Scenografia

Il sipario è aperto. L’orchestra, diretta dal Donato Renzetti, intona la famosa ouverture dell’opera, e con lo sviluppo della melodia la scenografia prende forma: agli occhi degli spettatori avviene il graduale innalzamento dello specchio, elemento scenico chiave della messinscena firmata da Henning Brockhaus (regia e luci) e Josef Svoboda (scene). L’allestimento, Premio Abbiati 1993, è anche conosciuto propriamente come “La traviata degli specchi”. 

Fin dalla prima scena è piacevole notare come la presenza del sovrastante elemento scenografico sia stata studiata e inserita pienamente nel linguaggio della rappresentazione, concorrendo con l’orchestra a dialogare con l’azione scenica: il senso di caos della scena di festa, che gravita intorno a Violetta opprimendola, è moltiplicato dal riflesso nello specchio. Oltre a duplicare, il riflesso è utile anche a dare una diversa prospettiva della scena e dei personaggi, mostrando inoltre la loro posizione in relazione ai “fondali” (ovvero ai tappeti posizionati nel centro della scena e resi visibili tramite il loro riflesso).