori e al timoniere, c'è anche un "tamburino" che, battendo su un tamburo, appunto, da il ritmo ai rematori.
La nostra canoa era vivacemente colorata, e aveva una forma particolare. Si chiamava, ci hanno detto, Dragone, o Dragon Boat, proprio perchè somigliava a un drago.
A noi italiani il drago fa un po' paura, è una creatura malefica, una minaccia e va ucciso, ma per i cinesi invece è benefica, è un simbolo di prosperità e di protezione, e anche di forza e vitalità. Infatti forza e vitalità, dinamismo ed energia sono necessarie nelle gare di Dragon Boat!
"La canoa era molto bella e mi sentivo un po' un vichingo"
Edoardo
"Remare a tempo di tamburo con l’aiuto del timoniere è stata un’esperienza bellissima... ci si coordina di piu’ aiutati dal suono del tamburo e si è molto motivati dal ritmo."
Giorgio
La storia delle dragonboat si riallaccia a miti e leggende incentrate sui draghi. Le gare di dragonboat caratterizzano l'omonima Festa delle barche drago o anche Festa di Duanwu, che ha luogo il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare cinese.
Secondo la leggenda più popolare, la festa delle barche drago ricorda il tentativo di salvare il poeta nazionale cinese Qu Yuan dall'annegamento nel 277 a.C.
Ancora oggi le gare di dragonboat vengono organizzate in tutto l'oriente il quinto giorno della quinta luna in onore del poeta. D'altra parte la Festa di Duanwu esisteva già prima che nascesse Qu Yuan: si tratta infatti della Festa dei Wuyue, un'antica tribù il cui totem era il drago.
Un'altra storia afferma che le barche con le teste di drago intagliate venissero utilizzate durante le inondazioni per placare i draghi dell'acqua. Nella provincia cinese dello Zhejiang l'origine delle gare viene fatta risalire al re di Yue, Gou Jian, che dopo una sconfitta militare addestrò le sue truppe nel'uso delle dragonboat e con il loro aiuto poté ricostituire lo stato di Chu.
Gli studiosi ritengono che l'origine della dragonboat vada ricercato nel sud della Cina, in particolare nella regione del Chang Jiang, verso il 500 a.C. ma sembra che gare organizzate di dragonboat si disputassero già molto prima; competizioni regolamentate si svolgevano in Cina già durante la dinastia Sui (581-618) e la dinastia Tang (618-907).
FONTE: Wikipedia
Stanchi dopo aver remato tanto, finalmente facciamo merenda, convinti che poi saremmo rientrati a scuola. Invece dietro l'angolo ci aspetta un'altra sorpresa...
Ci siamo spostati in un campetto da calcio dove abbiamo incontrato Giacomo Perini, un atleta paralimpico con una storia molto tragica ma anche molto bella, che ci ha commosso tutti.
Vedendolo, ci siamo subito chiesti com’era possibile che facesse sport con una gamba sola, e lui, con grande naturalezza ci ha raccontato che aveva avuto una brutta malattia a causa della quale ha dovuto amputare la sua gamba destra, nel 2014.
Giacomo era un bambino che amava molto lo sport, in particolare andare a cavallo. Era un campione di equitazione e aveva vinto tante medaglie.
Nonostante l'amputazione, non si è arreso, e, dopo un momento di crisi e di disperazione, un amico di famiglia ha riacceso in lui una speranza, dicendogli che avrebbe potuto praticare il canottaggio.
Giacomo ha scoperto che quello sport gli piaceva molto. Dopo grandi sforzi, sono cominciati ad arrivare grandi risultati. Quest’anno, a Parigi partecipato alle paralimpiadi arrivando terzo.
Oggi Giacomo è un campione europeo di canottaggio ed il suo è un grande esempio di come nella vita si possono superare le difficoltà: non è facile trovarsi a 18 anni senza una gamba, e avrebbe potuto scoraggiarsi e piangersi addosso… eppure lui ha trovato la forza ed il coraggio di continuare a sognare. Questo è un grande esempio per tutti noi: ci fa capire che l’adattamento ed il pensiero positivo sono il motore della vita.
Da questa giornata passata in barca abbiamo imparato che il canottaggio è uno sport che stimola chi lo pratica al superamento non solo dei propri limiti fisici ma anche e soprattutto mentali.
Terminata questa bella ed interessante mattinata, abbiamo ripreso la strada del ritorno.