Nell’ambito della mostra "Yael Bartana. Cast Off", il Dipartimento educativo di Fondazione Modena Arti Visive ha realizzato una serie di laboratori rivolti alle scuole primarie e secondarie che, dopo una prima fase in presenza, si sono trasformati in un progetto online di didattica a distanza.
Scopri i contributi e i materiali degli studenti che hanno partecipato.
L'attività didattica nasce con l’obiettivo di fornire gli strumenti per comprendere nuovi codici e linguaggi dell’arte contemporanea, in particolare l’utilizzo del video come mezzo per riflettere sulla nostra società. Punto di partenza è stato il lavoro dell’artista israeliana Yael Bartana, le cui opere esplorano il tema del legame con la terra d’origine, dell’identità nazionale e dei simboli che determinano l’appartenenza a una comunità.
Ai bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado è stato chiesto di realizzare una propria dichiarazione sui valori e gli elementi necessari a costruire la società del futuro, mentre i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado hanno dato vita ad un manifesto volto a trasmettere un messaggio per il mondo di domani, ottenuto combinando tra loro immagini e testo.
Nel nostro futuro voglio portare...
Laboratorio rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado
Parole e immagini per il mondo di domani
Laboratorio rivolto alle scuole secondarie di secondo grado
Yael Bartana è un'artista nata nel 1970 a Kfar Yehezkel in Israele. Oggi vive e lavora fra Berlino, Tel Aviv e Amsterdam. Ha studiato all’Academy of Arts and Design di Gerusalemme (1992-1996), alla School of Visual Arts di New York (1999) e alla Rijksakademie di Amsterdam (2000-2001).
Partendo dallo stile documentario dei suoi primi lavori, in cui filmava rituali religiosi, Bartana è poi passata nella seconda metà degli anni 2000 a creare azioni, rituali collettivi, storie che, pur essendo verosimili, sono in realtà finzioni filmiche. Nei lavori più recenti si osserva un’estetica raffinata e minimalista ma al contempo densa di stratificazioni simboliche. Ciò che interessa maggiormente all'artista è fornire un cambio di prospettiva, creare un’altra possibile storia, ribaltare i poli e lasciare allo spettatore il compito di vedere l’effetto che questo ribaltamento produce. L’arte può cambiare il mondo? Forse no, ma può spingere chi la guarda a riflettere sulla realtà, provocare domande, insinuare dubbi e aprire dibattiti.
La mostra Yael Bartana. Cast Off che si è tenuta a Palazzo Santa Margherita, Modena, dal 15.11.2019 al 13.4.2020, presentava sei installazioni video e fotografiche, che si interrogavano sul significato di concetti come “identità”, “nazione”, “rito” e sulle valenze anche politiche che, oggi più che mai, queste parole assumono nel mondo contemporaneo. In un’Italia e in un’Europa che stanno affrontando tensioni nazionaliste e spinte separatiste, l’artista offre spunti di riflessione di grande interesse e sprona a sua volta il pubblico a interrogarsi sul senso di questi temi.