Disegno a cura di Camille Sasso
Ci siamo quasi, ci siamo quasi; eccoci ormai in dirittura d’arrivo verso la fine della scuola. Penso che sia opinione abbastanza comune il fatto che questi ultimi mesi siano stati più che infernali… Da quanto ho capito parlando con amici e compagni, ci siamo ritrovati a marzo, a scuola in presenza, tutti con gli stessi problemi, ovvero: “non ho abbastanza voti…”; “settimana prossima facciamo il compito”; “per lunedì voglio infiniti volontari”, eccetera eccetera… Tutto questo perché magari nei mesi di DAD non si è pensato a portarsi avanti con le valutazioni… E parlo anche per noi studenti eh, sicuramente avremmo potuto e dovuto organizzarci meglio e in modo più efficace, ma non avremmo dovuto farlo solo noi. Se dovessi riassumere questo periodo con una parola, la parola sarebbe resistenza; resistenza perché non vado a scuola contento e tranquillo, ma con l’ansia delle molteplici consegne su Classroom e delle continue verifiche orali e scritte. C’è qualcosa che non va… C’è qualquadra che non cosa… Non dico che andare a scuola debba essere la cosa più divertente del mondo (anche se sarebbe il triplo più produttivo ed efficace), ma dico che andare a scuola con l’obiettivo di sopravvivere non è una grande prospettiva. Cosa mi rimane di ciò che studio se lo studio per prendere quel voto e scordarmi tutto dopo mezza giornata? Siamo tutti stressati, tra chi prima era in un modo e adesso è tutto il contrario, tra chi proprio non mostra interesse e chi ci prova con tutto sé stesso. Personalmente sto provando a resistere e a concludere nel migliore dei modi l’anno… Ma una volta che tutti saremo più tranquilli e liberi da pensieri e preoccupazioni, dobbiamo ragionare sul perché tutto questo stia succedendo, così da capire dove abbiamo sbagliato e come rimediare, provando a non ripetere gli stessi errori nei prossimi anni…
Filipo Anglano, III D