Novità librarie 2025
Ecco i nuovi romanzi arrivati in biblioteca grazie alla campagna di promozione della lettura #ioleggoperchè 2025
Una trilogia distopica: “Hunger Games”, di Suzanne Collins (2009, 2020, 2012)
Il primo titolo della trilogia di Suzanne Collins è uscito in America nel 2008 e in Italia nell’anno successivo. La Ragazza di Fuoco risale al 2010 in Italia, mentre negli Usa già usciva l’ultimo, Il Canto della Rivolta, che da noi è arrivato quasi due anni dopo,
nel 2012. In questi anni la saga, anche grazie ai film che ne sono stati tratti, ha riscosso moltissimo successo, arrivando a vendere 87 milioni di copie.
Si tratta di romanzi ambientati in un Nord America post apocalittico, dove si è formato un grande stato, Panem, diviso in dodici Distretti (un tempo tredici), e la capitale, Capitol City, che vivono in pace. Settantaquattro anni prima i Distretti si erano ribellati a Capitol, che ha sedato la rivolta distruggendo completamente il Distretto 13 e instaurando dei giochi, per ricordare a tutti la sua supremazia.
Ogni anno due ragazzi dai 12 ai 18 anni, provenienti da ogni Distretto, si devono sfidare in un’arena finché uno soltanto sopravvive: il ragazzo o la ragazza sarà ricoperto di onore e ricchezza per il resto della sua vita. Questi giochi, che sono trasmessi in tutta Panem, sono un vero e proprio reality show e sono chiamati Hunger Games.
Tutti i libri sono divisi in tre parti, con titoli che riassumono il tema fondamentale dei capitoli. Il narratore è in prima persona, interno; viviamo, infatti, l’intera storia dal punto di vista di Katniss, la protagonista. La narrazione copre un arco temporale di circa tre anni.
Un romanzo storico: “Il treno dei bambini”, di Viola Ardone (2019)
Amerigo è un bimbo nato nei bassi napoletani, durante la seconda guerra mondiale. Antonietta, la madre, una ragazza giovane e bella, ha solo lui: il padre è, almeno così si dice, partito per l'America in cerca di fortuna, e Luigi, il fratellino, non ha fatto neppure in tempo a conoscerlo per via dell'asma che l'ha portato via a tre anni. Amerigo è poverissimo, come l'Italia dell'immediato dopoguerra. La miseria tuttavia non stronca la speranza, la voglia di vivere, cantare, della gente dei bassi e dei vicoli di una Napoli che da sola si è liberata dall'occupazione fascista.
Amerigo vive di espedienti: raccoglie gli stracci perché la madre possa farne pezze da mercato, cerca di vendere, dopo averli 'pittati', dei topi come criceti (peccato che la pioggia improvvisa sveli l'inganno), e soprattutto vorrebbe un bel paio di scarpe, lui che se non va scalzo ne porta un paio sempre rotte.
Il legame tra il bimbo e la madre è fortissimo, sebbene la donna non si abbandoni ad espressioni di affetto, sia tacita, schiva, di poche parole. Occorre leggerlo anche nell'improvvisa decisione che la porta ad accettare il progetto del partito comunista: i bambini più poveri saranno affidati per qualche mese a famiglie dell'Emilia, perché possano rimettersi in salute e frequentare la scuola. Non è carità, spiega Maddalena, la giovane comunista che convince Antonietta, è solidarietà, la dignità della brava gente. Così Amerigo nel 1946 parte su un treno carico di bambini per andare al Nord…
Un romanzo sulla Resistenza: “L’ Agnese va a morire”, di Renata Viganò (1949)
L'Agnese va a morire è un romanzo neorealista scritto da Renata Viganò, di ispirazione autobiografica, giacché l'autrice fu, con il marito, una partigiana della Resistenza italiana.
La storia è ambientata nelle Valli di Comacchio durante la seconda guerra mondiale, nel periodo degli otto mesi di occupazione tedesca dell'Italia precedenti alla Liberazione.
La protagonista è Agnese, una lavandaia di mezz'età, che colpita dalla morte del marito deportato, pur non essendosi mai interessata prima di politica, inizia a collaborare con i partigiani come staffetta di collegamento.
Tradotto in quattordici lingue, l'opera vinse il Premio Viareggio nel 1949. L’autrice, nata e vissuta a Bologna (1900-1976), è stata una scrittrice, poetessa e partigiana. A lei è intitolata la biblioteca del nostro Istituto.
