Disegno a cura di Arta Turkeshi, II G
Eppure la sentii,
in una gelida notte d’inverno,
in una Stanza le cui serrande erano rinfrescate dalla bianca luce.
si aprirono e La vidi, ferma, immobile.
alzò gli occhi smarriti e La riconobbi,
dove sei stata?
Le chiesi.
con trepido tono rispose
dove Tu mi hai lasciata.
mi vide, accecata dal suo riflesso,
la vidi, offuscata dal mio,
e in quello sguardo gli occhi sembrarono fondersi.
sole e luna si allinearono mentre la Stanza precipitava tra due universi paralleli:
passato e presente.
visione psichedelica di due corpi che danzano sugli stessi passi,
di poli opposti che si attraggono.
Fine.
la Stanza toccò il fondo.
le serrande si aprirono,
punto d’incontro di due universi paralleli:
un Corpo.
Arta Turkeshi, II G