prof.ssa Raffaella Grisotto
segretario: Lorenzo Iacomuzio
autori del logo: Alessandro Borghesi, Lorenzo Iacomuzio, David Lefter
UNO SPAZIO INTERMINATO
Quest'estate la notte di San Lorenzo ero al mare, in un campeggio della Sardegna. C'erano molte ragazze della mia età, si era formato un gruppo, il nostro campeggio era molto vicino al mare. Siamo andati a guardare le stelle e mentre guardavo le stelle ho notato che più guardavo più il cielo sembrava lontano e infinito.
Juny Bersanetti
UNA QUIETE PROFONDISSIMA
Quest’estate, il 21 luglio, mia sorella è partita per le vacanze con una sua amica. Ero contentissimo! Perché io e mia sorella litighiamo sempre per ogni cosa, anche solo quando ci guardiamo per due secondi. A volte mi sfida e fa una faccia come per dire: “Cosa vuoi?”. Io non la sopporto proprio, non posso vederla o sentirla che mi sale il nervoso. Quando uscì di casa il mio corpo iniziò a rilassarsi completamente, anche perché c’è differenza tra quando mia sorella esce un po’ con le sue amiche, o quando va via per le vacanze. Quando esce con le amiche sento la sua presenza comunque, anche se è a qualche chilometro di distanza, e questo mi disturba e mi innervosisce. Perché lei è proprio una di quelle ragazze di oggi, che se la tirano!
Alessandro Borghesi
UNA QUIETE PROFONDISSIMA
Un giorno sono andato con mio zio per un lavoro. Il lavoro era in campagna, quando siamo arrivati sulla strada ho sentito tanta calma. C'era il suono degli uccellini. Quando ci siamo fermati con il furgone per una pausa sono uscito per prendermi un po' di aria pulita. In quel momento c'era molta calma, e mi sono fatto un sonnellino. Dopo che mi sono svegliato, sono andato a lavorare ed ero molto calmo e sereno.
Brahim Bouzadi
UNA QUIETE PROFONDISSIMA
Nelle vacanze sono andato nel deserto del Sahara e ci sono rimasto sette ore. Faceva molto caldo e la sabbia scottava. Ho fatto dieci giri con il cammello. Era la prima volta che stavo sulla schiena di un cammello. Era una sensazione bella e particolare. Ero lontano da ogni problema e dall’ansia e avevo una calma profondissima. Mi hanno fatto mettere il vestito per proteggermi dalla sabbia. Si chiama Djellaba. Alle sette di sera c’è stato il tramonto, il deserto era colorato di arancione. Era molto bello. Dopodiché abbiamo montato le tende e abbiamo mangiato e siamo andati a dormire. Mi sono svegliato alle quattro di mattina per tornare a casa.
Mohammed Bouzadi
UN SILENZIO SOVRUMANO
Questa estate sono andato in Romania con alcuni amici. Abbiamo deciso di passare una giornata in mezzo al verde. Abbiamo fatto una grigliata e c'erano alcuni che preparavano la carne e altri che erano a farsi il bagno in un lago; io e un mio amico siamo andati a raccogliere la legna per il fuoco. Eravamo in mezzo a una foresta. Appena siamo entrati c'era un silenzio immenso, solo gli uccelli si sentivano.
Alessandro Croitoriu
UN SILENZIO SOVRUMANO
Il silenzio è il percorso dell’anima nel quale si risolvono parecchi problemi e si chiariscono migliaia di idee. Per me il silenzio è una cosa fondamentale ed è importante saper sfruttare bene i minuti nei quali l’anima è davvero in piena serenità e in pace, anche se questo silenzio dura pochissimi minuti o addirittura secondi. È importante anche poter allungare questa durata. Per esempio praticando delle attività come lo yoga. Io il silenzio non lo trovo quasi mai, perché sono in una famiglia troppo agitata e nervosa che mi lascia poco spazio per i miei momenti e per potermi dedicare ad attività solitarie. Penso anche ai lavoratori, penso che loro hanno pochissimo spazio per questo silenzio di cui tutti abbiamo bisogno. Magari c’è chi ci riesce leggendo un buon libro che ci dà la sensazione di vivere in un altro mondo. Silenzio è anche stare a contatto con un'altra persona che ci racconta per esempio la sua vita e le sue vicende personali in modo calmo e rilassato, trasmettendo in noi una sensazione di calma interiore e di serenità.
Mohamed El Hwary
UN SILENZIO SOVRUMANO
Io mi trovavo seduto in riva al mare, da solo, ed ero avvolto dai miei pensieri, al punto che non sentivo neanche il rumore delle onde o il verso dei gabbiani. Mi ricordo solo che c'erano degli scogli davanti a me, e non potevo vedere completamente il mare, quindi cercavo di immaginare che cosa ci fosse dietro. Cercavo di immaginare dei polpi attaccati agli scogli, delle stelle marine in fondo al mare, le alghe in fondo al mare, e dei pesci tutti colorati che nuotavano nell'acqua.
Samuele Guerrissi
UN SILENZIO SOVRUMANO
Accanto alla città di Cuzco, in Perù, ho vissuto qualche giorno nella giungla.
Su un pulmino, un autista molto esperto ci ha portato su una strada stretta e sterrata verso la casa degli abuelos, che prima era più a valle, ma poi è stata ricostruita più in alto per via delle inondazioni del fiume.
Per arrivarci, abbiamo camminato quaranta minuti a piedi e attraversato un ponticello di legno.
Nella giungla c’erano tarantole, anaconde, piantagioni di banane, una piantagione di caffè e sulle foglie degli alberi dei piccoli ragni molto velenosi.
L’abuelo era mancato poche settimane prima, ma di lui erano rimasti i bellissimi dipinti sulle facciate delle casette del villaggio.
