Oggi giovedì 15 gennaio, all’incontro “In sicurezza … per la vita” con la Polizia. Un progetto promosso dal gruppo sportivo della Polizia Municipale di Napoli in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione e alla Legalità e con il comando della Polizia Municipale.
L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i ragazzi sulla sicurezza stradale e sull’importanza del rispetto delle norme come parte integrante dell’Educazione alla Cittadinanza.
Stamattina alle 9:00 siamo andati in una sala e con noi c’era la Polizia Municipale, ci hanno parlato di cosa si occupavano; vicino ai poliziotti c’era un’altra signora, anche se non capivo perché fosse lì visto che non faceva parte della Polizia. Lei si chiama Rosaria ed è la madre di Andrea Mellone, sembrava facesse quasi fatica a parlare mentre ci raccontava della storia e dell’incidente stradale di suo figlio. Ci ha detto che una sera del 2024 mentre Andrea guidava il suo motorino in via Dei Ciliegi ovvero la strada che unisce il quartiere Chiaiano alla via Toscanella, d’improvviso uscì una macchina a tutta velocità dal sottopassaggio, l’auto spinse Andrea contro un palo e nonostante fosse in sicurezza e avesse il casco riportò un emorragia interna al torace. Quando arrivò l’ambulanza purtroppo era in condizioni gravi e dopo poco la sua vita finì…
Sua madre dopo averci raccontato quello che era successo ci ha mostrato un video che hanno fatto gli amici di Andrea per lui. Sembrava un ragazzo solare, simpatico e genuino, aveva soltanto 17 anni e in quel momento nella sala ci siamo emozionati tutti. Il dolore che ha provato la sua famiglia si può solo immaginare e Rosaria ha avuto molto coraggio ad andare avanti e incoraggiare gli altri ragazzi di stare attenti in strada proprio perché possono esserci incidenti stradali mortali e questo significa un dolore immenso per altre famiglie.
Andrea da quella notte non ha più potuto essere felice, realizzare i suoi sogni, divertirsi e molto altro, ciò mi ha fatto riflettere sull’importanza della nostra vita e che dovremmo imparare ad essere più attenti, visto quanto ci voglia un attimo a perderla. Penso che l’esperienza di oggi sia stata una delle più coinvolgenti e con un significato bellissimo.
Ieri a scuola è venuta la Polizia Municipale e la mamma di Andrea Mellone, un ragazzo morto in un incidente stradale sul Viale dei Ciliegi. Non riesco ad immaginare la vita della mamma e del papà, e soprattutto della sorella dopo la sua scomparsa. Penso che quando muore un figlio muore una parte di te, devi avere una forza notevole per andare avanti e per alzarti dal letto; un po’ come se non fosse successo nulla, ma alla fine la sera quando vai a letto capisci che non si può evitare.
Ci sono due tipi di dolori, il dolore per andare avanti e prenderlo come punto di forza come ha fatto la mamma di Andrea, un modo quindi per ricominciare. Poi c’è un altro dolore, quello che ti mangia, ti fa diventare arrabbiata con il mondo quando non accetti che una persona se ne va troppo in fretta, quando non accetti che tuo figlio di 17 anni e mezzo è morto.
La mamma di Andrea ci ha mostrato un video dove suo figlio era felice e rideva, ora Andrea non sorride più, non si diverte più, puoi solo andare a trovarlo in un cimitero senza sorriso e senza la sua solarità. Mi sono emozionata perché la vita ti porta via troppo presto, ti può portare via un figlio e un fratello. É un dolore straziante.
Dopo ieri ho capito che la vita è breve e che il cuore può smettere di battere da un momento all’altro, è successo ad Andrea come a tanti altri ragazzi. Un ragazzo solare come noi che si divertiva con gli amici, usciva, andava a ballare, tutte cose che ora non può fare più.
Andrea non sarà mai più con noi, ma sicuramente tutti lo porteranno nel cuore.