Un romanzo gotico: “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón (1964-2020)
Si tratta di un thriller gotico, il primo romanzo della tetralogia Cimitero dei libri dimenticati e best-seller internazionale da 15 milioni di copie.
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città.
Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.
Un classico della narrativa umoristica italiana: “Bar Sport” di Stefano Benni (1976)
Il primo libro di Stefano Benni è caratterizzato dalla sua particolare comicità, che presenta situazioni reali stereotipate, deformate ed estremizzate. Descrive in modo surreale la realtà dei bar italiani, soprattutto quelli di provincia. Sebbene sia stato pubblicato nel 1976, alcune situazioni narrate sono ancora attuali.
I bar italiani non sono tutti uguali: ci sono quelli classici, poi c’è il Bar Sport. Prima di tutto, non si va per mangiare: le paste nella bacheca sono puramente ornamentali. Per essere frequentato, il Bar Sport deve avere come minimo una serie di attrazioni: il flipper, il calcetto, il biliardo, carte da gioco, il telefono a gettoni e così via. Il cibo poco importa.
Al Bar Sport emergono i pregi e i difetti degli italiani riuniti al bar, luogo di aggregazione, i loro vizi, manie e ossessioni. Ci passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (con due n), che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quelle del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere), e delle allucinazioni estive. E poi c’è il Cinno…
Un saggio di un esperto di geopolitica: “Le dieci mappe che spiegano il mondo” di Tim Marshall (ed. ingl. 2015, ed. it. 2017)
Per comprendere quel che accade nel mondo abbiamo sempre studiato la politica, l’economia, i trattati internazionali. Ma senza geografia, suggerisce Tim Marshall, non avremo mai il quadro complessivo degli eventi: ogni volta che i leader del mondo prendono decisioni operative, infatti, devono fare i conti con la presenza di mari e fiumi, di catene montuose e deserti.
Perché il potere della Cina continua ad aumentare? Perché l’Europa non sarà mai veramente unita? Perché Putin sembra ossessionato dalla Crimea? Perché gli Stati Uniti erano destinati a diventare una superpotenza mondiale?
Le risposte a queste domande, e a molte altre, risiedono nelle dieci fondamentali mappe scelte per questo libro, che descrivono il mondo dalla Russia all’America Latina, dal Medio Oriente all’Africa, dall’Europa alla Corea. Con uno stile chiaro e una prosa appassionante, Marshall racconta in che modo le caratteristiche geografiche di un paese hanno condizionato la sua forza e la sua debolezza nel corso della storia e, così facendo, prova a immaginare il futuro delle zone più calde del pianeta.
Un romanzo del genere fantastico: “Momo” di Michael Ende (1973)
Nelle rovine di un anfiteatro, posto in prossimità di una città non specificata, vive Momo, una ragazzina di origine misteriosa. Momo è arrivata presso le rovine senza i genitori e indossando un lungo cappotto di seconda mano. È analfabeta, non sa contare e non sa neppure quanti anni abbia: quando le viene chiesto, risponde "Se mi ricordo bene, ci sono sempre stata".
È però degna di nota nel vicinato perché ha l'abilità straordinaria di saper ascoltare, e ascoltare davvero: le basta stare con le persone e ascoltarle, in modo da aiutarle a trovare risposte ai loro problemi, fare pace l'uno con l'altro e inventare giochi divertenti. Il consiglio dato alle persone "Va' da Momo che ti passa!" è diventata una frase familiare, e in tal modo Momo si fa tanti amici, specialmente uno spazzino onesto e silenzioso, Beppo, e una guida turistica poetica e introversa, Gigi. Questa piacevole atmosfera viene rovinata dall'arrivo dei Signori Grigi…
Un romanzo sul tempo e sul modo in cui esso viene impiegato nella società occidentale moderna, una critica al consumismo e alla frenesia del vivere contemporaneo. Ma non è più importante la qualità della vita?
Un romanzo che narra e sostiene l’amore per i libri: “Il libraio di Venezia” di Giovanni Montanaro (2020)
In campo San Giacomo, a Venezia, c'è la Moby Dick, una libreria di quelle «che ti sorprende che esistano ancora, anche se ci sono in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse». Il suo libraio si chiama Vittorio, ha passato i quarant'anni, vive per i suoi libri, combatte per continuare a venderli.
Un giorno incontra Sofia, che prende l'abitudine di andare a trovarlo. Il 12 novembre 2019, però, i 187 centimetri di acqua alta eccezionale inondano le case, i negozi, sommergono gli scaffali di Vittorio. Le pagine annegano, e «campo San Giacomo è pieno di libri perduti, e pare che tutto sia perduto».
