Disegno a cura di Theodore Lare Lantone, V B
Challengers, il nuovo film di Luca Guadagnino, è veramente interessante. Due ragazzi, Patrick e Art, amici da una vita, gareggiano a livello alto nel tennis giovanile; un giorno, durante le finali juniores degli us open, incontrano una ragazza, Tashi, anche lei giovane promessa, che piano piano andrà a deformare e allo stesso tempo a scavare dentro quel perfetto meccanismo che si era creato tra i due amici. Come detto in precedenza, il film mi ha colpito molto, poiché va a parlare di tennis e relazioni d'amicizia e amorose e lo fa in maniera poco convenzionale, soprattutto con un ritmo altissimo grazie ai vari piani narrativi. Il regista, infatti, basa la pellicola su una partita di tennis; all'inizio tu non sai niente riguardo i due giocatori e gli spettatori, ma piano piano il film ti offre le informazioni necessarie per completare un puzzle che ti porterà, alla fine, a comprendere l'importanza e la storia che c'è dietro quella partita. Mentre la partita continua ad accompagnarci, Guadagnino ripercorre tutti gli eventi chiave del trio, da quando si sono conosciuti, e i parallelismi che si creano sono sorprendenti: per esempio il fatto che quando uno dei due ragazzi “batte l'altro” nell'accaparrarsi l'amore di Tashi, anche nella partita sarà lui a guadagnare un vantaggio sull'avversario. Zendaya interpreta in maniera ottima un personaggio complesso, ma vero, che ha un’evoluzione incredibile durante tutto il film, un personaggio talentuoso, attraente ma allo stesso tempo sfortunato e sadico. Non posso non parlare anche dell'interpretazione di Josh O'Connor, che, nei panni di Patrick (probabilmente il mio personaggio preferito del film), interpreta in maniera impeccabile un protagonista impulsivo, imprevedibile e diretto, completamente opposto a quello interpretato da Mike Faist. Se devo trovare una pecca a questo film, citerei forse gli scambi della partita in cui la pallina è stata ricreata con la CGI, dove purtroppo la finzione della pallina si nota; e le troppo lunghe sequenze finali, che personalmente sembrano un po’ tirate, ma che allo stesso tempo servono a supportare e aumentare quel clima di tensione che si è andato a creare per il risultato della partita. Oltre agli elogi ho letto e sentito critiche riguardo il film, come per esempio il fatto che non parli di tennis, o che comunque non ci siano delle belle sequenze tennistiche; ma io invece, da amante degli sport in generale e anche estimatore del tennis in particolare, ho gradito le ambientazioni e anche le sequenze di sport che sono comunque molto belle ed emozionanti, a mio modo di vedere. Quindi, anche se non so per quanto tempo resterà al cinema, vi consiglio vivamente di vedere Challengers, un film che spicca per scrittura generale, ma anche per i particolari, e che mi ha fatto appassionare alla storia in maniera intelligente per tutta la sua durata.
Francesco Griselli, IV A