I primi di dicembre del 1944 Antonio, che aveva il nome di battaglia "WOLF", partecipò ad un’azione di sabotaggio alla stazione ferroviaria di Udine, in collaborazione con l’aviazione alleata. La riuscita di questa azione avrebbe evitato i bombardamenti della città. L’amore per la città di Udine fu tale che Wolf decise di preservarla da possibili altri bombardamenti ed allora, con alcuni compagni, decise di avvicinarsi al deposito delle locomotive per porre delle cariche esplosive. Ma l'azione fallì, venne catturato dalle forze tedesche ed incarcerato. Interrogato per avere informazioni, Antonio venne condannato a morte assieme ad altri tre giovani partigiani, fu fucilato il 10 dicembre del 1944 nel cortile del Tribunale di Udine.
Nell’attesa dell’esecuzione Wolf scrisse sul retro di una fotografia, per mancanza di carta, queste ultime parole ai suoi cari:
“Carissimi genitori e fratelli, quando riceverete questa, io sarò morto. Non piangete, ma siate forti e pregate. Perdonate tutti i dispiaceri che vi ho recato ma ricordatevi di vostro figlio che sempre vi ha amato. Ricevete tutti l’ultimo mio forte abbraccio. Vostro per sempre, Toni.”
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