IO SONO NATURA / IO SONO AMBIENTE / IO SONO PAESAGGIO
di DENISE CERAVOLO
di DENISE CERAVOLO
Tutto è natura.
Quando veniamo al mondo siamo natura, il nostro fine per realizzare noi stessi come esseri umani è quello di superare il mondo concreto/materiale, elevare la nostra energia, purificare l’animo diventando tutt’uno con la natura. Da essa ci distacchiamo con il passare dei giorni, con la conoscenza, con la fame del sapere di più e quella del possedere, la fame del mondo terreno. Siamo continuamente distratti dal nostro scopo finale.
Natura, Ambiente e Paesaggio sono tre fasi collegate tra loro, che ogni individuo cosciente sperimenta e, per mezzo di scelte più o meno consapevoli, più o meno favorevoli, può passare dall’una all’altra.
Ogni tanto mi sento più vicina alla Natura ma c’è sempre un elemento di distrazione che riporta la mia attenzione alla vita materiale, reale, attuale. I doveri materiali, le attività non finalizzate ad uno scopo di soddisfazione per l’anima, le emozioni negative (immotivate) provenienti da attività o persone, allontanano la mia attenzione dall’aspirazione ad appartenere ad una dimensione superiore, altissima.
Vorrei continuare la mia vita a ricercare l’equilibrio tra il mondo reale e quello superiore della Natura. Sarebbe più facile se tutti pensassero in questo modo e smettessero di preoccuparsi di problemi futili e di crearne di inesistenti, generando un flusso continuo di negatività. A volte può capitare di essere trascinati nell’abisso, distaccandosi completamente da tutto ciò che ci circonda, ma è proprio questa situazione che genera la forza di riprendere il cammino, ovvero l’ascesa dal Paesaggio all’Ambiente fino alla meta finale della Natura.
La qualità scadente o mediocre l’ho voluta rappresentare con un cielo grigio e freddo che peggiora con l’intensificarsi dei rami, attraverso una colorazione scura e cupa.
Una giornata invernale è buia, fredda, spenta, in una quasi totale assenza di luce solare, fonte di vitalità.
Ho associato la qualità migliore dell’aria alle prime fioriture che annunciano l’imminente arrivo della primavera.
I fiori che colorano di rosa il cielo azzurro intenso trasmettono uno stato di serenità e positività, ma nella realtà la qualità dell’aria dipende da altri fattori.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.
Eugenio Montale
17 vittime;
8,5 miliardi di danni certificati;
11mila persone della Protezione civile intervenute in quei giorni per mettere in sicurezza i residenti alluvionati nelle provincie emiliano-romagnole.
Nella prima metà di maggio 2023 si sono verificate due alluvioni nell’arco di pochi giorni in una vasta area dell’Emilia-Romagna, di parte delle Marche e della Toscana. I due eventi hanno colpito soprattutto la Romagna, nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena, e sono stati eventi eccezionali.
Il primo è avvenuto dal 1 al 3 maggio, mentre il secondo si è verificato dal 15 al 17 maggio. In entrambi i casi sono caduti più di 200 millimetri di pioggia in 36 ore. Questi quantitativi sono sicuramente eccezionali se presi singolarmente, ma lo sono ancora di più se consideriamo che si sono verificati a distanza di soli 15 giorni esattamente sullo stesso territorio.
Nel bacino del Mediterraneo esiste un legame molto forte tra gli eventi meteorologici estremi e il surriscaldamento del pianeta. L’aumento delle temperature del mar Mediterraneo provoca una maggiore evaporazione che si traduce in un’atmosfera con maggiore energia. Pertanto è più facile che eventi particolarmente intensi si possano verificare.
fonte: Zanichelli, L’aula di scienze
Il termine PM2,5 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm, una frazione di dimensioni aerodinamiche minori del PM10 e in esso contenuta. Il particolato PM2,5 è detto anche ‘particolato fine’ (particelle fini). Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. Queste particelle sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano. Il particolato PM2,5 è in parte emesso direttamente dalle sorgenti in atmosfera ed è in parte formato attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti.