GIANBATTISTA VAI
Università di Bologna
Geologo e già Professore ordinario di Stratigrafia e Geologia presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. È Accademico Emerito dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna ed Emeritus Benedictine Fellow. È stato direttore del Museo Geologico “Giovanni Capellini” dell’Università di Bologna e ha dedicato la propria attività scientifica alla stratigrafia, alla geologia e paleogeografia del Paleozoico mediterraneo, alla crisi di salinità messiniana, alla sismotettonica e allo studio dei geositi. Un settore centrale della sua ricerca riguarda inoltre la storia della geologia, con particolare attenzione alla tradizione scientifica bolognese e a figure quali Ulisse Aldrovandi, Luigi Ferdinando Marsili e Giovanni Capellini. Autore di numerose pubblicazioni e volumi scientifici, continua a contribuire alla ricerca, alla divulgazione e alla valorizzazione del patrimonio storico delle Scienze della Terra.
DARIO CAMUFFO
CNR Padova
Fisico, specializzato in fisica dell’atmosfera, cambiamenti climatici e conservazione dei beni culturali, con esperienza professionale di oltre mezzo secolo. Laureato nel 1966, nel 1969 è entrato nel CNR, Istituto per la Dinamica delle Grandi Masse, finalizzato allo studio per la salvaguardia di Venezia, ed è poi confluito nell’Istituto per le Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) di Padova col ruolo di Dirigente di Ricerca. Ora è Ricercatore Associato Emerito CNR-ISAC. Nel frattempo, ha insegnato Fisica Ambientale all’Università di Padova e al Politecnico di Milano. È il coordinatore dei gruppi di lavoro su misure ambientali, clima e beni culturali nella normativa italiana (UNI) ed europea (European Comittee for Standardization - CEN) ed è l’estensore delle norme sulle misurazioni del clima indoor. Si interessa alla storia della scienza, alle ricostruzioni climatiche da fonte documentaria (archivistica e pittorica) e all’origine delle misure strumentali. Ha recuperato, rivisto, corretto e studiato le più lunghe serie meteorologiche italiane, a partire dalle prime del XVII secolo. Fa parte dell’Editorial Board di numerose riviste scientifiche. Google Scholar riporta l’elenco di centinaia di suoi articoli su riviste scientifiche internazionali (con oltre 13·000 citazioni). Nel 2020 la rivista PLOS Biology lo ha incluso nel 2% di ricercatori più influenti al mondo nel suo campo di ricerca secondo metriche basate sulle citazioni ricevute da altri autori. Nel 2024 ScholarGPS l’ha classificato per la qualità e la quantità delle citazioni ricevute al primo posto a livello mondiale nelle graduatorie sia su tutta la carriera, sia in quella attuale (ultimi 5 anni), nel campo delle scienze fisiche, disciplina scienze atmosferiche, specialità beni culturali.
EMANUELA GUIDOBONI
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - AISI
Storica medievista di formazione (Università di Bologna), da quattro decenni sviluppa ricerche su terremoti, maremoti ed eruzioni vulcaniche riguardanti l'Italia e l'area mediterranea, finalizzando i risultati alla Sismologia, alla Vulcanologia e allo studio degli impatti sociali ed economici dei grandi disastri di origine naturale. Anche il clima del passato è tema di numerosi studi. È autrice/coautrice di oltre 200 pubblicazioni, fra cui diversi libri. Già dirigente di ricerca all’INGV di Bologna, è oggi Associata al Dipartimento Terremoti di Roma; è membro dell’Academia Europaea, del Consiglio scientifico di AISI - Associazione di Storia dell’Ingegneria, e della rivista “Geologia dell’Ambiente”.
GIANLUCA VALENSISE
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Ha conseguito sia la laurea in Scienze Geologiche, sia il dottorato di ricerca in Scienze della Terra-indirizzo Geofisico presso La Sapienza, Università di Roma. Assunto nel 1983 dall'Istituto Nazionale di Geofisica (ING: dal 2000 in poi INGV), è Dirigente di Ricerca dal 1997.
I suoi interessi di ricerca ruotano intorno all'implementazione di strategie di ricerca innovative nel campo della geologia dei terremoti e della sismologia storica. Ha avviato la costruzione del Database of Individual Seismogenic Sources (DISS) e ha partecipato all’avvio del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI). Entrambe queste banche-dati sono alla base delle stime di pericolosità e rischio sismico in Italia e nell’area mediterranea.
Ha partecipato alla compilazione di quattro generazioni di mappe di pericolosità sismica per l'Italia, tra cui il modello MPS04 (2004), posta a fondamento dell'attuale normativa antisismica nazionale.
