IO SONO NATURA / IO SONO AMBIENTE / IO SONO PAESAGGIO
di Elisa Rizzi
di Elisa Rizzi
Io sono Natura perché la Natura è il mio luogo sicuro.
Quando sono in uno spazio naturale mi viene spontaneo fare un gran respiro che mi travolge a tal punto da creare una connessione tra me e la natura.
La natura, infatti, è in grado di consolarmi, di starmi vicino e di liberarmi da qualsiasi pensiero; ci ascoltiamo e osserviamo reciprocamente.
Guardo e scruto la natura in modo dettagliato, in profondità. Ad esempio la bellezza di come possa mutare da un giorno all’altro, non solo per i colori, gli odori, ma anche per le superfici del terreno che creano texture diverse.
Mi assicuro di guardare tutti i cambiamenti che la natura subisce, come tutti quelli che accadono dentro di me e mi piace pensare che la natura ne sia consapevole, per questo ha la forza di consolarmi, asciugandomi le lacrime e assorbendole nel terreno, ritrovando in me serenità e bellezza.
Il mio progetto riprende una delle mission principali di Legambiente: raccogliere migliaia di dati in modo scientifico sul nostro ecosistema, così da fornire informazioni precise per sensibilizzare le persone
e per farle prendere parte al cambiamento.
Suddividendo la mia ricerca in più giorni di indagine, ho scoperto che il parco si popola di volta in volta di rifiuti che non sempre vengono notati: si tratta dei tappi di bottiglia, la maggior parte dei quali, di birra.
Per realizzare il mio proggetto ho voluto monitorarli, nell’arco di tre giorni, tramite dati, grafici e sopratutto fotografie: ho scoperto così non solo il variare della quantità di tappi nel tempo, ma anche la ‘geografia’ che loro stessi vanno a creare, andandosi a localizzare sempre in determinanti punti.
La loro presenza ci racconta determinate abitudini con cui la cittadinanza vive questo luogo. In queste pagine ho rappresentato le mie giornate di ricerca non solo a livello visivo ma anche uditivo, andando ad inserire audio con registrazioni naturali del posto, mixate assieme ai suoni che tappi producono alla loro apertura in un crescendo costante.
La superficie è di circa 4 ettari. Progettato nel 1780 dall'architetto ferrarese Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua, questo importante giardino era ricordato per le numerose sculture che lo adornavano e per la grande varietà di agrumi e piante da fiore che ne profumavano i magnifici percorsi.Il disegno delle aiuole è quello ottocentesco e molti alberi sono più che secolari: oltre ai due Cedri del Libano all'ingresso, ci sono alcuni tassi, un imponente ginkgo e la gigantesca farnia presso l'ingresso di Corso Ercole I d’Este.Dal 1936 è proprietà del Comune di Ferrara, che lo ha adibito a parco pubblico.
ORARI
da novembre a febbraio 8.00-18.00
marzo, aprile e ottobre 8.00-20.00
da maggio a settembre 7.00-24.00
COME ARRIVARE
A piedi: 10 minuti dal Castello Estense.
In autobus: n°4c dalla stazione ferroviaria e n°3c dal centro, fermata Palazzo Diamanti.
Raggiungibile in auto (parcheggio Diamanti a 250 mt).