Disegno a cura di Gabriella Ticona, V M
Ogni 27 Gennaio, a partire dal 2005, viene celebrata la Giornata della Memoria, durante la quale vengono ricordate le migliaia di innocenti che morirono nei campi di concentramento.
Questa data ha un’importanza enorme: mantenere viva la memoria delle generazioni future.
Come ha ribadito per trent'anni Liliana Segre ai ragazzi: “la memoria rende liberi”, ossia è importante studiare la Storia, oltre che per evitare che altri terribili errori si ripetano, anche perché la conoscenza ci permette di non chiudere gli occhi di fronte a verità magari terribili, amare o scomode, solo perchè non ci riguardano direttamente, voltando così le spalle anche a coloro che abbiamo intorno.
A suo modo, il cinema ha contribuito a mantenere vivo il ricordo, fornendo nel corso degli anni una rappresentazione che tenta di dare un’immagine dell’orrore della Seconda Guerra Mondiale, producendo film di una bellezza straordinaria.
Schindler's list
Uno dei più grandi capolavori di Steven Spielberg; sebbene sia stato presentato nelle sale dei cinema nel 1993, la pellicola è in bianco e nero. Vincitore di ben 7 statuette, il film tratta della vera storia di Oskar Schindler, l'industriale tedesco che mette a repentaglio la propria vita per salvare migliaia di Ebrei da un tragico destino. Per fare ciò stila una lista, un elenco di nomi, quasi mille Ebrei, da cui poi sono nate migliaia di generazioni: la lista è vita.
Train de vie
Regia di Radu Mihăileanu, diretto nel 1998, mostra un evento storico in maniera del tutto irreale.
Tutto ha inizio con le grida di un pazzo, Shlomo, che avvisa i compaesani di un piccolo villaggio ebraico dell’occupazione tedesca. Anche in mezzo alla tragedia, la creatività rimane la cosa più utile a cui ci si possa affidare: i paesani decidono di allestire un teatro, che ha per scenografia un treno in acciaio; ogni componente della comunità avrà un ruolo, chi come deportato e chi come guardia tedesca. Niente è sicuro, non esiste la certezza che il piano funzioni come previsto, ma nessuno esita a partecipare a questo viaggio, tutti salgono a bordo del treno della vita.
Il pianista
Regia di Roman Polanski, diretto nel 2002, vincitore di ben tre premi Oscar.
Polonia,1937: il suono dolce delle note di un piano viene interrotto bruscamente dall’opaco rumore dei primi bombardamenti. Le notizie della Radio sono molto chiare: Varsavia è stata occupata dai Tedeschi. Così viene presentata la vera storia di Władysław Szpilman, un compositore ebreo, che il 3 settembre 1937 ha di fronte una nuova realtà composta da fughe e nascondigli, dalla paura di essere scoperto unita alla voglia di sopravvivere.
Suite francese
Regia di John Saul Dibb, diretto nel 2014, tratto dal romanzo di Irène Némirovsky, scritto qualche mese prima della sua deportazione ad Auschwitz e che fu pubblicato solo nel 2004, a sessant'anni di distanza dalla sua stesura. La Némirovsky per la realizzazione dell’opera prende ispirazione dal momento storico in cui si trovava allora: la tranquillità di un piccolo paesino francese viene stravolta dall’occupazione dei nazisti; in particolare, a cambiare è la vita di Lucile Angellier nell’incontrare l’affascinante Bruno, un tenente tedesco che rivela un lato di sé che la divisa non può certo mostrare.
Bastardi senza gloria
Straordinaria regia di Quentin Tarantino, diretto nel 2009, è un film ucronico, ossia ambientato in un’epoca storica, ma i fatti raccontati sono frutto di pura fantasia: nel 1941 un tenente americano forma una squadra di 10 soldati, chiamati “i bastardi”. La loro missione? Combattere il terrore nazista, uccidendo qualunque soldato tedesco incontrino.
Storia di una ladra di libri
Regia di Brian Percival, diretto nel 2015, tratto dal romanzo “La bambina che salvava i libri”.
Una bambina di nove anni, dopo aver perso la madre e il fratellino, viene adottata da una coppia, Hans e Rosa, ormai in là con gli anni, per avere un figlio; Hans è un onesto cittadino che, pur di non iscriversi al partito nazista, rimane senza lavoro e Rosa una donna all’apparenza scorbutica, ma dal cuore d’oro. La bambina, anche se inizialmente ha difficoltà ad ambientarsi, trova conforto nelle parole, non dette, ma scritte, che però appartengono a libri non di sua proprietà.
Caterina Leonardi, III A