Giovedì 15 gennaio, alle ore 9:00, siamo andati in sala conferenze e abbiamo incontrato la Polizia municipale. Appena arrivati ci siamo seduti e abbiamo aspettato che le altre classi si sedessero. Ci hanno spiegato le regole della strada, poi abbiamo parlato degli incidenti avvenuti a Napoli nel 2024 (e sono quasi 5000! ), tra i quali 26 sono stati mortali. Quando ho visto quel numero ho provato un sussulto,26 morti,26 vite spezzate e famiglie in lacrime. Procedendo con l’incontro è venuta a testimoniare la mamma di Andrea Mellone, il cui figlio ha subito un incidente stradale mortale avvenuto il primo febbraio del 2024. Quando Rosaria, la madre di Andrea, ci ha raccontato la storia del povero ragazzo, io mi sono commossa. Andrea era un ragazzo come noi, non gli piaceva la scuola, sognava di lavorare e amava uscire con gli amici. Io non posso capire il dolore di una madre che perde un figlio, ma posso comprendere il concetto di perdita. Penso che Rosaria sia una donna forte, spiegare un dolore così grande richiede un coraggio enorme.
Dopo tante lacrime, la Polizia ci ha fatto indossare degli occhiali che simulano lo stato di ubriachezza ed è stato stranissimo. Poi abbiamo fatto delle domande a Rosaria per conoscere meglio Andrea. Per finire abbiamo fatto una foto con le classi che insieme a noi hanno assistito all’incontro, e con i Poliziotti. L’incontro è finito alle ore 12:00 , è stato molto significativo per noi e ci rimarrà per sempre nel cuore.
La polizia municipale ha organizzato un incontro per invogliare i giovani ad essere più responsabili dei pericoli in strada, perché da pedoni saranno i prossimi guidatori. All’incontro c’è stato l’intervento di Rosaria, madre di una vittima di strada: Andrea Mellone che ha raccontato la storia del figlio per sensibilizzare i giovani verso una realtà sempre più pericolosa.
La polizia locale si è presentata al plesso Pavese per raccomandare la comunità scolastica di avere una guida sicura, mostrando vari video su guide spericolate e toccando il cuore di tutti i presenti.
Uno dei video più toccanti è stato quello di un ragazzo che è stato travolto da un camion ma per fortuna ne è uscito illeso…
La stessa sorte non è toccata ad Andrea Mellone, aveva solo diciassette anni e stava tornando da casa del padre nei pressi di Marano di Napoli.
I genitori erano separati e il ragazzo a bordo di uno scooter stava rientrando presso l’abitazione della madre situata al Vomero.
Si trovava in via Dei Ciliegi quando una macchina ad altissima velocità proveniente da un sottopassaggio lo sperona in un palo.
L’impatto gli ha provocato un’emorragia interna al torace, inutile la corsa in ospedale per Andrea l’impatto è stato fatale.
I colpevoli non sono stati mai ritrovati e ad oggi quella povera madre non conosce l’assassino del figlio, questo perché le telecamere di sorveglianza erano lontane dal luogo dei fatti.
Gli amici di Andrea hanno realizzato un video affinché potesse toccare la sensibilità degli assassini ma forse non hanno un cuore perché mai nessuno si è presentato come colpevole.
I presenti all’incontro non sono riusciti a trattenere le lacrime… si sono emozionati tutti e sicuramente porteranno Andrea nei loro cuori.
È stato un incontro formativo e riflessivo, è importante educare i giovani verso una guida sicura perché ogni giorno accadono tragedie che potrebbero essere evitate.
Anche la tragedia di Andrea poteva essere evitata, non solo hanno strappato la sua giovane vita ma hanno distrutto anche il cuore di Rosaria e di tutti i suoi parenti.
Il mio invito ai giovani è quello di essere sempre prudenti, indossare tutte le misure di sicurezza che il nostro Codice civile impone, rispettare i limiti di velocità e di non usare stupefacenti e sostanze alcoliche quando si è alla guida.
“MIGLIORANDO NOI STESSI, MIGLIORIAMO IL MONDO”
Giovedì 15 Gennaio, noi classi della Pavese, siamo andati in aula conferenza dalle ore 9 alle ore 12 per assistere al progetto “IN SICUREZZA PER LA VITA‘’.
Questo progetto è stato promosso dal gruppo sportivo della Polizia Municipale di Napoli, con il Patrocinio del Comune di Napoli in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione e alla Legalità e con il Comando della Polizia Municipale. L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare e responsabilizzare i ragazzi sulla sicurezza stradale e sull’importanza del rispetto delle regole come parte fondamentale dell’educazione alla cittadinanza.
