RIFLESSIONI E POESIE
Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola". Con queste parole Giovanni Falcone ci insegna che bisogna avere il coraggio di ribellarsi e di reagire di fronte alle ingiustizie per non pentirsene tutta la vita. E' per questo che noi giovani dobbiamo impegnarci e urlare a gran voce che la legalità è ciò che ci permetterà di camminare orgogliosi e fieri di noi stessi.
Asia Mangiola, Classe 2A
Noi tutti abbiamo piena coscienza di quello che facciamo e cosa rischiano ma lo facciamo per il bene dello stato.
Io ammiro e prendo come esempio Giovanni falcone che nonostante sapesse come sarebbe andata a finire la sua missione non ha mai perso il coraggio e la sua tenacia che lo ha sempre contraddistinto e ha continuato a servire lo stato dando la sua vita.
Sicoli Domenico, Classe 2A
Gianluca Frazzetta, Classe 1A
Oggi siamo tutti qui uniti per riflettere insieme sulla figura di Giovanni Falcone e sui valori che rappresenta e anche noi, ragazzi della 3^ A, vogliamo analizzare un pensiero espresso dal magistrato che ci è rimasto fortemente impresso nella mente e nel cuore.
Per chi è giovane e spensierato forse può apparire difficile trattare e comprendere tematiche simili, ma tutti noi dobbiamo capire che il Bene non può e non deve essere prevaricato dal Male.
Il contrasto ai mafiosi, prepotenti e feroci, convinti di essere superiori a tutti e disposti a tutto, lo possiamo fare nella nostra quotidianità attraverso comportamenti onesti, dettati dalla forza di quel bene che porta il nome di “legalità”, senza compromessi alcuni e con tanta tenacia.
Come affermato durante un’intervista a Rai 3 nel 1991 saremo noi, gli adulti di domani, le nuove generazioni a sconfiggere questo fenomeno e lo faremo in massa perché, come disse Giovanni Falcone:
“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”
ENZA FOTI e ILARIA SPINELLA, Classe 3 A
Falcone e Borsellino sapevano fin dall'inizio quale sarebbe stato il loro sfavorevole destino. Lo dissero più volte, si convinsero di essere "morti che camminano".
Eppure, nonostante questo, non abbassarono mai il capo di fronte alle minacce di Cosa Nostra, non soffocarono mai le loro parole per paura di attentati alla loro vita, anzi alzarono sempre di più la loro voce accusando e denunciando l'illegalità del sistema mafioso.
Cercarono di smuovere le coscienze dei cittadini, li invitarono a non nascondersi per timore delle minacce.
"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene." Queste le parole di Paolo Borsellino, perché è dell'omertà e dell'indifferenza che la mafia si nutre.
La mafia, in parte, è colpa nostra.
Siamo noi che taciamo e copriamo con un velo gli episodi disonesti che ci accadono intorno. O più semplicemente, voltiamo lo sguardo. È la nostra indifferenza, la forza della mafia.
Ed oggi, in presenza di tutta la scuola, accogliamo con convinzione l’albero di Falcone che diviene per noi presenza tangibile dei suoi ideali e simbolo di Legalità, Giustizia
Roberto Secondini e Martina Pangallo Classe 3 B
Noi ragazzi della 3^ A vogliamo ricordare Giovanni Falcone e il suo impegno alla lotta alla mafia attraverso i versi di Per Giovanni Falcone, la poesia scritta da Alda Merini in onore del magistrato palermitano e alla lotta alla mafia.
Nella strage di Capaci furono uccisi il magistrato antimafia insieme ad altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Una celebre poesia, scritta dalla poetessa Alda Merini, rende omaggio a questi eroi italiani. Possiamo affermare che si tratta di un atto di denuncia in versi.
Infatti, qualche tempo dopo i tragici avvenimenti di Capaci, sull’onda della rabbia e dell’indignazione popolare per l’assassinio di Falcone, la poetessa milanese Alda Merini scrisse la poesia “Per Giovanni Falcone”, un omaggio al coraggio di chi aveva combattuto contro quel cavallo nero chiamato “mafia”. Ma anche un atto di denuncia nei confronti di chi non ha mai preso le distanza della mafia e che ora sorregge il corpo morto di Falcone.
“Per Giovanni Falcone” di Alda Merini
La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.
La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.
Introduzione alla poesia Simone Zema Classe 3 A
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