I. INTRODUZIONE ED ACCOGLIENZA
Lettore: Dal Trattatello sul Sistema Preventivo posto in appendice del testo per l’inaugurazione del Patronato di S. Pietro in Nizza (Francia) nell’agosto 1877, del sacerdote Giovanni Bosco «Più volte fui richiesto di esprimere verbalmente o per iscritto alcuni pensieri intorno al così detto Sistema Preventivo, che si suole usare nelle nostre case. Per mancanza di tempo non ho potuto finora appagare questo desiderio, e presentemente volendo stampar il regolamento che finora si è quasi sempre usato tradizionalmente, credo opportuno darne qui un cenno che però sarà come l'indice di un'operetta che vo preparando se Dio mi darà tanto di vita da poterlo terminare, e ciò unicamente per giovare alla difficile arte della giovanile educazione...»
Celebrante: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen.
Celebrante: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Assemblea: E con il tuo spirito.
Celebrante (Introduzione):
Fratelli, sorelle, giovani ed educatori: benvenuti a questo Convegno di Pastorale Giovanile. Ci riuniamo oggi affidando questo cammino interamente al Signore. Viviamo un tempo di grazia speciale: siamo alle porte del 150° anniversario della prima pubblicazione del Trattatello del 1877, che celebreremo nel 2027. Questo anniversario non è un mero esercizio di memoria archeologica, ma una sorgente di ispirazione viva per le nostre CEP. In questo orizzonte, la nostra Ispettoria si raccoglie attorno al tema dell'anno: «Segni del tuo amore, operosi nella carità». Vogliamo riscoprire come la carità pastorale di Don Bosco, che preveniva, accompagnava e salvava, debba tradursi oggi in gesti concreti e operosi, capaci di raggiungere le nuove povertà educative, affettive e digitali della nostra gioventù meridionale e balcanica. Chiediamo allo Spirito Santo di renderci suoi collaboratori attivi nel far crescere Cristo nel cuore dei giovani.
Gesto e Simbolo: durante la presentazione delle tre corde di colori diversi, tre giovani si avvicinano al palco. Ognuno porta una corda e legge la rispettiva testimonianza, che declina i tre pilastri del Sistema Preventivo - Ragione, Religione, Amorevolezza - alla luce delle sfide odierne dei nostri ambienti di periferia e di missione.
1. La Corda Gialla: RAGIONE
(Umanesimo Integrale e Corresponsabilità)
Testimonianza di una professoressa della scuola salesiana di Tirana:
«Porto questa corda gialla, simbolo della Ragione. Nella nostra scuola a Tirana, in un contesto multiculturale e in rapido cambiamento, 'ragione' per noi docenti significa prima di tutto ascolto, dialogo e dignità condivisa. Significa uscire da schemi rigidi per spiegare il perché delle nostre scelte, promuovendo una corresponsabilità reale con i laici e con gli stessi studenti. Insegnare la ragionevolezza oggi, contro la frammentazione e la dispersione digitale, vuol dire formare il senso critico dei ragazzi, aiutarli a riconoscere gli algoritmi che manipolano e guidarli ad abitare il presente con giustizia ed onestà, facendoli sentire veri protagonisti della propria vita.»
2. La Corda Blu: RELIGIONE
(L'Apertura al Trascendente)
Testimonianza di un giovane dell'Oratorio di Salerno:
«Porto questa corda blu, simbolo della Religione. Nel caos della vita di oggi, noi giovani cerchiamo disperatamente un senso, qualcosa che riempia i nostri vuoti interiori. All'oratorio di Salerno ho scoperto che la religione non è un obbligo di pratiche stanche o di riti sempre uguali, ma è 'ossigeno' per l'anima. È l'incontro personale con Cristo che sana, che accoglie e che libera da ogni paura. I sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione, vissuti in un clima di vera famiglia, sono le colonne che ci sostengono, offrendoci risposte alle domande grandi che ci portiamo nel cuore e aprendoci alla speranza quotidiana.»
3. La Corda Rossa: AMOREVOLEZZA
(La Cura dei Legami)
Testimonianza di una giovane di Soverato:
«Porto questa corda rossa, simbolo dell'Amorevolezza. A Soverato ho imparato che l'educazione è davvero 'cosa del cuore'. In una società dove molti giovani si sentono soli, trascurati o ansiosi per le troppe aspettative, l'amorevolezza è la cura delle relazioni. Non basta che i giovani siano amati, ma è essenziale che 'conoscano e percepiscano di essere amati' attraverso una presenza calda, accogliente e informale degli educatori. Questa corda rossa è l'antidoto alla solitudine e all'indifferenza; è lo sguardo che non giudica, ma incoraggia, che sa stare nel cortile ed intercetta la fragilità prima che diventi smarrimento.»
Lettura dall'Inno alla Carità di San Paolo (1 Cor 13,1-8.13)
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che rimbomba o un cembalo che strepita. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine... Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Salmo della Carità (Dal Salmo 112) - A cori alterni
Voci M: Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. La sua stirpe sarà potente sulla terra, la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Voci F: In mezzo alle tenebre sorge come luce per i giusti: egli è buono, misericordioso e giusto. Felice l'uomo pietoso che dona in prestito, amministra i suoi beni con giustizia.
Voci M: Egli non vacillerà in eterno: eterno sarà il ricordo del giusto. Non temerà annunzio di sventura, saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Voci F: Sicuro è il suo cuore, non teme, egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza gloriosa.
Lettura del Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-40)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui saranno radunati tutti i popoli... Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: 'Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi'. Allora i giusti gli risponderanno: 'Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?...' E il re risponderà loro: 'In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me'.»