GABRIELLA GRIBAUDI
Università di Napoli Federico II
Gabriella Gribaudi ha insegnato Storia contemporanea e Storia e memoria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha lavorato sulla storia sociale e sulla memoria della seconda guerra mondiale e delle catastrofi naturali. Da una prospettiva di storia sociale ha anche affrontato lo studio del crimine organizzato. Si è occupata di temi metodologici quali le relazioni fra storia e scienze sociali, fra memoria e storia. Tra i suoi più recenti volumi: La memoria, i traumi, la storia. La guerra e le catastrofi nel Novecento (2020), Combattenti, sbandati, prigionieri. Esperienze e memorie di reduci della Seconda Guerra Mondiale (2016), Terra bruciata. Le stragi naziste sul fronte meridionale (a cura di, 2003). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato: Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44 (2005, con cui ha vinto il premio Napoli per la saggistica) e ha curato Traffici criminali. Camorra, mafie e reti internazionali dell’illegalità (2009).
GRAZIANO FERRARI
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Laureato in Fisica nel 1977, dal 2007 al giugno 2019 è stato dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e responsabile del Progetto SISMOS e del settore beni culturali scientifici di INGV. Dal 1992 al 2019 è stato promotore e coordinatore del Working Group History of seismometry, e alcune sue successive varianti, della European Seismological Commission. Dal settembre 2019 è Associato di ricerca dell’INGV.
Da oltre quarant’anni si occupa del recupero, dell’analisi ed elaborazione dei dati storici di eventi naturali estremi (terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni ecc.) e della storia della sismologia. Ha partecipato a numerosi gruppi e progetti di ricerca, anche con ruolo di coordinamento. È autore o co-autore di oltre 150 pubblicazioni, di cui 17 volumi, fra cui il Catalogo dei forti terremoti in Italia (1995 – 2018), e promotore di numerose manifestazioni divulgative sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione.
FRANCESCA ROMANA d’AMBROSIO
AISI- Storia dell’Ingegneria
Ingegnera meccanica con specializzazione in Tecnologie biomediche, e già Professoressa ordinaria di Fisica tecnica ambientale presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha dedicato la propria attività scientifica allo studio della qualità dell'ambiente interno, con specifico riferimento all'ambiente termico e alla qualità dell'aria, e alle sue relazioni con il risparmio energetico negli edifici. Un altro settore della sua ricerca riguarda la storia dell'ingegneria per quanto riguarda gli aspetti termotecnici in generale. E' Presidente dell'Associazione Italiana di Storia dell'Ingegneria.
PATRIZIA SANTI
Università di Urbino
Professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Pure e Applicate dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, è docente dei corsi di “Petrografia per i Beni Culturali”, “Petrografia per i Beni Archeologici” e “Risorse minerarie e lapidee”. Da novembre 2025 è Referente del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dello stesso Ateneo. Le principali linee di ricerca sviluppate riguardano la caratterizzazione mineralogica e petrografica di materiali lapidei utilizzati per manufatti di interesse archeologico e storico-artistico e l’identificazione delle probabili aree di provenienza. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali ed è coautrice di numerose pubblicazioni scientifiche riguardanti ricerche archeometriche. È componente, come docente dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, del gruppo di lavoro per la Gestione e Valorizzazione del Sito Patrimonio Mondiale Centro Storico di Urbino dal 2021. È responsabile del progetto “Le pietre dei monumenti della città di Urbino” nell’ambito dello “Studio e Valorizzazione dei Beni Archeologici e Monumentali della città di Urbino - Progetto Sito UNESCO” finanziato dall’Amministrazione Comunale di Urbino.
REGINA LUPI
Università di Perugia
Regina Lupi è professoressa associata di storia moderna presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia delle università, del sapere scientifico e la storia ambientale nei secoli XVIII e XIX. Come membro del comitato tecnico-scientifico del Cedipa (Centro di digitalizzazione del patrimonio culturale e ambientale) ha collaborato alla progettazione scientifica e alla realizzazione di programmi interdisciplinari sulla storia dei terremoti in Valnerina.
GABRIELE TARABUSI
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Svolgo attività di ricerca nel settore della caratterizzazione geologica e geofisica dei terreni finalizzata alle stime di pericolosità sismica locale. Mi occupo della progettazione e realizzazione di banche dati e strumenti informatici, anche in ambito GIS, per la gestione, l'analisi e la pubblicazione di dati geologici e geofisici. Sono co-autore di diversi dataset e banche dati di INGV tra cui le più recenti versioni di DISS (Database of Individual Seismogenic Sources, link) e CFTI (Catalogo dei Forti Terremoti in Italia, link). Partecipo a numerosi progetti relativi a varie tematiche di ricerca e all'armonizzazione di dati e prodotti.
