Disegno a cura di Letizia Innocentini, IV D
“Dove accidenti mi è finita l’ispirazione? Devo scrivere solo un articolo, per giunta su un tema facile come il nuovo inizio del Saggia; mi spiegate dov’è la difficoltà?”. Questo ho pensato per due settimane, desiderando di fracassarmi la testa contro un muro. Poi ho capito: non c’è alcun inizio di cui scrivere.
Proprio così, stavo tentando di scrivere del nulla, esattamente come fa una abbondante metà dell’editoria mondiale. Non ci casco, non mi avrete – non si può parlare di inizio, perché il Saggia non ha mai smesso di esserci. Quest’estate, sì, con ritmi più rilassati, ma il 17 luglio eravamo a cena in centro, e tra la fine di agosto e l’inizio di settembre giravamo un piccolo video per la scuola (a quanto sappiamo, rimasto nel dimenticatoio). Prima dell’inizio del progetto, partito a metà novembre, abbiamo girato tre interviste dal vivo, una delle quali potete già vedere nel nostro profilo Instagram, fatto diversi incontri dal vivo e aspettato trepidanti il via libera della scuola ai blocchi di partenza. Siamo molto più di un progetto scolastico. C’è vita, Huston, nel Saggiatore. E la vita non si arresta per poi ripartire da capo, continua.
Se leggete questo articolo e non mi credete, vi lascio alcune parole tratte dal video di settembre: “Ho trovato un posto dove condividere con gli altri la mia arte, il mio modo di pensare”, “Il Saggiatore è stato quella boccata d’aria che mi serviva quando sono finita in quarantena per il Covid”, “Ho trovato persone con cui condividere le mie passioni, e che mi hanno aiutato a farle emergere”, “Mi ha lasciato un grande senso di comunità”, “Durante le videochiamate ho incontrato gente fantastica e ho sentito discorsi che nella vita di tutti i giorni non riesci a sentire”, “La cosa più bella del Saggiatore è proprio questa, lavorare insieme, nella consapevolezza di star facendo qualcosa di bello”.
Conviene che ve lo dica: siete ancora in tempo per entrare; perché quest’anno, come i prossimi, il Saggiatore cambierà, crescerà, vivrà. E noi con lui. Parola di direttore.
Emil Negri, IV D