In Italia circa un bambino su 3, tra i 6 e i 10 anni, usa lo smartphone tutti i giorni, una tendenza in aumento negli ultimi anni. Il 62,3% dei preadolescenti (11-13 anni), ha almeno un account social. E questo nonostante la legge (il GDPR) preveda che siano necessari 14 anni (13 anni con l’autorizzazione dei genitori) per fornire il consenso al trattamento dei propri dati online necessari ad aprire un account.
Inoltre, i sempre più frequenti episodi di cronaca, che coinvolgono adolescenti e giovani in casi di cyberbullismo, hate speech, condivisione di immagini intime senza consenso e altre forme di violenza, rendono ancora più evidente la necessità di promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete.
Video -La recita con un fine-
Evento in diretta streaming disponibile dalle ore 10:30
Il 30 novembre 2023 la Scuola Secondaria di I grado “Don Gnocchi” dell’ICLavagna (Ge) ha ospitato la Compagnia napoletana “Il teatro a scuola” con lo spettacolo “In catene”, per la regia di Ivan Scherillo che ne è anche interprete insieme ad altri tre attori o EducAttori, come si definiscono.
Dopo una breve presentazione e introduzione alle classi da parte del regista, è iniziato lo spettacolo che porta in scena il tema del bullismo, ispirandosi a storie vere, toccando in modo profondo la tematica, ma lasciando spazio all’ironia e al suo potere.
Lo spettacolo è costituito da quattro quadri scenici che rappresentano storie differenti, legate da un filo unico: la storia di Marco, bullizzato per il suo peso, quella di Simone per le sue difficoltà motorie ad una gamba e di Arianna vittima di cyberbullismo, che non avrà un lieto fine, e in conclusione quella del bullo che, “dopo aver messo in catene gli altri”, sarà l’unico a rimanerne prigioniero per sempre. Tutto si consuma a colpi di un ring in una scenografia essenziale, fredda come le catene in scena e quelle che imprigionano i protagonisti.
Lo spettacolo è stato molto interessante, perché ha fatto capire che in fondo il bullo è una persona sola e fragile, in quanto non ha amici e quelli che lo seguono lo fanno perché si divertono con le sue stupide battute o perché ne hanno paura. In verità anche senza agire ne sono complici, pronti però a sparire quando supera il limite, arrivando a commettere un atto grave.
Lo spettacolo vuol dare un importante messaggio: le catene si possono spezzare, riuscendo a reagire con l’autoironia, cioè quella capacità di non prendersi troppo sul serio, facendosi scivolar di dosso tutte le cattiverie e le offese subite. Ciò che dice un bullo può far ridere, ma quelle parole per la vittima sono pietre che feriscono, provocano sofferenza, isolamento e talvolta portano a gesti estremi. Forse basterebbe ricordarsi questo semplice modo di dire - Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te -
Classe 1A “Don Gnocchi”
Giovedì 30 novembre 2023 le classi quinte Primaria, prime e seconde Secondaria, in Aula Magna "Don Gnocchi", hanno assistito allo spettacolo teatrale su bullismo e cyberbullismo "In catene", a cui è seguito un dibattito molto partecipato con gli attori.
Uno spettacolo coinvolgente che dalle risate iniziali ha condotto gli spettatori a riflessioni profonde sul bullismo nel mondo reale e nel web, sulla sofferenza di bulli e bullizzati, sulla corresponsabilità di chi osserva, convinto di non essere parte in causa.
L'autoironia e il dialogo con le persone di cui ci fidiamo ci aiutano a non essere "vittime", senza tralasciare che anche il bullo o la bulla sta chiedendo aiuto.
Attività per promuovere il rispetto e le relazioni online
la piattaforma del programma europeo per la lotta alla violenza informatica di genere:
attraverso la piattaforma tracedplarform.it
è possibile ricevere supporto su come gestire gli episodi di cyberviolenza di genere.