Disegno a cura di Camilla Chech, III I
Avete mai sentito, tra le numerose canzoni che vanno in tendenza su Tik Tok, qualcuna che dice “If I could be anybody dead or alive, I would wanna be my dad in 1985” o “Welcome to the Internet! Have a look around…”? Vi siete mai domandati perchè qualcuno ha deciso di scrivere questi brani? Beh, in realtà derivano tutti da un unico film. “Inside” è un musical drammatico pubblicato nel 2021 su Netflix, opera del famoso pluripremiato comico Robert “Bo” Burnham”. Anche dopo aver giurato che non sarebbe più tornato in scena dopo diversi problemi di ansia da palcoscenico, ha pubblicato alcuni spezzoni di canzoni o battute scritte durante il periodo del Covid. In effetti, l’intero film è ambientato durante questo particolare momento della storia che tutti noi ricorderemo per sempre, ma perché parlarne ancora oggi? La trama che ci si presenta all'inizio è semplice. Bo (Robert), un ex comico ormai diventato un uomo maturo, si pone un grande obiettivo: aiutare le persone ad affrontare l'estrema solitudine durante la pandemia attraverso il suo senso dell'umorismo. Allora decide di riprendersi durante le sue giornate mentre trasforma i suoi pensieri in canzoni o spezzoni comici criticando la società o se stesso. Riesce così a farci esplorare i suoi ricordi di cui si vergogna, momenti importanti della sua vita e, pian piano, entrare anche nei pensieri più intimi. Almeno questo è quello che si pensa fino alla conclusione. Guardando l'ultima scena, probabilmente, ci siamo sentiti tutti un po’ confusi: lui, dopo esser uscito di casa, rimane chiuso fuori. Improvvisamente una luce viene puntata su di lui e si iniziano ad udire delle risate fuori campo. Solo dopo scopriamo che si tratta di una proiezione che lui stesso sta guardando dentro casa sua. Quindi cosa succede precisamente? Non dovrebbe essere una cosa positiva sentirsi finalmente liberi dopo essere stati intrappolati per mesi? Proprio per questo ho deciso di parlare di questo breve ma profondo film.
Osservando i più piccoli dettagli come la stanza che diventa sempre più disordinata, l’aspetto di Bo che diventa sempre più trascurato e le canzoni che diventano sempre più depressive o critiche verso se stesso, possiamo capire la vera grande allegoria su cui è basato “Inside”. La piccola casa è, in verità, la mente del comico. Bo Burnham è un uomo che, a soli 20 anni, ha iniziato a soffrire di ansia sociale e attacchi di panico e ora lo stiamo solo vedendo cadere lentamente in depressione. Il film è infatti una perfetta rappresentazione di una malattia che molte persone tendono a ignorare. Si chiama “Disturbo evitante della personalità” ed è caratterizzata da fobia sociale, un’estrema sensibilità verso i giudizi altrui e una tendenza ad evitare interazioni sociali per paura di essere ridicolizzati. Ci si sente a proprio agio solo con le abitudini, c’è una mancanza totale di interazione o fiducia con persone che non siano parenti stretti, una tendenza a screditare se stessi e ad avere un rendimento inferiore alle proprie capacità con diverse difficoltà a concentrarsi sulle varie attività. Le cause non sono ancora state definite ma derivano soprattutto dal rifiuto dei propri genitori e dei coetanei o solo da alcuni difetti fisici non accettati. Questo disturbo è la prova che chiudersi in se stessi non è sempre una valida soluzione. Credetemi, anche io amo rimanere sola e perdermi nei miei pensieri, ma comprendo che non devo esagerare, così come ormai capita a molti di noi! Noi siamo una generazione definita “sola” per colpa dell’abbandono da parte dei genitori per il lavoro o i diversi impegni, tendiamo a chiuderci e non cerchiamo qualcuno con cui parlare perché ormai abbiamo come sostituti i telefoni, i computer o altre varie distrazioni. “Inside” è la perfetta rappresentazione della degenerazione di una mente che tende a riflettere troppo distraendosi dal mondo reale. Quindi cosa significa il finale? Possiamo così comprendere che Bo sta “immaginando” cosa potrebbe succedere se uscisse da se stesso: obbligato a mettersi in mostra mentre tutti lo deridono per ciò che è,mentre lui cerca disperatamente di rientrare dentro e nascondersi. Di nuovo. Il vero messaggio infatti è quello di esprimere se stessi e non ridursi alle illusioni della propria mente perché ci si potrebbe trovare in difficoltà nel momento in cui volessimo uscirne. Così voglio concludere questo articolo con una piccola citazione per farvi riflettere su come imparare a convivere con gli altri sia importante, mentre spesso la nostra mente ci inganna facendoci credere che noi stiamo bene così, quando invece non si è mai stati peggio.“Well,well, look who’s inside again. Went out to look for a reason to hide again.” - Bo Burnham, INSIDE.
Isabella Gigliarelli, I D