SALVATORE BOTTA
Università di Bologna
È professore di Storia contemporanea presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e fa parte del comitato scientifico-editoriale della rivista «Ricerche di Storia Politica» (il Mulino) e dei comitati scientifici delle collane «l’antidoto» (Viella) e «il fiuto dell’orco» (Affinità Elettive). I suoi principali ambiti di ricerca comprendono la storia politica e delle istituzioni in Italia e in Europa nell’età contemporanea, la storia politica delle emergenze naturali, la storia dei beni culturali, la storia dell’ambiente.
STEFANO BRANCA
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
È dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 2025 ricopre la carica di direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV occupandosi del coordinamento delle attività di ricerca dell’ente nel campo della vulcanologia e delle attività di monitoraggio e sorveglianza dei vulcani italiani. Direttore dal 2019 al 2025 dell’Osservatorio Etneo-INGV, dove si è occupato della gestione delle attività di monitoraggio e sorveglianza dei vulcani attivi siciliani, è docente incaricato della materia Geophysical monitoring of volcanic areas nel corso di laurea magistrale in Geophysical sciences for seismic risk dell’Università di Messina e socio corrispondente dell’Accademia Zelantea di Acireale e dell’Accademia Gioenia di Catania.
ANGELA BALDANZA
Università di Perugia
Angela Baldanza nasce a Messina nel 1956, si laurea in Scienze Naturali (con una tesi in Geologia stratigrafica e sedimentologia) nel 1983. Dal 1988, prima come Funzionario Tecnico, poi come Ricercatore e professore aggregato, svolge attività didattica nell’Ateneo Perugino per i corsi di Laurea in Scienze Naturali, Scienze Geologiche e Scienze Biologiche.
In 40 anni di ricerche ha prodotto 116 pubblicazioni scientifiche in riviste nazionali ed internazionali. Campi di ricerca: Sedimentologia, Biostratigrafia a Nannofossili Calcarei e Foraminiferi planctonici, Paleoecologia e ricostruzione paleoambientale delle successioni marine e continentali (dal Giurassico al Quaternario). Archeometria: analisi e caratterizzazione di materie prime e rocce sedimentarie da costruzione provenienti da siti storici greci, romani e medievali in Italia. Dal 2016 è Responsabile Scientifico del Museo di Allerona, di cui ha curato personalmente il nuovo allestimento presentato nel 2018.
SARA ALIMENTI
Università di Perugia - Centro di Ricerca sulla trasformazione digitale del patrimonio culturale (CeDiPa)
È Dottore di Ricerca in Storia del pensiero politico europeo moderno e contemporaneo, svolge attività di ricerca sulle idee e le culture politiche europee del XIX secolo – con particolare interesse per il rapporto tra uomo e ambiente – sperimentando nuove metodologie e tecnologie digitali e affrontando le ricadute che tali sperimentazioni hanno per il mestiere di storico. Dal 2023 coordina il gruppo di Research Management del “Centro di Ricerca sulla trasformazione digitale del patrimonio culturale e ambientale” (CePiPa) - Università degli Studi di Perugia, Italia.
FLAVIA MARCACCI
Università di Urbino
È professoressa associata di Storia della scienza e della tecnica presso l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Ha conseguito un primo dottorato di ricerca presso la Pontificia Università Lateranense, nello Stato della Città del Vaticano, e un secondo dottorato presso l’Università degli Studi di Urbino. Ha insegnato Storia del pensiero scientifico presso la Pontificia Università Lateranense ed è stato Visiting Professor presso l’Università di Lille, in Francia, nonché Assistant Professor presso il Notre Dame Rome Global Gateway. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di Professore di I e di II fascia nel settore di Logica, Filosofia e Storia della Scienza. Per la sua attività di ricerca gli è stata inoltre conferita la Medaglia Del Monte per la Storia della Scienza dall’International Center Urbino e la Prospettiva. Partecipa alle attività della Società Italiana di Storia della Scienza (SISS).
I suoi interessi di ricerca si collocano nell’ambito della storia e della filosofia della scienza e si estendono dall’età greca ed ellenistica alla storia della fisica e dell’astronomia della prima età moderna, con particolare attenzione al periodo precedente a Isaac Newton. Nell’ambito della storia della logica, le sue ricerche sono rivolte alla ricostruzione della genesi dei modelli classici del ragionamento, anche attraverso il confronto con gli sviluppi della logica formale contemporanea. Un secondo filone di ricerca riguarda la storia dell’astronomia e della cosmologia tra XVI e XVII secolo, con particolare attenzione ai sistemi geo-eliocentrici intermedi e alle implicazioni epistemologiche connesse alla loro elaborazione e diffusione.