Commento dell’Ispettore - don Gianpaolo Roma
IV. IL GESTO DELL'UNIONE E LA CONSEGNA
Gesto: i tre giovani che portano le corde (gialla, blu, rossa) si uniscono dinanzi all'assemblea ed intrecciano visibilmente le tre corde in un'unica fune solida. Questo gesto mostra graficamente l'unità indivisibile di Ragione, Religione e Amorevolezza nel Sistema Preventivo. Segue la consegna fisica del Trattatello a tutti i 180 convegnisti.
Ascoltiamo il commento di don Fabio Attard (Rettor Maggiore e XI Successore di Don Bosco):
«Chi assume la nobile arte educativa è chiamato ad avere la capacità di favorire la dimensione umanizzante, di voler bene ai giovani, mentre sta offrendo loro un cammino di crescita umana e spirituale in un contesto di affetto, compassione. Alla luce della visione integrale vissuta e comunicata da don Bosco possiamo essenzialmente dire che tale 'carità pastorale' si matura in 'carità pedagogica'. Nella concretezza della vita, nell'incontro con i giovani bisognosi, chi vive il sistema preventivo cerca di promuovere un ambiente di famiglia e di costruire relazioni e rapporti educativi a misura dei giovani.»
CONSEGNA DEL TRATTATELLO:
Viene distribuito a ciascun convegnista una copia del Trattatello del 1877, edito per l'occasione dall'Ispettoria. Durante la distribuzione si esegue un canto strumentale o d'ambiente. Segue la proclamazione incrociata delle fonti carismatiche.
DALLE FONTI CARISMATICHE:
«Il sistema Preventivo si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l'amorevolezza; perciò esclude ogni castigo violento e cerca di tenere lontano gli stessi leggeri castighi... Presso ai giovanetti è castigo quello che si fa servire per castigo. Si è osservato che uno sguardo non amorevole sopra taluni produce maggior effetto che non farebbe uno schiaffo. La lode quando una cosa è ben fatta, il biasimo, quando vi è trascuratezza, è già un premio od un castigo. L'educatore tra gli allievi cerchi di farsi amare, se vuole farsi temere. In questo caso la sottrazione di benevolenza è un castigo, ma un castigo che eccita l'emulazione, dà coraggio e non avvilisce mai...» (Sac. Giovanni Bosco, Trattatello del 1877)
«L'amorevolezza di Don Bosco è, senza dubbio, un tratto caratteristico della sua metodologia pedagogica ritenuto valido anche oggi... Essa infatti è amore autentico perché attinge da Dio; è amore che si manifesta nei linguaggi della semplicità, della cordialità e della fedeltà... L'educazione è cosa di cuore e Dio solo ne è il padrone. Affermare che il suo cuore era donato interamente ai giovani, significa dire che tutta la sua persona, intelligenza, cuore, volontà, forza fisica, tutto il suo essere era orientato a fare loro del bene, a promuoverne la crescita integrale, a desiderarne la salvezza eterna...» (Don Pascual Chávez, Strenna 2013)
Celebrante: Fratelli e sorelle, la carità pastorale ci spinge a farci intercessori presso il Padre per le necessità dei giovani, delle nostre comunità ed intera famiglia salesiana. Con fiducia filiale innalziamo la nostra preghiera dicendo insieme:
Assemblea: Ascoltaci, o Signore.
Per il Convegno che oggi si apre: perché queste giornate di riflessione, formazione e fraternità ravvivino in noi lo zelo apostolico e ci aiutino a rinnovare con fedeltà creativa il grande dono del Sistema Preventivo, per essere veri segni operosi del Tuo amore. Preghiamo.
Per la nostra Comunità Ispettoriale IME: perché cresca nello stile di comunione e corresponsabilità tra salesiani e laici, riscoprendo la bellezza dello 'spirito di famiglia' che trasforma le nostre case in autentici luoghi di speranza e di accoglienza. Preghiamo.
Per i giovani più poveri ed abbandonati: perché nelle loro solitudini, fragilità relazionali e dispersione sociale, possano incontrare educatori capaci di prossimità intenzionale, di ascolto attento e di carità pedagogica senza misura, sul modello del Buon Pastore. Preghiamo.
Per gli educatori delle nostre CEP: perché sappiano incarnare con entusiasmo e professionalità i tre pilastri di ragione, religione e amorevolezza nei diversi ambienti: oratori, parrocchie, scuole, centri di formazione e servizi socio-educativi. Preghiamo.
Per il dono della pace nel mondo: perché cessi ogni violenza e ingiustizia sociale, e i giovani possano crescere liberi in società fondate sul rispetto dei diritti umani, diventando costruttori e profeti di una nuova civiltà dell'amore. Preghiamo.
Celebrante:
Guidati dallo Spirito di Gesù, e con la stessa confidenza con cui Mamma Margherita insegnò a pregare a Giovannino Bosco, rivolgiamo al Padre la preghiera dei figli:
Assemblea: Padre Nostro, che sei nei cieli...
ORAZIONE FINALE:
Celebrante: Preghiamo. O Dio Padre, che in San Giovanni Bosco hai dato alla gioventù un amico, un fratello ed un padre, fa' che noi, animati dallo stesso fuoco di carità pastorale, spendiamo la nostra vita al servizio dei giovani e a lode della Tua gloria. Per Cristo nostro Signore.
RITO DI CONCLUSIONE E BENEDIZIONE:
Celebrante: Il Signore sia con voi.
Assemblea: E con il tuo spirito.
Celebrante: Dio, che nel Trattatello di Don Bosco ci ha rivelato l'arte dell'amorevolezza e della prevenzione, vi guidi nel cammino del servizio educativo e pastorale.
Assemblea: Amen.
Celebrante: E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Assemblea: Amen.
Celebrante: Nel nome del Signore, andate in pace.
Assemblea: Rendiamo grazie a Dio.