Giovanni Montanaro, che ha vissuto in prima persona i giorni tragici dell'inondazione, li racconta in un modo lontano dalle cronache: racconta l'angoscia dell'acqua che sale, che distrugge, ma mostra anche un'altra Venezia, i giovani, i cittadini che reagiscono, l'allegria nata in mezzo allo sfacelo, fatta della capacità di aiutarsi, di rinascere. Ai librai veneziani Montanaro destina interamente i proventi dei suoi diritti d'autore, per sostenerli dopo gli eventi di novembre. In calce al volume, sono proprio i librai veneziani a descrivere sé stessi e le loro librerie: il lettore può scoprirli anche attraverso le mappe che creano un percorso nella laguna – nonostante tutto, «Venezia è sempre lei. Venezia è meravigliosa».
Un racconto di fantascienza: “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes (1959)
Algernon è un topo, ma non un topo qualunque. Con un'audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon, che fino all'età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto... sveglio. Ma cosa succederà quando la stessa operazione verrà effettuata su Charlie? Quale sorte accomunerà la sua esistenza e quella del fedele amico Algernon?
La storia è raccontata attraverso una serie di relazioni scientifiche scritte da Charlie, il primo soggetto umano sottoposto alla procedura chirurgica, e tocca temi etici e morali come il trattamento dei disabili mentali.
Sebbene ne sia stata chiesta più volte la rimozione dalle biblioteche negli USA e in Canada, a volte con successo, il libro viene frequentemente letto nelle scuole di tutto il mondo ed è stato adattato molte volte per televisione, teatro e radio. È considerato un classico della letteratura in lingua inglese del XX secolo e uno dei più bei racconti di fantascienza di sempre.
Il primo romanzo giallo di una astrofisica: “La luce delle stelle” di Licia Troisi (2024)
Una sera uguale alle altre, in uno sperduto osservatorio astronomico. La luce delle stelle illumina la piccola comunità di scienziati residenti, che si trova alle prese prima con un black-out, forse un sabotaggio, e poi con un cadavere trovato nella sala comune, forse un assassinio: la vittima potrebbe essere caduta da una balaustra, o essere stata spinta.
L’osservatorio è isolato, i telefoni sono muti, i cellulari non prendono, i copertoni delle automobili sono stati tagliati e la città più vicina, se si riesce ad attraversare il deserto, si trova a due ore di macchina.
Come in una macabra barzelletta, due italiani – Gabriele, che ha appena finito il dottorato, e Pinetta, che ancora lo sta finendo –, un’americana – Samantha, star dell’astrofisica mondiale –, un inglese – Matt, pettegolo come una suocera – e una sudamericana – Mariela, medico dell’osservatorio – si trovano a dover valutare l’ipotesi che l’omicida o il sabotatore sia non solo tra loro, ma uno di loro. Essendo scienziati, però, sanno che, date le ipotesi, per giungere alla tesi non c’è che da tessere un ragionamento…
Il racconto romanzato dell’assassinio di Giulio Cesare, scritto da uno storico: “Le idi di marzo” di Valerio Massimo Manfredi (2016)
Roma, inizi di marzo del 44 a.C. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l'invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, stanco e malato.
La missione di cui si sente investito - chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma - vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell'ennesima campagna bellica, quella contro i Parti.
Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile: i presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.
Una saga familiare cilena: “La casa degli spiriti” di Isabel Allende (1982)
Una saga familiare del Novecento, in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto il popolo cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Prendendo spunto dalle vicende della sua famiglia, la Allende riesce a creare un meraviglioso miscuglio tra il mondo degli spiriti, che pare così vero e tangibile, e la storia politica del suo paese, dalla lotta tra la destra conservatrice e il marxismo dilagante fino al colpo di stato di Pinochet.
La narrazione prende il via con Clara, la bambina chiaroveggente, un personaggio molto silenzioso ma indispensabile e costantemente presente nella storia. Già dalle prime pagine è un susseguirsi di stranezze della sua famiglia: animali impossibili, tovaglie interminabili, viaggi incredibili e spiritismo; gli spiriti sono amici, sono consiglieri e in continuo dialogo con i vivi. Clara è il punto di contatto tra i due mondi, il mondo dell'aldiqua e il mondo dell'aldilà.
La storia del Cile all’inizio è solo un tenue sottofondo, poi piano piano si entra nell’amara realtà e la politica inizia a riecheggiare forte nelle vite dei personaggi e a modellarne le sorti.