CIRO SALTARELLI
Università di Ubino
Dottorando di ricerca in Research Method in Science and Technology presso l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, si occupa di interdipendenze tra metodo storico e metodo scientifico, con particolare interesse per la cartografia sismica e l'epistemologia storica. È collaboratore di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ed è membro del Centro Multidisciplinare per l'Intelligenza Artificiale dell'università di Urbino (AIM RC). Si occupa anche di didattica della storia e di formazione degli insegnanti dalla primaria alla secondaria di secondo grado, sviluppando progetti educativi interdisciplinari con l'Associazione Clio'92. Ha svolto un periodo di ricerca presso il Max Planck Institute of Geoanthropology di Jena nel 2025, mentre nel 2026 è stato ospite presso la Real Acadèmia de Ciències i Arts de Barcelona e l'Observatori Fabra de Barcelona.
JOSEP BATLLÒ
Institut Cartogràfic i Geològic de Catalunya
Ha conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Barcellona, un Master of Science presso la Saint Louis University e il dottorato di ricerca in Fisica presso l’Università di Barcellona. I suoi ambiti di ricerca comprendono la sismologia, la meteorologia, la storia della scienza e della strumentazione scientifica, nonché il recupero e l’analisi di dati storici. Coordina il gruppo di lavoro dell’ESC «Preservation, valorisation and analysis of seismological legacy», che prosegue le attività del precedente gruppo di lavoro «History of seismology and seismometry», coordinato da G. Ferrari. Fa parte del comitato editoriale di «Quaderns d’Història de l’Enginyeria» ed è membro di diverse società scientifiche. Nell’ambito della storia della scienza, è autore dello «Spanish Catalogue of Seismometers and Magnetometers», pubblicato dall’IGN. Ha inoltre collaborato alla cura editoriale di diversi volumi ed è coautore di biografie dedicate a importanti scienziati catalani, tra cui il meteorologo Eduard Fontserè, l’astronomo Josep Comas Solà e il fisico Ramon Jardí. Ha svolto attività didattica presso l’Università di Barcellona, l’Università Ramon Llull, l’Università Politecnica della Catalogna e l’Università di Lisbona. Dopo aver diretto la sezione sismica dell’Osservatorio dell’Ebro e aver lavorato come ricercatore presso l’Instituto Dom Luiz dell’Università di Lisbona, attualmente opera nell’unità di sismologia dell’ICGC.
GABINETTO DI FISICA -URBINO
Museo Urbinate della Scienza e della Tecnica
Il Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica è un’istituzione museale afferente al Dipartimento di Scienze Pure e Applicate (DiSPeA) dell’Università di Urbino Carlo Bo e fa parte del Sistema Museale d'Ateneo (SMAUrb https://hello.uniurb.it/musei/). E’ ubicato nel centro storico di Urbino, presso il settecentesco Palazzo degli Scolopi, in Piazza della Repubblica 13 dove, verso la fine del Settecento, si svolgevano le "Pubbliche Accademie di Fisica Sperimentale". Quale struttura universitaria il Gabinetto di Fisica ha una storia recente (la delibera accademica è del 1988), ma le sue origini lo collocano come la più antica istituzione scientifica dell'Università di Urbino. Il Museo è strutturato in una grande sala denominata “Alessandro Serpieri” che raccoglie una tra le più importanti collezioni universitarie di strumentazione storico-scientifica presenti nel nostro Paese. La collezione rappresenta una testimonianza "eccezionale" dell'attività didattica e di ricerca nel campo della fisica, svolta nell'ateneo urbinate a partire dalla fine del Settecento. La sala espositiva mostra al pubblico una parte degli oltre 700 strumenti scientifici in dotazione al museo, alcuni dei quali di gran pregio, databili tra la seconda metà del XVIII e i primi anni del XX secolo. Per buona parte di questi cimeli sono stati prodotti in questi anni ricerche d'archivio e studi storico-scientifici, volti non solo ad identificarne il ruolo sperimentale locale, ma anche a contestualizzarli, storicamente, in ambito nazionale ed internazionale. Il Museo espone anche la ricostruzione materiale di alcuni strumenti scientifici e meccanici presenti nelle tarsie dello Studiolo del Duca Federico da Montefeltro
Per informazioni:
cdlm.filosofia@uniurb.it