Nella notte, quando dovevo uscire dalla casetta per andare in bagno potevo realmente percepire il silenzio. Sotto il cielo stellato sembrava più autentico e mi trasmetteva una pace interiore e un senso di tranquillità mai provato prima.
Lorenzo Iacomuzio
UNO SPAZIO INTERMINATO
Durante le vacanze estive sono andato come ogni anno con mio cugino ad Agropoli, dove abbiamo la casa di nostro nonno. Un giorno siamo andati in spiaggia, abbiamo fatto il bagno con i nostri amici e abbiamo giocato a calcio. Dopo siamo stati un po’ al bar che costeggia il lungomare. Sul tardo pomeriggio io e mio cugino siamo tornati a casa, ci siamo fatti la doccia e ci siamo cambiati. Abbiamo preso due sedie e ci siamo messi sul balcone a goderci il tramonto. Il cielo era di un rosa salmone, mentre lo guardavo sentivo dentro di me uno spazio infinito e non pensavo a nulla. Era bellissimo.
Luigi Ismaily
UN SILENZIO SOVRUMANO
Era inverno, eravamo io e mio padre e siamo andati nel bosco per raccogliere i funghi.
Prendiamo un sentiero che ci porta in un posto magnifico, circondato da alberi, pieno di funghi, senza rumori o persone che parlavano: io e mio padre nel silenzio totale. Mentre raccoglievo i funghi mi guardo attorno e vedo uno scoiattolo che mangia una castagna. Tutto cosi tranquillo. Io, mio padre e la natura.
David Ovidiu Lefter
UN SILENZIO SOVRUMANO
L’ho provato quest’estate, ero vicino a un fiume in campagna di notte con dei miei amici e avevamo acceso un fuoco. Abbiamo parlato dei fatti nostri e poi siamo stati per un po’ in silenzio. Sentivamo solo la legna sul fuoco e l’acqua, per il resto nient’altro: sembrava come se riuscissi a sentire il battito del mio cuore nei timpani.
Simone Timoficiuc
UN SILENZIO SOVRUMANO
Ero in gita in prima e dovevamo andare in montagna, verso un rifugio. Dopo tre ore di pullman siamo arrivati e ci hanno dato le camerate: una per i maschi e una per le femmine.
Verso sera i professori decidono di fare un giro con la guida. Solo che era già tardi, tra le nove e le dieci di sera. Dopo aver camminato per dieci minuti siamo arrivati in un bellissimo prato in mezzo al bosco. Era tutto buio. La guida ha iniziato a raccontare delle storie horror spaventando tutti. Inoltre, sentivamo dal bosco degli ululati e questo ci faceva ancora più paura.
A un certo punto ci siamo sdraiati sul prato a guardare le stelle cadenti e c’era un silenzio sovrumano. La cosa più strana era che stavamo tutti zitti zitti mentre in classe di solito facevamo una gran confusione.
Daniele Sinesi
UNO SPAZIO INTERMINATO
Ho trovato l’emozione dello spazio infinito mentre ero al mare.
È capitato quest’estate, quando sono andato con il mio amico Giacomo e i suoi genitori a Marina di Andora, in Liguria. Una sera io e Giacomo siamo andati a fare una passeggiata sul lungomare, fino al molo. Ci siamo seduti sulle panchine ai lati della strada e abbiamo cominciato a parlare della cena appena fatta. Lui è un ragazzo un po’ riservato e misterioso, ma stando con me riesce a confidarsi.
Mentre stavamo parlando mi accorsi dell’orizzonte del mare.
Lo so che non è infinito, ma la mia sensazione era che lo fosse.
Sherwin Pere Payabyab
UNA QUIETE PROFONDISSIMA
Una notte io e dei miei amici abbiamo fatto una night ride, cioè un giro notturno per la città con le moto.
Siamo partiti da Moncalieri per arrivare in collina, al colle della Maddalena.
Per le strade non c'era nessuno, solo noi quattro che sfrecciavamo per le strade buie.
Molti pensano che la moto sia pericolosa ma per gli appassionati regala emozioni indescrivibili.
Lungo la strada ci siamo fermati a bere un mojito, per farci coraggio e aumentare l'adrenalina.
Le strade della collina sono molto brutte e pericolose, perché sono strette e non illuminate. Arrivati al colle saliamo su al faro con le moto per ammirare il paesaggio di Torino di notte e per fare una foto, anche se è vietato.
L'amicizia e le moto per me sono la cosa più bella che c'è.
Giuseppe Prochilo
UN SILENZIO SOVRUMANO
Quest'estate, l'unica volta che mi spostai da Torino fu per andare al lago. Era un lago molto bello, aveva l’acqua cristallina molto profonda, tanto che io e mia sorella decidemmo di prendere un pedalò per arrivare al centro.
Inizialmente facemmo solo il bagno, ma ad un certo punto mi accorsi, guardandomi attorno, che quando stavamo zitti c’era un silenzio che mi sento di chiamare “sovrumano”: l’unico misero rumore era l’acqua che si muoveva, ma era quasi impercettibile.
Lorenzo Villarosa
UNO SPAZIO INTERMINATO
Un giorno io, un mio amico e mia mamma siamo andati alla Sacra di San Michele e per arrivarci abbiamo preso una stradina molto bella. Quello che mi ha stupito è che la stradina era talmente lunga da sembrare infinita, una strada senza fine. Arrivati alla Sacra siamo rimasti stupiti anche dalla grandezza di questo posto. Nel giardino c’era una piccola casetta. Mi è piaciuto molto questo particolare: una casa nel mezzo di un posto sacro. Mi sembrava una cosa strana.
Massimiliano Rafeli