Disegno a cura di Martina Monni, II M
Il 22 Febbraio 2024 in Italia è uscito nelle sale un film che molti appassionati di musica (me compreso) aspettavano. Si tratta del film biografico Bob Marley - One Love, basato su parte della vita dell'artista. Il film affronta infatti solo un breve, anche se importante, periodo della vita del cantante. Questa scelta è stata criticata molto dal pubblico, che si aspettava una biografia completa. Nel tentativo di colmare questo vuoto, vi racconterò la storia di un artista che ha rivoluzionato una generazione e che continua a parlare alle nuove generazioni con la sua musica. Robert Nesta Marley nasce nel villaggio di Rhoden Hall, a nord della Giamaica, da una relazione scandalosa tra una giovane Giamaicana di 18 anni e un Giamaicano bianco di 60 anni e con origini inglesi. Il padre di Bob era un ex colonnello dell'esercito inglese in pensione, si vedevano raramente, finché un giorno, quando Bob aveva cinque anni, il padre lo abbandonò definitivamente a Kingston, dove un anno dopo venne ritrovato dalla madre. Bob Marley vive un'infanzia difficile e traumatica segnata dall'assenza del padre e dal rapporto con la madre spesso assente. In gioventù fu vittima di pregiudizi a causa della sua origine razziale mista. In merito a questo in un’intervista disse: «io non parteggio per nessuno, né per l'uomo bianco né per l'uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, Colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dal nero che dal bianco». A 12 anni si trasferì a Kingston, capitale della Giamaica, in un sobborgo di nome Trenchtown, una delle zone più dure della capitale. Anche la madre lo abbandonò presto andando a vivere negli USA, tanto che Bob imparò a sopravvivere nella miseria, spesso senza niente da mangiare. Conobbe Vincent Ford, un uomo che aveva un chiosco in cui cucinava e spesso gli dava da mangiare. Un giorno, mentre si stava esercitando a suonare la chitarra al chiosco, la Polizia arrestò il figlio di una donna che abitava in quella zona, la quale cominciò a piangere, dando l’ispirazione per la canzone No Woman No Cry. A 15 anni abbandonò la scuola per fare il saldatore e, sempre in quel periodo, incontrò Neville O’Riley Livingston, detto Bunny, e Peter Tosh, importanti nella sua futura carriera. Il 6 agosto del 1962 la Giamaica ottenne l'indipendenza e diede inizio alla nascita di nuovi generi e stili musicali. Dall'unione della musica giamaicana, il blues, il rock e il soul nacque lo Ska, base su cui si svilupperà poi il reggae. A 16 anni Bob fece uscire il suo primo singolo Judge Not, attirando poca attenzione. Tre anni dopo, insieme a Bunny, Peter Tosh e altri, formerà il gruppo The Wailers, ovvero “i piagnoni” e infine nel 1974, dopo che Peter Tosh e Bunny lasciarono la band, il nome divenne definitivamente Bob Marley and the Wailers. I Wailers, grazie a singoli come Simmer Down, arrivarono in testa alle classifiche giamaicane. Simmer Down è rivolto ai “rude boys” dei gruppi di giovani vestiti come cantanti soul, che vivono nelle strade tra i crimini. Il messaggio di Simmer Down è un invito a calmarsi e smettere di fare i teppisti. Bob e i Wailers erano ormai famosi ma, trattandosi di un mercato ristretto e in mano a produttori senza scrupoli, non guadagnavano molto. Bob iniziò così a sognare di fondare una sua casa discografica. La canzone Night Shift riflette la sua esperienza di quando di notte lavorava alla Chrysler negli USA per guadagnare i soldi per la casa discografica. In quel periodo assistette a diverse manifestazioni di protesta dei neri per ottenere diritti civili in America. Riuscì finalmente a fondare la sua casa discografica, ma la sua musica rimaneva confinata ancora in Giamaica. Intanto nelle zone più povere di Kingston si diffondeva il movimento rastafari. I rasta erano emarginati dalla società e di conseguenza gravitavano nei ghetti come Trenchtown. Bob sposerà in pieno la spiritualità dei rasta, convertendosi quindi al rastafarianesimo che lo ricongiunge alla sua terra e alla memoria degli schiavi. Nel 1973, in un momento di difficoltà a Londra, pensò di lasciare la musica, finché non incontrò Chris Blackwell, un produttore musicale giamaicano di origini inglesi; questo incontro fu la svolta della sua carriera. Discussero su cosa fare e Blackwell gli disse di andare in Giamaica ed incidere un disco. Catch a Fire era diverso da quello che si ascoltava di solito. Blackwell creò un personaggio con Bob Marley e la sua musica iniziò improvvisamente ad essere ascoltata in tutto il mondo. Da questo momento iniziarono ad essere organizzati innumerevoli concerti e il suo lavoro, che diventò per lui una missione per conto di Dio, lo portò ad esibirsi sui palchi più importanti del mondo. Nei suoi anni di successo accanto a Bob sul palco c'era sua moglie Rita, ma non è nascosto il fatto che egli abbia avuto molte relazioni fuori dal matrimonio. Ha avuto otto donne, tra cui Miss Mondo 1976, da cui nasceranno tredici figli. Si calcola che nei suoi anni d'oro ci fossero sulle 4 mila persone che vivevano grazie a lui: Bob Marley aiutava e sfamava tutti i giamaicani che glielo chiedevano. Il successo di Bob Marley arrivò anche in Italia: il 27 Giugno 1980 si esibì allo stadio San Siro davanti a 100 mila spettatori e sarà il suo concerto più grande all'apice del successo; sarà anche uno dei concerti del suo ultimo tour. Dopo un incidente al piede subito in una delle sue numerose partite di calcetto, Bob venne portato in ospedale e scoprì di essere affetto da un melanoma incurabile al piede destro. Morì l’11 maggio 1981 e prima di morire parlò ai suoi figli; a Ziggy Marley disse le sue ultime parole: «Money can’t buy life». Fu sepolto in una cappella vicino alla sua casa a Rhoden Hall insieme alla sua Gibson Les Paul Special, il suo pallone, una pianta di marijuana, un anello regalato dal principe etiope Asfa Wossen e una Bibbia.
Amanti Leonardo Tupac, V H