"Anche Arzignano il 6 novembre scorso ha celebrato il Milite Ignoto con la Cittadinanza Onoraria"
“E solo la Tua salma, ch'è volta ad Oriente, da Roma può rispondere: presente!”
Con queste parole si conclude l’Inno al Soldato Ignoto del quale tutti i Comuni d’Italia, nella giornata del 4 novembre 2021, hanno celebrato il Centenario della deposizione della salma nell’Altare della Patria, nel 1921.
Cento anni, un secolo di storia è passato, da quando la quarantaseienne Maria Blasizza (in Bergamas), madre di un soldato caduto in guerra le cui spoglie, come quelle di molti altri suoi commilitoni, non furono più riconsegnate ai rispettivi genitori scelse, nella Basilica di Aquileia, tra undici salme quella che, deposta nel sacello ai piedi del Vittoriano, sarebbe divenuta uno dei simboli della Patria, nonché il figlio di tutte le madri, padre di tutti gli orfani e sposo di tutte le vedove e che avrebbe rappresentato simbolicamente gli oltre 650.000 giovani italiani. Questi, forse restii nel compiere quell’impresa che quasi sicuramente li avrebbe portati alla morte, obbedendo alla propria Nazione con fede incrollabile e tenace valore, diedero per Lei (e per noi) la vita.
Il treno deputato al trasporto delle spoglie del Soldato Ignoto, solennemente e lentamente attraversò mezza penisola, partendo il 29 ottobre, passando per il Friuli, per il Trentino, per il Veneto, per l’Emilia, per la Romagna, per la Toscana e, infine, il 2 novembre raggiunse la Capitale, dove fu accolto dal Re Vittorio Emanuele III e dal Presidente del Consiglio, Ivanoe Bonomi.
Due giorni dopo, il 4, fu quindi tumulato nel sacello del Vittoriano, dove ancora oggi riposa, e questo sigillato.
Il 6 novembre ho raggiunto, assieme ad un mio caro amico consigliere comunale, al sindaco Alessia Bevilacqua, agli altri consiglieri e assessori, e ad una folta schiera di membri delle Forze Armate, sia in servizio che in congedo, il Monumento ai Caduti per la Patria, nel cortile del Teatro Mattarello, dove è stata deposta una corona di alloro e si è tenuta una piccola commemorazione del Milite Ignoto.
Fattoci il segno della croce, che segnava la fine della cerimonia durante la quale, lo ammetto, ho sentito i brividi passarmi lungo la schiena per l’emozione, in lenta processione, ci siamo avviati alla volta del Municipio, dove ho potuto assistere al Consiglio Comunale (tra l’altro il mio primo), convocato straordinariamente ad hoc, durante il quale si è discusso del conferimento della Cittadinanza Onoraria a quel martire, per l’appunto.
Com’era prevedibile avvenisse, il voto favorevole è stato unanime, a cui il Consiglio tutto e i concittadini presenti nella sala hanno reagito con un lungo applauso liberatorio.
Un applauso di riconoscenza verso quell’ignoto giovane che, in sola compagnia di due Guardie d’Onore, nel freddo di Roma, giace da cent’anni, vegliato dal popolo italiano che ne tiene viva la memoria.
“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigiò il suo coraggio nelle più cruenti battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”
Siano il coraggio e il valore dei nostri soldati per noi un esempio da seguire;
ONORE E GLORIA AL MILITE IGNOTO D’ITALIA!