Tre Agenti, Cinzia Nardi, Pasquale Fusco e Danilo Schiocca, hanno iniziato il loro progetto facendoci vedere un breve video che riassumeva i motivi per i quali loro si trovavano lì. Successivamente hanno spiegato a tutti noi ragazzi l’importanza della sicurezza e l’insieme di tutte le norme da rispettare quando si è per strada. L’argomento più trattato è stato quello riguardante i vari incidenti stradali. Infatti hanno raccontato alcuni degli incidenti più recenti accaduti nella nostra città, Napoli. Il tutto è stato ancora più forte quando hanno presentato i filmati ripresi dalle telecamere. E’ stato molto interessante ascoltare le loro parole, ma nello stesso tempo è stato anche importante e spero che tutti i presenti abbiano compreso l’importanza del prestare attenzione soprattutto per strada, perché basta un attimo di distrazione per ritrovarsi a combattere tra la vita e la morte. In merito a ciò la Polizia Locale ha fatto eseguire ad ognuno di noi un percorso con degli occhiali che indossandoli facevano vedere con occhi di chi beve o si droga.
Con loro c’era anche la Signora Rosaria, mamma di Andrea Mellone, un giovane ragazzo morto il primo Febbraio del 2024 all’età di diciassette anni e mezzo a causa di un incidente stradale. Era tarda serata quando lasciò la casa del padre Gennaro per tornare a casa sua dove viveva con la mamma e la sorella Sara che aveva appena quindici anni. Si trovava alla rotonda di Via dei Ciliegi. Guidava il suo scooter ed era in ottima sicurezza. Un’auto da un sottopassaggio arrivò con grande velocità spionandolo ad un palo. Nonostante sono passati due anni, non si sa ancora chi ci fosse all’interno di quella macchina. Ormai era troppo tardi quando lo portarono in ospedale, aveva un’emorragia tra lo stomaco ed il torace. Era amato dalla famiglia e da tutti gli amici, che gli erano molto legati. Le parole della madre nel raccontare la perdita del figlio sono state molto toccanti. Molti ragazzi, tra cui io, si sono commossi. Mi sembra davvero ingiusto il fatto che Andrea non possa continuare più a sorridere, a divertirsi e a trascorrere momenti felici e che la sua vita è stata portata via da uno stupido incidente stradale e con la sua anche una parte di quella di tutti coloro che lo conoscevano e gli volevano bene. Non posso neanche immaginare lontanamente la forza che hanno avuto i genitori e la sorella nell’affrontare il grande cambiamento avvenuto nella loro vita e credo che ancora oggi per loro sia difficile continuare a vivere avendo perso prematuramente un figlio ed un fratello, non arrendendosi mai e lottando per tanti giovani ragazzi affinchè abbino cura della loro preziosa vita. E’ bastato un attimo per ritrovarmi accanto alla Signora Rosaria e istintivamente l’ho abbracciata con affetto. Non dimenticherò mai le sue parole, ma in particolare i suoi occhi ricchi di lacrime nel raccontare la vita spezzata del figlio che non potrà mai più abbracciare e rivedere se non in foto e filmati.
E’ stata una bellissima giornata e spero che organizzino più spesso questi progetti aula conferenza.
I ragazzi, soprattutto durante l’adolescenza, vivono le emozioni in modo molto intenso. Per questo hanno bisogno di una vera e propria educazione emotiva. Purtroppo, molti giovani arrivano a stare molto male, e in alcuni casi tentano persino il suicidio, a causa del bullismo e della mancanza di strumenti per gestire emozioni negative come la rabbia, la tristezza o la paura.
Secondo me, nelle scuole dovrebbe essere insegnato come riconoscere e gestire le emozioni. Andrebbe spiegato come affrontare la rabbia, la felicità, la tristezza e tutte le altre emozioni, perché per gli adolescenti non è facile controllarle. La crescita è già di per sé una fase complicata, e lo diventa ancora di più quando le emozioni forti vengono provocate dagli altri, ad esempio attraverso insulti o episodi di bullismo.
Le scuole dovrebbero dedicare almeno un’ora alla settimana all’educazione emotiva, insegnando come restare calmi e razionali nei momenti di panico, ansia o depressione.
Quindi, è importante imparare a gestire le emozioni?
La risposta è sì. Saper gestire le proprie emozioni può determinare la persona che sarai in futuro. Se impari a farlo, sarai più forte di fronte alle difficoltà e nessuno potrà distruggerti facilmente. Al contrario, se non sviluppi questa capacità, il mondo potrebbe sopraffarti e giocarti brutti scherzi psicologici che non riuscirai a sopportare.
A.M.I. 3C