Questa foto, scattata durante la prima quarantena, doveva rappresentare il vuoto che la distanza dalle altre persone e dalla vita sociale stava lasciando.
La foto è molto buia, il soggetto non è messo a fuoco, l’unico colore che si distingue è quello della pelle e l’unica fonte di luce viene indebolita dalla chiusura del diaframma.
Il soggetto è stato fotografato mentre saltava per dare la sensazione di un qualcosa di sospeso, per fare ciò ho abbassato i tempi di scatto a circa 2000/2500; anche loro hanno collaborato nel rendere la foto più buia.
Gabriele Bifolchi, II H